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Coronavirus: vacanze a rischio

8 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: vacanze a rischio

Le regole su sanificazione e assembramenti rischiano di mettere in ginocchio gli operatori, con costi e procedure che sconsigliano l’apertura.

Sarà dura garantire quest’anno le vacanze agli italiani. Il settore del turismo trema all’idea di dover restare chiuso anche quest’estate ma se non verranno adottate certe misure di sicurezza per evitare che al mare, oltre ai turisti, ci vada anche il coronavirus, bisognerà cominciare a pensare ad un’alternativa per le ferie.

Il primo problema che si pone è quello della data per ripartire e, per questo, ci sarà bisogno di sapere quando sarà possibile spostarsi da una regione all’altra. Nel frattempo, però, se si vuole salvare la stagione o, quanto meno, perdere il meno possibile, gli operatori sono chiamati a fare diversi interventi che portino al rispetto dei protocolli richiesti. E, di conseguenza, che consentano di godere di una vacanza agli italiani e agli oltre 400mila turisti stranieri che avrebbero già prenotato dalle nostre parti per i prossimi mesi.

Un primo intervento dovrà riguardare le spiagge. Le regole impongono il divieto di assembramenti, quindi niente feste, niente aperitivi di massa, niente balli di gruppo con i turisti ammassati. Ci sarà da sistemare gli ombrelloni per lasciare una distanza tra uno e l’altro di tre metri e mezzo. Le aree giochi per i bambini dovrebbero essere disponibili su prenotazione. Anche chi preferisce la spiaggia libera dovrà tenere conto delle distanze di sicurezza rispetto al vicino di stuoia.

Più consistente il lavoro da fare negli alberghi. Alcuni saranno costretti a rivedere gli arredi e a tirare via i tappeti per motivi di igiene, così come ad impostare nuovi criteri per la pulizia e per l’organizzazione dei buffet della colazione o della cena. Da stabilire anche come si dovrà procedere per la sanificazione delle stanze, dei cuscini, delle lenzuola: un costo che per molti hotel potrebbe essere impossibile da sostenere, visti gli scarsi ricavi avuti finora.

Non va sottovalutata nemmeno la pulizia da fare negli appartamenti in locazione. Per gli affitti brevi, che comportano un continuo via vai di turisti, c’è da considerare anche questo aspetto.

Non sarà una soluzione facile nemmeno andare in campeggio. È vero che si gode di più spazi all’aperto e che le distanze di sicurezza tra roulotte o bungalow sono garantite. Ma c’è il problema degli spazi comuni, a cominciare dalle docce e dai bagni: bisognerà procedere alla sanificazione ogni volta che vengono utilizzati? Altro personale, altri costi.

Si può pensare alla montagna, come alternativa al mare. Ma anche qui non mancano le criticità. Chi è abituato alle camminate sulle Dolomiti o in Val d’Aosta sa benissimo che buona parte di malghe e rifugi hanno dei locali piuttosto piccoli: come si farà con gli ingressi? Si formeranno delle code all’esterno di una baita in attesa che qualcuno finisca da mangiare per poter entrare?

Infine, per chi rimane a casa ma vuole fare una giornata spensierata in un parco divertimenti si pone un ulteriore problema: quello della sanificazione dei giochi. Compito piuttosto arduo, perché se dopo ogni giro di giostra bisognerà attendere la pulizia di poltrone, caschi ed imbragature prima di far salire il turno successivo, oltre a dover controllare i percorsi e le file, molti gestori di questi parchi cominciano a pensare che quasi quasi è meglio restare chiusi.



2 Commenti

  1. Io ormai ho fato una croce su questa estate. Ormai, non potremo andare al mare o in campeggio spensierati… Io penso che farò un salto in spiaggia, se possibile, quando non c’è nessuno intorno a me. Anche se, pensare che su quella sabbia o su quelle pietre ci sia stato qualcuno di contagiato o asintomatico, mi terrorizza

  2. Io non vedo l’ora che mi dicano come e quando e me ne vado a fare un giro in un’altra regione. Mi sono seccato di restare qui e con le dovute accortezze mi farò un bel viaggetto. Tutto l’anno sotto stress con i camion, mi merito di andare a fare una vacanza

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