Coronavirus: novità sui prestiti fino a 25mila euro

8 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: novità sui prestiti fino a 25mila euro

Allungamento dei tempi per la restituzione e ampliamento dei beneficiari dei finanziamenti. Misure al vaglio anche per vittime di usura e di crack bancari.

Sono in arrivo due importanti novità per chi vuole accedere ai prestiti fino a 25mila euro nell’ambito degli aiuti per l’emergenza coronavirus. La prima, riguarda il tempo di restituzione del finanziamento. La seconda, la platea dei beneficiari. Entrambe le modifiche dovrebbero essere legate al decreto liquidità e approvate dal Parlamento.

Per quanto riguarda i tempi di restituzione del prestito, passerebbero dagli attuali 6 anni previsti dal decreto a 10 anni oppure a 12 anni, cioè al doppio rispetto al termine iniziale. Questo allo scopo di garantire le esigenze della finanza pubblica e di ottenere un beneficio allungando la prospettiva del debito.

Sul fronte della platea dei beneficiari, invece, si punta a far rientrare le nuove imprese e non solo quelle che presentano il fatturato del 2019, ed il Terzo settore.

Si lavora anche alla possibilità, voluta dal Pd, di aumentare i soggetti che possono erogare finanziamenti alle imprese. inserendo in particolare i Confidi tra gli iscritti all’elenco di chi può concedere microcredito a persone fisiche, società di persone o società a responsabilità limitata in contabilità semplificata.

Il Movimento 5 Stelle punta, invece, a dare la possibilità alle vittime dell’usura di accedere alla moratoria dei mutui. Si tratta, in pratica, di sospendere per nove mesi il pagamento delle rate di mutui concessi in favore di chi è rimasto impigliato nelle reti degli strozzini e bloccare per lo stesso periodo il pagamento delle rate dei finanziamenti concessi con la garanzia del Fondo per la prevenzione dell’usura. Fino al 31 dicembre, poi, verrebbero sospesi i procedimenti esecutivi relativi a questi mutui o finanziamenti.

Inoltre, la componente pentastellata della maggioranza insiste nel rendere più veloci i ristori per i risparmiatori rimasti vittime dei crack bancari, superando i rallentamenti sui controlli sui requisiti e sul rispetto delle condizioni da parte di chi ha fatto istanza di accesso al Fondo. Verrebbe, a questo punto, consentito alla Commissione tecnica di verificare il rispetto dei limiti reddituali e di patrimonio dei risparmiatori che hanno chiesto il ristoro, attraverso la banca dati dell’Agenzia delle Entrate, compresa l’anagrafe dei conti correnti.



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