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Contestazione multa: ultime sentenze

21 Giugno 2020
Contestazione multa: ultime sentenze

Leggi le ultime sentenze su: contestazioni in ordine all’accertamento dell’illecito; verbali di contravvenzione non impugnati e/o con avvenuta oblazione; opposizione avverso il verbale di contestazione di infrazione al codice della strada; vizi afferenti al procedimento di notificazione della cartella di pagamento.

Autovelox: quando la multa è nulla?

Qualora risulti provato, eventualmente anche in base al principio di non contestazione di cui all’art. 115, comma 1, c.p.c., che un tratto stradale in ambito urbano interessato da un rilevamento a distanza ex art. 4 l. n. 168 del 2002 non sia dotato dei requisiti previsti dalla normativa per essere classificato strada urbana di scorrimento, occorre procedere alla disapplicazione dell’atto amministrativo con il quale il prefetto vi ha autorizzato tali tipi di rilevamento, e, conseguentemente, annullare le ordinanze-ingiunzioni con le quali siano stati respinti ricorsi amministrativi basati su tale eccezione, in quanto fondata.

Tribunale Torino sez. III, 27/04/2016, n.2375

Procedimento sanzionatorio stradale

L’amministrazione pubblica riconosciuta negligente dal g.d.p. nella gestione di un procedimento sanzionatorio stradale deve essere condannata al pagamento delle spese salvo che sussistano giustificati motivi, che non possono essere ricercati solo nel modesto valore della controversia o nel semplice errore formale della multa (nella specie, la Corte ha cassato la decisione del tribunale che aveva compensato le spese tra le parti in ragione del fatto che il vizio del verbale atteneva ad aspetti formali e che il valore delle controversia era assai modesto.

A detta della Corte, infatti, il verbale di contestazione per violazione del codice della strada può essere illegittimo tanto per vizi formali quanto per vizi sostanziali, e la prima categoria non è più lieve della seconda, non potendosi sostenere che nell’ordinamento vi sia un favor per gli errori meramente procedurali della p.a.).

Cassazione civile sez. II, 08/04/2011, n.8114

Multa per autovelox senza contestazione immediata

Va dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 126 -bis, comma 2, del d.lg. n. 285 del 1992 sollevata, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione. Chi non osserva l’invito alla comunicazione dei dati dell’effettivo trasgressore in caso di multa per autovelox senza contestazione immediata sarà sottoposto ad una misura punitiva fissata dalla legge. Questo a prescindere dalle condizioni economiche dell’automobilista e dalla gravità della violazione.

Corte Costituzionale, 13/01/2017, n.12

Sanzioni amministrative: pagamento in misura ridotta 

In tema di violazioni al codice della strada, il cd. pagamento in misura ridotta (o la mancata impugnazione nei termini dei verbali) comporta un’incompatibilità (oltre che un’implicita rinuncia) a far valere qualsiasi contestazione della sanzione pecuniaria irrogata e della violazione contestata (che della sanzione pecuniaria è il presupposto giuridico), e ciò sia nella sede amministrativa che giurisdizionale, anche in virtù di quanto esplicitamente previsto dal codice della strada.

Non si tratta solo di una preclusione impugnatoria a carico della parte che, magari per eccesso di zelo, ha pagato la multa, accorgendosi solo in seguito della sua ingiustizia. Il divieto in questione attiene invece al fatto che con il pagamento immediato si formalizza, secondo i noti principi generali della materia, una vera e propria estinzione della controversia, non più recuperabile da parte di tutte le parti in causa e quindi anche della parte pubblica; a fronte di detta intangibilità, è precluso ogni intervento d’ufficio sull’“an” e sul “quantum” della sanzione anche ad opera dell’autorità preposta a decidere ricorsi amministrativi, non fosse altro perché in tal modo il divieto da parte dell’interessato di proporre, dopo l’oblazione, tali ricorsi verrebbe facilmente aggirato tramite una sua semplice “segnalazione” all’Organo titolare del potere contenzioso (nella specie, il g.a. ha ravvisato l’illegittimità del “modus operandi” della Prefettura in ordine ai paventati poteri di autototutela ed alle connesse richieste di documentazione afferenti i verbali di contravvenzione non impugnati e/o con avvenuta oblazione).

T.A.R. L’Aquila, (Abruzzo) sez. I, 03/12/2014, n.860

L’uso del cellulare senza auricolare alla guida

È legittima la multa emessa dai vigili urbani per l’uso del cellulare senza auricolare alla guida, anche se la contestazione avviene mentre gli agenti della polizia municipale si trovano nell’auto e stanno guidando.

Cassazione civile sez. II, 21/02/2011, n.4219

Omessa comunicazione dei dati del conducente

L’opposizione avverso il verbale di contestazione di infrazione al codice della strada, quando l’illecito sia di tipo omissivo, deve essere proposta innanzi al giudice territorialmente competente per il luogo in cui si sarebbe dovuta tenere la condotta che è stata invece omessa; pertanto, al fine di concentrare in un unico giudice la competenza a conoscere di tutte le opposizioni alle sanzioni riferite al medesimo fatto, ove sia irrogata al proprietario dell’autoveicolo la sanzione amministrativa per la violazione dell’obbligo di fornire i dati del conducente all’organo che abbia accertato la violazione dei limiti di velocità, ai sensi dell’art. 126-bis, comma 2, del cod. strada, la competenza a conoscere della relativa opposizione appartiene al giudice di pace del luogo in cui ha sede l’organo accertatore al quale quei dati avrebbero dovuto essere inviati, rimanendo attribuita la titolarità del potere di accertamento agli uffici della Polizia stradale locale, anche se dal verbale di contestazione risulta che la comunicazione dei dati avrebbe dovuto essere indirizzata al Centro Nazionale Accertamento Infrazioni, che ha sede in Roma.

Corte di Cassazione, Sezione 6 2,Civile, Ordinanza, 6/08/2019, n. 20988

Validità della contestazione della violazione stradale

Nè il Codice della strada né il suo Regolamento di esecuzione e di attuazione prevedono che il verbale di accertamento della prosecuzione della marcia del veicolo con attraversamento di incrocio nonostante il semaforo indicasse la luce rossa, stilato sulla base della rilevazione automatica dell’infrazione, contenga a pena di nullità l’attestazione che l’apparecchio usato sia stato sottoposto a controllo periodico di taratura e funzionalità.

Ai fini della validità della contestazione della violazione stradale è infatti sufficiente che lo strumento, come nel caso di specie, sia stato debitamente omologato. Invero, la sentenza della Consulta n. 113 del 18 giugno 2015, che ha dichiarato parzialmente incostituzionale l’articolo 45 comma 6, Dlgs 285/1992, si applica per le sole apparecchiature deputate al controllo del superamento dei limiti di velocità.

Corte di Cassazione, Sezione 6 2, Civile, Ordinanza, 5/12/2019, n. 31818

Opposizione recuperatoria al verbale di contestazione

Qualora il ricorrente, con l’opposizione cd. recuperatoria al verbale di contravvenzione al codice della strada, proponga anche censure relative alla cartella esattoriale o, comunque, concernenti fatti verificatisi successivamente al predetto verbale, le stesse, pur potendo essere in concreto formulate con un unico atto di opposizione, soggiacciono tuttavia ai termini previsti dagli artt. 615 e 617 c.p.c..

Di conseguenza, i vizi afferenti al procedimento di notificazione della cartella di pagamento possono essere esaminati soltanto a condizione che il ricorso sia stato proposto nel termine di 20 giorni dalla notificazione della cartella medesima, mentre l’eccezione di prescrizione della pretesa sanzionatoria può essere fatta valere senza termine, trattandosi di censura inquadrabile nell’ambito dell’art. 615 c.p.c..

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Ordinanza, 4/09/2019, n. 22094

Opposizione per omessa notifica del verbale di contestazione 

In tema di violazioni al codice della strada, l’opposizione con la quale si deduca l’illegittimità della cartella esattoriale relativa a sanzione amministrativa per l’omessa notifica del verbale di contestazione dell’infrazione va proposta, a pena di inammissibilità, dopo l’entrata in vigore del d.lgs. n. 150 del 2011, nel termine di trenta giorni previsto dall’art. 7 del d.lgs. citato. La stessa opposizione, invece, se presentata in data antecedente, è soggetta al termine di sessanta giorni di cui all’art. 204 bis del codice della strada.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Civile, Sentenza, 31/01/2019, n. 2968

Verbale di contestazione differita della violazione dei limiti di velocità

Il decreto prefettizio di individuazione delle strade lungo le quali è possibile installare apparecchiature automatiche per il rilevamento della velocità (cd. autovelox) senza obbligo di fermo immediato del conducente, ai sensi dell’art. 4, comma 4, d.l. n. 121 del 2002, non deve contenere necessariamente l’indicazione del senso di marcia nel quale il dispositivo deve essere collocato.

Peraltro, ove tale decreto, invece, precisi espressamente la carreggiata in riferimento alla quale detta installazione è consentita, il verbale di contestazione differita della violazione è affetto da illegittimità derivata qualora l’accertamento sia stato effettuato mediante un cd. autovelox posizionato sul lato della strada diverso da quello specificato nel summenzionato provvedimento autorizzativo, non potendosi ritenere operante, in questa ipotesi, la deroga al generale obbligo normativo di contestazione immediata.

Corte di Cassazione, Sezione 6 2, Civile, Ordinanza, 1/10/2018, n. 23726

Autovelox: dispositivo posizionato nel senso di marcia opposto

In tema di violazioni del codice della strada, posto che l’art. 4 d.l. 20 giugno 2002, n. 121, (conv., con modificazioni, nella l. 1 agosto 2002, n. 168) conferisce al prefetto la competenza ad individuare le strade o i tratti di strada in cui possono essere installati dispositivi di controllo della velocità, qualora il decreto prefettizio ne abbia previsto la legittima installazione lungo un solo senso di marcia ed, invece, l’accertamento sia stato effettuato mediante la rilevazione di un autovelox posizionato sul contrapposto senso di marcia, difettando a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, il relativo verbale di contestazione differita della violazione di cui all’art. 142 c.d.s. deve ritenersi affetto da “illegittimità derivata”.

Cassazione civile sez. VI, 01/10/2018, n.23726



10 Commenti

  1. Mi hanno fatto una multa per eccesso di velocità. Come posso contestarla? Secondo me il calcolo che hanno fatto è sbagliato. Vorrei sapere come posso agire, se foste così gentili da spiegarmi come posso muovermi. Buona serata

    1. Se di recente hai preso una multa per eccesso di velocità contestata con autovelox oppure transiti quotidianamente su una strada presidiata da questi apparecchi e temi che prima o poi ti possa arrivare una contravvenzione a casa, ecco una notizia che fa al caso tuo. Dopo la rivoluzionaria sentenza del 2015 della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittime tutte le multe con autovelox non sottoposti a revisione annuale (la cosiddetta «taratura»), arriva ora una nuova sentenza a scuotere le regole sulle contravvenzioni stradali per eccesso di velocità. La Cassazione, nell’agganciarsi a quanto detto tre anni fa dalla Consulta, ha appena rilanciato la posta: non basta che l’apparecchio sia stato sottoposto a controllo periodico, ma di ciò deve essere dato atto anche nel verbale. Se la multa non riporta l’avvenuta taratura dell’autovelox è nulla. Come dire: non deve essere il cittadino, una volta ricevuta la contravvenzione, a doversi informare se la macchina che lo ha fotografato era o meno a norma di legge; è invece compito degli agenti documentare che le operazioni di revisione siano state fatte meno di un anno prima. Per maggiori informazioni, leggi:
      – Multa autovelox su strada statale: motivi di nullità https://www.laleggepertutti.it/285049_multa-autovelox-su-strada-statale-motivi-di-nullita
      -Autovelox: la multa deve indicare la taratura https://www.laleggepertutti.it/197330_autovelox-la-multa-deve-indicare-la-taratura

  2. Un ausiliare del gtraffico mi ha fatto una multa, ma non sono certo che fosse autorizzato. Potreste dirmi in quali casi i vigilini possono fare le multe? Grazie in anticipo

    1. Un ausiliare del traffico può elevare solo determinati tipi di multe e, comunque, esclusivamente all’interno del territorio comunale. Egli può elevare le contravvenzioni solo in corrispondenza delle cosiddette strisce blu, ossia gli spazi di parcheggio a pagamento, e delle strisce gialle destinate al transito del trasporto pubblico locale (gli autobus). Ad esempio, vi rientrano le multe per:
      omesso pagamento del ticket;
      mancato rinnovo del ticket dopo la scadenza dell’orari;
      parcheggio in seconda fila in prossimità delle strisce blu o comunque fuori le aree disegnate sull’asfalto, solo quando la sosta impedisce le manovre di uscita o entrata degli altri veicoli;
      divieto di sosta sulle aree in concessione alle società che gestiscono i parcheggi o in quelle limitrofe ed in quelle strettamente limitrofe (si considera limitrofo lo spazio minimo indispensabile alla manovra dei veicoli per l’accesso all’area di sosta);
      parcheggio in corrispondenza delle strisce gialle con intralcio alla circolazione degli autobus (non è compresa la multa per la circolazione all’interno di tali aree).
      Pertanto, gli ausiliari del traffico non possono elevare alcun altro tipo di contravvenzione come, ad esempio, quelle per passaggio al semaforo rosso, parcheggio di auto o moto sul marciapiede, eccesso di velocità, ecc.

  3. Inoltre, vorrei capire quali sono i casi in cui è possibile opporsi a una multa degli ausiliari del traffico e farla così annullare. Grazie mille

    1. Innanzitutto, bisogna far presente che la multa, benché elevata da un “vigilino”, è pur sempre un “atto amministrativo” e quindi, per l’impugnazione, è necessario rispettare le regole sulle comuni contravvenzioni stradali. Ciò implica che il verbale deve essere contestato alternativamente:
      entro 30 giorni al Giudice di Pace;
      oppure entro 60 giorni al Prefetto.
      Diversamente, la multa diventa definitiva e non si può più fare nulla in un momento successivo, neanche quando arriverà la cartella esattoriale.

      Il ricorso al Giudice di Pace o al Prefetto sono sostanzialmente identici: è cioè possibile sollevare, in entrambi i casi, lo stesso tipo di eccezioni. Tuttavia, essendo il Prefetto un organo amministrativo, potrebbe essere meno “imparziale” rispetto al magistrato. Ecco perché, per quanto il ricorso al Prefetto sia gratuito e richieda solo l’invio di una raccomandata, senza quindi bisogno di partecipare ad udienze, va limitato solo ai casi in cui la contravvenzione sia palesemente illegittima e il suo annullamento non implichi interpretazioni di norme (attività che, di solito, compie molto più facilmente il giudice).
      Anche contro l’ordinanza di rigetto del Prefetto è sempre possibile far ricorso, nei 30 giorni successivi, al Giudice di Pace.

  4. Ho preso una multa per eccessiva velocità… Ora, mi chiedo, c’è un modo per contestarla e farmela annullare? Sono incerto sulla validità della multa e dell’autovelox

    1. Il verbale di contravvenzione per eccesso di velocità rilevato con l’autovelox deve contenere una serie di elementi. Alcuni sono indispensabili e se mancano diventa possibile annullare la multa ricevuta, impugnandola e salvando anche i punti decurtati sulla patente di guida. Adesso, ad aiutare gli automobilisti arrivano tre nuovissime sentenze della Corte di Cassazione, tutte depositate oggi, che esaminano i problemi più frequenti e stabiliscono i criteri per valutare se l’autovelox è a norma oppure no dal punto di vista tecnico e secondo l’aspetto regolamentare ed anche se il verbale di accertamento della violazione è stato redatto correttamente, con tutte le indicazioni necessarie. Innanzitutto, l’apparecchio autovelox deve essere omologato e tarato periodicamente ma se queste operazioni vengono contestate sta al Comune provare il corretto funzionamento dell’impianto. L’obbligo di taratura periodica non può essere surrogato dalla generica dicitura, riportata nel verbale, secondo cui l’apparecchiatura di rilevazione è stata «debitamente omologata e revisionata» ma deve indicare le precise modalità di effettuazione di queste verifiche. Secondo la Cassazione, tale dicitura «non soddisfa le esigenze di affidabilità dell’omologazione e della taratura» e qui i giudici di Piazza Cavour richiamano la pronuncia della Corte Costituzionale [2] che impone di effettuare queste verifiche periodiche di funzionalità degli apparati di misurazione di velocità tra i quali rientrano appunto gli autovelox. Ma – prosegue l’ordinanza della Cassazione – «in caso di contestazioni circa l’affidabilità dell’apparecchio, il giudice è tenuto ad accertare se tali verifiche siano state o meno effettuate», così scendendo nel concreto merito delle operazioni svolte dall’amministrazione comunale e dai suoi tecnici incaricati. Dunque, l’attestazione contenuta nel verbale circa il fatto che queste verifiche sono state svolte, senza specificare come, da chi e quando, non è sufficiente e soprattutto – affermano gli Ermellini – «non è coperta da fede privilegiata» quindi in questo caso non fa prova del contenuto rappresentato.
      Leggi Autovelox: come difendersi https://www.laleggepertutti.it/278814_autovelox-come-difendersi e Multa autovelox: come fare ricorso https://www.laleggepertutti.it/184452_multa-autovelox-come-fare-ricorso

  5. Il 19/11/2019 ho preso una multa per eccesso di velocità ma il verbale mi è giunto solo il 9 maggio con data 5 maggio. Ho pagato immediatamente tramite bonifico come mi è stato indicato nel verbale, ma ho il dubbio che i termini siano scaduti. Potete darmi qualche ragguaglio anche se la frittata è stata fatta?
    Grazie e buon lavoro.
    Baiocchi Giovanni

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