Bonus al 110% per lavori edili: a quali condizioni

8 Maggio 2020 | Autore:
Bonus al 110% per lavori edili: a quali condizioni

Gli interventi trainanti ed i tetti di spesa per beneficiare del credito d’imposta. I limiti vengono moltiplicati per il numero di unità abitative.

Cominciano a delinearsi in modo più chiaro i contorni del superbonus in campo edilizio che consente di usufruire di un credito d’imposta al 110% per le spese sostenute tra il 1° luglio di quest’anno ed il 31 dicembre del 2021. L’agevolazione sarà prevista per i lavori volti al risparmio energetico, cioè quelli per i quali oggi è in atto l’ecobonus, a patto che nel pacchetto complessivo degli interventi ci sia almeno uno tra quelli introdotti nel decreto Maggio.

Uno di questi è l’isolamento termico «delle superfici opache verticali e orizzontali che interessano l’involucro dell’edificio». In parole povere, il cappotto termico. Che, però, deve interessare più del 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio. Il tetto di spesa per questo singolo intervento sarà di 60mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari dell’edificio.

Altro lavoro che darà la possibilità di usufruire del superbonus del 110% è «la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti centralizzati a pompa di calore per il riscaldamento, il raffrescamento e la fornitura di acqua calda sanitaria». Tetto di spesa: 30mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari se abbinato «all’installazione di impianti fotovoltaici o impianti di microcogenerazione». In questo caso, si parla di «interventi sulle parti comuni degli edifici, o su singoli edifici».

Terza possibilità: gli «interventi per la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti alimentati a gasolio con impianti a pompa di calore o caldaie a condensazione». La nuova caldaia, però, dovrà avere «un’efficienza almeno pari alla classe A di prodotto prevista dal regolamento delegato (UE) n. 811/2013 della Commissione, del 18 febbraio 2013». Tetto di spesa: 10mila euro moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio.

Il decreto legge prevede anche la possibilità di usufruire del superbonus abbinando il fotovoltaico non solo agli impianti centralizzati a pompa di calore ma anche agli altri due interventi, cioè al cappotto termico e agli impianti a pompa di calore o alle caldaie a condensazione. In questo caso, la detrazione al 110% sarà possibile «fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a 48mila euro e comunque nel limite di spesa di euro 2.400 per ogni kWh di potenza nominale dell’impianto solare fotovoltaico».

Tutto questo fa dedurre che più sono i proprietari dell’edificio su cui eseguire gli interventi e più sarà conveniente realizzarli, poiché il tetto di spesa viene moltiplicato per il numero di unità immobiliari. C’è da ricordare, inoltre, che con la possibilità per le famiglie di cedere il credito di imposta a banche o anche alle imprese che realizzano i lavori (mediante lo sconto in fattura) e con l’opportunità concessa a questi soggetti di rivalersi sul Fisco, famiglie e condomini potranno eseguire i lavori senza neanche versare l’anticipo.



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