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Bollo auto: guida sul tributo regionale

7 Agosto 2020 | Autore:
Bollo auto: guida sul tributo regionale

Tutto quello che c’è da sapere sul bollo auto: cos’è, chi deve pagarlo, a quanto ammonta, quando si paga, cosa succede in caso di ritardo nel pagamento.

Se hai un’autovettura, devi pagare annualmente quel tributo regionale che va sotto il nome di bollo auto. C’è poco da fare: a meno che non rientri in quelle particolari categorie che beneficiano dell’esenzione dal bollo auto, ogni anno, in un determinato mese, dovrai pagare per il veicolo di cui risulti intestatario, anche se non lo utilizzi mai: il bollo auto, infatti, non è una tassa sulla circolazione, ma sulla semplice proprietà del mezzo di trasporto. Come funziona il pagamento del bollo auto?

Con questo articolo vorrei spiegarti tutto ciò che c’è da sapere in merito al versamento periodico del bollo auto: quando va pagato, a quanto ammonta, come si calcola, dopo quanto tempo si prescrive, chi è tenuto al versamento. Insomma: vorrei parlarti di tutto ciò che concerne il pagamento del bollo auto. Se l’argomento ti interessa e vuoi ottenere tutte queste informazioni, non ti basterà fare altro che prenderti dieci minuti di tempo per leggere questo articolo: nei prossimi paragrafi illustreremo tutti gli aspetti principali del bollo auto.

Cos’è il bollo auto?

Come anticipato in premessa, il bollo auto è un tributo regionale il cui pagamento spetta a tutti i proprietari iscritti nel P.r.a. (Pubblico Registro Automobilistico).

Il bollo è dunque pagato annualmente da chi risulta proprietario di una o più automobili, indipendentemente dal fatto che il veicolo circoli o meno. Il bollo, pertanto, deve essere pagato anche da chi ha un’auto chiusa in garage che non viene mai messa su strada. Proprio per questa ultima ragione, è scorretto definire il bollo come una tassa di circolazione.

Quando si paga il bollo auto?

Quando bisogna pagare il bollo auto? A parte le eccezioni rappresentate dalle regioni del Piemonte e della Lombardia, il bollo auto va pagato entro il mese di immatricolazione; se, però, l’immatricolazione avviene negli ultimi dieci giorni del mese, la scadenza viene rinviata all’ultimo giorno del mese successivo. Se il giorno di immatricolazione è un sabato o un festivo, il computo decorre dal primo giorno lavorativo successivo.

Sempronio compra un’auto nuova il 15 novembre. Entro la fine del mese (30 novembre) dovrà pagare il bollo.

Mevio si reca dalla concessionaria per ritirare la sua nuova autovettura. Poiché l’acquisto è avvenuto il 25 marzo, avrà tempo per pagare il bollo fino al 30 aprile.

Pagamento bollo auto usata: come funziona?

Nel caso di acquisto di auto usata, l’obbligo di pagare il bollo grava su chi è il formale proprietario al momento della scadenza. Ciò significa che, se qualcuno acquista un’auto e ne diviene l’effettivo titolare pochi giorni prima del termine ultimo per il pagamento, sarà costretto a pagare il bollo fin da subito.

Lo stesso vale per l’acquisto di un’auto a km zero, cioè di un’auto immatricolata dalla stessa concessionaria per raggiungere gli obiettivi di vendita: il primo bollo deve essere pagato da chi risulta proprietario all’ultimo giorno utile per effettuare il pagamento.

In altre parole, il bollo grava su chi è intestatario della vettura il giorno della scadenza del termine del pagamento. Pertanto, se l’acquisto avviene successivamente al suddetto termine, il primo bollo è sempre a carico del concessionario che ha effettuato l’immatricolazione. In caso contrario, sarà l’acquirente a dover pagare. Facciamo alcuni esempi.

Caio ha un’auto il cui bollo scade il 31 agosto. Il venti agosto perfeziona la cessione del veicolo a favore di Mevio. A meno che Caio non vi abbia provveduto anticipatamente, dovrà essere il nuovo acquirente a pagare il bollo per intero.

La concessionaria immatricola l’auto a metà novembre: ha tempo, pertanto, fino a fine mese (trenta novembre) per poter pagare il bollo. Se entro questo lasso di tempo, però, l’auto viene acquistata da un privato e la concessionaria non ha ancora provveduto al pagamento, sarà il nuovo acquirente a dover versare il bollo, sempre entro lo stesso termine (trenta novembre). In pratica, il riferimento è sempre la data di immatricolazione, secondo il calcolo spiegato nel paragrafo precedente.

Bollo auto: in quale mese va pagato?

Il pagamento del bollo auto avviene tenendo presente tre precise scadenze: gennaio, maggio e settembre. Solo in questi mesi è possibile pagare il bollo in scadenza nel mese precedente.

Il bollo auto copre un arco temporale di un anno. Tuttavia, quando si acquista un’auto nuova al di fuori dei mesi di dicembre, aprile e agosto (cioè dei mesi antecedenti quelli destinati al pagamento), l’importo del primo bollo andrà frazionato e coprirà, pertanto, non dodici mesi, bensì la quota massima necessaria a raggiungere il mese di scadenza più lontano.

Abbiamo detto che chi acquista un’auto nei primi venti giorni di un mese è tenuto a pagarlo entro la fine dello stesso; questo, però, non significa che il bollo verrà pagato per il suo intero importo.

Chi, ad esempio, acquista un’auto nuova in novembre, non potrà effettuare un pagamento completo con copertura di dodici mesi, poiché la scadenza di novembre non è prevista. Ciò che si potrà pagare sarà l’importo del bollo fino al mese di agosto (che è uno dei tre mesi di scadenza).

Quindi, il bollo auto verrà frazionato e coprirà solamente dieci mesi, fino ad agosto dell’anno successivo (mese di immatricolazione incluso). Per ottenere l’importo effettivamente dovuto sarà sufficiente moltiplicare l’importo annuale per i mesi di copertura, il tutto diviso dodici (i mesi in un anno).

L’anno successivo al primo bollo, invece, comporterà il regolare pagamento per dodici mesi e, quindi, il versamento dell’importo totale.

Quanto costa il bollo auto?

L’importo del bollo auto è determinato sulla base di due fattori: la potenza del veicolo espressa in kilowatt; la classe d’inquinamento.

Sono questi i parametri che devi prendere in considerazioni allorquando andrai a calcolare il bollo auto che dovrai pagare, entrambi facilmente reperibili all’interno della carta di circolazione.

Per la precisione, combinando la classe ambientale della vettura con la sua potenza, si otterrà il seguente schema:

CLASSE AMBIENTALEEURO PER KW
Classe 03 euro a kw fino a 100 kw; 4,5 euro oltre i 100 kw
Classe 12,90€/kw fino a 100 chilowatt; 4,35€/kw per potenze superiori
Classe 22,80€/kw fino a 100 kw; 4,20€/kw oltre i 100 chilowatt;
Classe 32,70€/kw fino a 100 kw; 4,05 € per potenze superiori
Classi 4, 5 e 62,58€/kw sino a 100 kw;  3,87 euro per le potenze superiori

A questi parametri vanno aggiunti quelli speciali previsti dalla legge per il superbollo: 20€/kw per le potenze superiori ai 185 kw. La tassa si riduce dopo 5, 10 e 15 anni dalla data di fabbricazione dell’auto rispettivamente del 40%, del 70% e dell’85%, per poi non essere più dovuto una volta che la vettura abbia compiuto venti anni dalla costruzione.

Bollo auto non pagato: cos’è il ravvedimento operoso?

Può capitare di dimenticare di pagare il bollo auto nei termini di legge. Il ritardo nel pagamento del bollo auto non è un gran problema, in quanto ci si può sempre mettere in regola nel termine di un anno grazie al cosiddetto ravvedimento operoso.

Il pagamento in ritardo del bollo auto comporta l’obbligo di versare una piccola sovrattassa che si ottiene aggiungendo all’importo originario una somma calcolata in base ai giorni di ritardo, secondo lo schema seguente:

  • entro quattordici giorni dalla scadenza, la sanzione è pari allo 0,1% per ogni giorno di ritardo;
  • da quindici a trenta giorni la multa è l’1,5% dell’importo originario, oltre agli interessi di mora pari allo 0,2% per ogni giorno di ritardo;
  • da trentuno a novanta giorni la multa è l’1,67% dell’importo originario, oltre interessi di mora;
  • da novantuno giorni ad un anno la multa è pari al 3,75% dell’importo originario, oltre interessi di mora.

Superato l’anno di ritardo, allora non si potrà più parlare di ravvedimento operoso e sarai costretto a pagare una multa pari al 30% dell’importo dovuto, oltre agli interessi moratori (0,5 per cento) da calcolare per ogni semestre di ritardo.

Mancato pagamento bollo auto: conseguenze

Cosa succede se non si paga il bollo auto nemmeno mediante il ravvedimento operoso (cioè, entro un anno)? In un caso del genere la Regione può effettuare un accertamento e inviare un avviso di pagamento.

Il termine massimo per fare ciò è di tre anni: ed infatti, il pagamento del bollo auto si prescrive dopo tre anni che decorrono dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui l’imposta deve essere pagata.

Se viene notificata una cartella di pagamento, il bollo si prescrive dopo tre anni che decorrono a partire dal primo gennaio dell’anno successivo a quello in cui la cartella è stata consegnata.

L’avviso di pagamento comporta che la somma dovuta venga iscritta a ruolo, e contestualmente comunicata all’Agenzia delle Entrate – Riscossione, che provvederà alla notifica della relativa cartella esattoriale pari all’importo non versato.

Il termine per la notifica della cartella è di due anni, in caso contrario si verifica la decadenza del bollo auto, per cui il contribuente non dovrebbe più corrispondere l’importo mai versato.

Se invece la cartella esattoriale, inviata tramite raccomandata a.r. al contribuente, è ritualmente notificata in termine, entro sessanta giorni bisogna corrispondere quanto dovuto.

Il mancato adempimento da parte del contribuente comporta che l’Agenzia della riscossione possa procedere con l’esecuzione forzata contro il debitore inadempiente, ad esempio mediante il pignoramento del conto corrente.

Mancato pagamento bollo: il fermo amministrativo

Ulteriore conseguenza del mancato pagamento del bollo auto è il blocco del veicolo, cioè il fermo amministrativo, durante il quale c’è il divieto di circolazione.

Prima del fermo viene inviato al contribuente un preavviso di trenta giorni, nei quali è possibile dimostrare, per imprenditori e professionisti, che il veicolo serve per lo svolgimento dell’attività professionale (in questi casi, infatti, il fermo non può essere apposto).

Mancato pagamento bollo: la cancellazione

Infine, il mancato pagamento del bollo auto per almeno tre anni consecutivi rischia la cancellazione d’ufficio del veicolo dagli archivi del P.r.a. da parte della Regione di appartenenza. La cancellazione è una sanzione definitiva: il veicolo non potrà più circolare senza una nuova immatricolazione.

Il contribuente che circoli nonostante la cancellazione può andare incontro non solo al sequestro del veicolo, ma anche ad una multa da 419 a 1682 euro ed alla confisca del mezzo di trasporto.

Bollo auto: esenzioni

L’ordinamento prevede diversi casi di esenzione dal bollo auto. Sebbene, come ricordato più volte, la normativa di riferimento sia regionale, i casi più comuni di esenzione riguardano: l’invalidità del proprietario dell’auto; l’appartenenza dell’automobile alla categoria delle auto storiche o di interesse collezionistico; il basso livello di inquinamento del mezzo (motore a metano, GPL, elettrico o ibrido).

Il bollo, inoltre, non è più dovuto nei casi di furto dell’auto, di vendita o di demolizione.

Per maggiori approfondimenti su questo tema, ti rinvio alla lettura dell’articolo dedicato a tutte le esenzioni dal bollo auto.


note

Autore immagine: Canva.com


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