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Coronavirus: dove e cosa si riapre da oggi

8 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: dove e cosa si riapre da oggi

In Alto Adige riparte tutto, dai negozi ai bar ai parrucchieri. Lunedì, via alle attività commerciali anche in Friuli. L’invito alla prudenza di Boccia.

Il Nord Est si smarca dal Governo e dà il via, di fatto, alla fase 3 dell’emergenza coronavirus. In Alto Adige e Friuli molti esercizi si preparano a rialzare le saracinesche, mentre in altre regioni si dovrà attendere il 18 maggio per le prime riaperture, se non addirittura il 1° giugno.

Dopo la Calabria, dunque, che già nei giorni scorsi aveva acconsentito ai bar di riprendere l’attività con le dovute cautele, arriva la legge approvata la scorsa notte dal Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano per «la ripresa graduale delle libertà di movimento delle cittadine e dei cittadini, delle attività economiche e delle relazioni sociali». Il presidente Arno Kompatscher premette, comunque, di volger mettere al centro «la sicurezza e il senso di comunità. La ripartenza può avere luogo – avverte – solo se tutti si attengono alle regole. Confidiamo pertanto nell’autodisciplina e nel senso di responsabilità dei cittadini».

La nuova legge entra in vigore da oggi e prevede la libertà di movimento sul territorio regionale senza autocertificazioni. Ripartono le attività commerciali, produttive industriali e artigianali. A decorrere dall’11 maggio, sempre nel rispetto delle norme di sicurezza, possono riaprire le attività inerenti servizi alla persona, fra cui parrucchieri, barbieri, estetisti, ed anche i servizi di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande, fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie. Dalla stessa data, riprenderanno piena attività anche i musei e le istituzioni culturali comprese biblioteche e centri giovanili.

La ripresa di tutte le attività economiche è, comunque, subordinata al rispetto di una distanza di sicurezza di almeno due metri tra le persone, alla copertura di bocca e naso per il personale e i clienti in caso di contatti inferiori ai due metri e al rispetto delle norme igieniche e di pulizia. Nelle aree di ingresso e di uscita, nei servizi igienici e nel maggior numero possibile di posti deve essere messo a disposizione del disinfettante.

Per evitare una densità di persone troppo elevata nelle stanze e nelle aree, alle attività economiche si applica la cosiddetta regola di 1/10, secondo la quale viene definito un rapporto tra superficie e numero massimo possibile di persone. I proprietari o gli utenti delle aree sono obbligati a garantire la disponibilità di dieci metri quadrati di spazio per persona. La regola di 1/10 non viene applicata nel settore della ristorazione.

Anche il governatore del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, annuncia la riapertura delle attività di commercio al dettaglio per lunedì 11 maggio. «Abbiamo fatto una proposta molto responsabile», spiega il presidente della Regione: «Abbiamo detto, partiamo lunedì con il commercio al dettaglio e dal 18 con le attività mancanti. Ricordo che il commercio al dettaglio è già aperto – aggiunge Fedriga –, le regole che il Governo ha giustamente messo per i negozi di abbigliamento per bambini e per le librerie possono valere anche per gli altri, così permettiamo lunedì di ripartire a quegli imprenditori che sono pronti a garantire la sicurezza».

Intanto, il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia, continua sulla strada della cautela. Ed insiste sulla necessità di attendere ancora un po’ prima di consentire ai cittadini di spostarsi da una regione all’altra, come richiesto da molti governatori: «Serve prudenza», avverte Boccia. «I dati del monitoraggio del ministero della Salute arriveranno a partire dall’11 maggio, bisogna aspettare le linee guida dell’Inail e gli accordi con le parti sociali per tutelare i lavoratori».



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