Ora l’Inps paga le prestazioni anche se l’Iban è sbagliato

8 Maggio 2020
Ora l’Inps paga le prestazioni anche se l’Iban è sbagliato

I beneficiari riceveranno il pagamento con un bonifico domiciliato in Posta, anziché dover correggere la domanda e ripetere l’iter.

Quando l’Inps si accinge a pagare una prestazione come la Cassa integrazione ma si accorge che l’Iban, il numero identificativo di conto corrente del beneficiario, non coincide con quello del lavoratore che ha presentato la domanda, sorgono problemi che impediscono l’erogazione su un conto che non appare riconducibile all’avente diritto.

Il caso più frequente è quello di errore di inserimento dei dati della domanda. Basta una lettera o un numero sbagliato e il codice Iban non è più quello. L’ostacolo emerge drammaticamente durante l’attuale fase di emergenza economica provocata dal Coronavirus, con molti lavoratori che a causa di ciò rimangono privi dell’integrazione salariale oppure la ottengono con ritardo, cioè solo dopo aver provveduto alla correzione.

Ora si è trovata la soluzione: nei casi in cui l’Iban comunicato con la domanda non sia esatto, anziché ripetere l’iter della domanda, le prestazioni di integrazione salariale a pagamento diretto saranno pagate con bonifico domiciliato presso Poste Italiane. Lo rende noto l’Inps in un comunicato diffuso dall’agenzia stampa Adnkronos.

Le prestazioni che rientrano in questo meccanismo sono la Cassa integrazione ordinaria, l’Assegno ordinario, la Cassa integrazione in deroga e la Cassa integrazione speciale operai agricoli (Cigo,Aso,Cigd,Cisoa).

In questo modo l’Inps potrà velocizzare i pagamenti in tutti i casi in cui l’Iban indicato dal datore di lavoro nella domanda non è corretto perché il codice fiscale del beneficiario della prestazione non corrisponde a quello del titolare del conto corrente o della carta ricaricabile, oppure quando le coordinate bancarie sono formulate in modo errato.

Si tratta di errori che finora hanno determinato ritardi nel pagamento della prestazione, perché comportano la necessità di variare la domanda già presentata. In questi casi, infatti, sottolinea l’Inps, occorre richiedere all’azienda o all’intermediario della stessa la correzione e per fare questo spesso è necessario contattare nuovamente il lavoratore per rettificare i dati originariamente forniti.

Ora invece, con il nuovo provvedimento dell’Inps, il pagamento verrà effettuato anche senza la correzione dell’Iban errato, mediante il bonifico domiciliato presso le Poste. Appena l’Inps avrà disposto il bonifico, il lavoratore riceverà un Sms di notifica del pagamento e poi la comunicazione di liquidazione inviata da Postel al suo indirizzo di residenza o domicilio. Con questa comunicazione il beneficiario potrà recarsi a riscuotere l’integrazione salariale presso qualsiasi ufficio postale del territorio nazionale con un proprio valido documento di identità e un documento attestante il codice fiscale.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube