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Allagamento negozio e responsabilità Comune

8 Maggio 2020
Allagamento negozio e responsabilità Comune

Magazzino inondato dalla pioggia: l’inquilino in affitto può chiedere il risarcimento dei danni alla Pubblica Amministrazione? 

Una recente sentenza della Cassazione ha affrontato il tema dell’allagamento di negozio e responsabilità del Comune. La Corte ha deciso il caso di un uomo, conduttore di un magazzino a uso commerciale, il quale aveva subito ingenti danni alla propria attività per via delle alluvioni che avevano spinto l’acqua dalla strada fin dentro il suo locale. Immediata la chiamata ai danni dell’ente locale, accusato di non aver provveduto a una corretta manutenzione delle reti di scolo dell’acqua piovana che, appunto, dovrebbero prevenire incidenti di questo tipo. 

La pronuncia della Corte [1] affronta il doppio tema della responsabilità della pubblica amministrazione per gli allagamenti dovuti alle piogge e della legittimazione a promuovere l’azione di risarcimento del danno nei confronti del Comune da parte dell’inquilino (benché non titolare dell’immobile). 

Ecco, dunque, qual è stata la sintesi della pronuncia in commento.

Responsabilità del Comune per allagamenti

Il Comune ha l’obbligo di garantire la manutenzione delle strade di sua proprietà. Questo non significa solo coprire le buche e asfaltare le aree dissestate ma anche evitare che – a causa di detriti, foglie e sabbia – si intasino i canali di scolo dell’acqua piovana. 

A prevederlo è una norma del codice civile che attribuisce al proprietario del suolo pubblico la cosiddetta «responsabilità oggettiva» per i danni procurati a terzi: una responsabilità cioè che prescinde da qualsiasi colpa o malafede ma che si verifica per il solo fatto che ci sia un rapporto tra la “cosa” (ossia, nel nostro caso, la strada) e il relativo titolare. Il fatto di essere custodi di un luogo – pubblico o privato che sia – rende il proprietario colpevole per qualsiasi danno da questo arrecato ad altri soggetti.

La responsabilità oggettiva è esclusa solo qualora si verifichi un caso fortuito. Di qui la domanda: una pioggia sopra le medie stagionali, di intensità tale da non poter essere né prevista né evitata, può considerarsi un caso fortuito e, perciò, escludere qualsiasi richiesta di risarcimento alla pubblica amministrazione? La risposta fornita dalla Cassazione – così come già avvenuto in passato – è la seguente: anche in presenza di un caso fortuito, se risulta che la strada non è stata soggetta a manutenzione, la responsabilità dell’ente locale è assodata.

Con parole più tecniche la Corte ha detto che un temporale di particolare forza e potenza, protrattosi nel tempo e con modalità tali da uscire fuori dai normali canoni della meteorologia, può integrare il «caso fortuito» solo quando «non vi siano condotte idonee a configurare una corresponsabilità» del titolare della strada (il Comune). Quest’ultimo è pertanto tenuto a dimostrare di aver mantenuto una condotta diligente nella manutenzione e nella pulizia, e che le piogge siano state talmente intense da verificarsi gli allagamenti. 

Leggi anche Cosa fare in caso di allagamento?

È vero: un giudice non può spingersi fino a sindacare e criticare l’organizzazione della pubblica amministrazione o i criteri e i mezzi da questa utilizzati per mantenere un’opera pubblica, ma può giudicare il rispetto degli obblighi imposti dalla legge e dalle comuni norme di diligenza e prudenza a tutela della incolumità dei cittadini e dell’integrità del loro patrimonio. Con la conseguenza che dall’inosservanza di queste disposizioni e di dette norme deriva la configurabilità della responsabilità della stessa pubblica amministrazione per i danni prodotti a terzi.

La prova della mancata manutenzione della strada in caso di allagamento

Attenzione: non è il soggetto danneggiato a dover dimostrare che l’allagamento è stato determinato da una non corretta manutenzione delle strade, ma è la pubblica amministrazione a dare le evidenze della propria innocenza. In altri termini, il Comune, dinanzi alla contestazione del cittadino, deve fornire al tribunale la prova di avere effettuato una corretta cura del suolo pubblico nel periodo di tempo precedente il temporale.

L’affittuario può chiedere il risarcimento del danno per l’allagamento del magazzino?

Una volta appurata la responsabilità del Comune per l’allagamento passiamo al problema della legittimazione a chiedere il risarcimento nel caso di immobile concesso in locazione: ad agire può essere direttamente l’inquilino o deve per forza trattarsi del proprietario del locale?

Secondo la Cassazione, anche il conduttore di un immobile locato ha diritto al risarcimento dei danni, causati da intense precipitazioni atmosferiche, nei confronti del Comune che con il proprio comportamento gli danneggi l’uso o il godimento del bene. Egli, infatti, ha un’autonoma legittimazione per proporre l’azione di responsabilità nei confronti dell’autore dello stesso danno. Danno che può consistere, innanzitutto, negli oggetti e/o mobilio rovinato dall’acqua e, poi, nella perdita del fatturato per via della chiusura temporanea dell’attività commerciale. 


note

[1] Cass. sent. n. 8466/20.


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