Coronavirus: niente Tari per autonomi e imprese

8 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: niente Tari per autonomi e imprese

Arera chiede ai Comuni di non applicare la tassa sui rifiuti a chi è rimasto chiuso per l’emergenza. Agevolazioni anche per professionisti e utenze domestiche.

Si profila un’esenzione dal pagamento della Tari per le imprese e gli autonomi costretti alla chiusura durante il periodo di emergenza coronavirus. L’Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente che gestisce le tariffe del tributo locale, ha chiesto ai Comuni di non applicare la tassa sui rifiuti ai titolari di attività commerciali, industriali e di lavoro autonomo che, non essendo state operative nei mesi del lockdown, non hanno prodotto spazzatura. L’esenzione, dunque, dovrebbe interessare, tra gli altri, negozi, bar, ristoranti, parrucchieri, estetisti, centri benessere e, in generale, chiunque sia stato costretto a tenere giù la saracinesca dal mese di marzo.

Le amministrazioni locali, inoltre, possono concedere dei benefici a chi è rimasto in attività, come ad esempio gli studi professionali, ed anche alle utenze domestiche. Ma in questi due casi, l’agevolazione è facoltativa per i Comuni.

L’obiettivo dell’Arera è quello di proteggere chi, a causa della chiusura, ha avuto un palese calo dei ricavi e, quindi, può trovarsi in difficoltà economica. Necessario, quindi, secondo l’Autorità, adottare «alcune prime misure di tutela straordinarie e urgenti volte a mitigare, per quanto possibile, la situazione di criticità e gli effetti sulle varie categorie di utenze derivanti dalle limitazioni introdotte a livello nazionale o locale», come si legge nella delibera approvata dall’Arera. Occorre tenere conto, insiste l’Autorità, della «minore quantità di rifiuti producibili» da parte delle utenze non domestiche, e di «specifiche forme di tutela per quelle domestiche, in una logica di sostenibilità sociale degli importi dovuti».

Nei casi in cui sia stato il Governo a dettare le chiusure obbligatorie, devono essere ridefiniti, per il calcolo della quota variabile della tariffa, «gli intervalli di variazione del coefficiente potenziale di produzione Kd, applicando un fattore di correzione (a riduzione) pari al 25%». Se, invece, è stata prevista la sospensione e poi l’eventuale riapertura, il Comune deve individuare i giorni di chiusura al fine di definire «la corrispondente quota variabile».

Agevolazioni potrebbero arrivare anche per chi, come gli studi professionali, hanno mantenuto l’attività ma in forma ridotta producendo, quindi, una minor quantità di rifiuti. Come anche per le utenze domestiche disagiate: a questo proposito, l’Arera richiama il bonus Tari rivolto alle famiglie con disagio economico-sociale che possono beneficiare di tariffe ridotte.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube