Cronaca | News

Kit autodiagnosi Covid: scoperte le truffe

8 Maggio 2020
Kit autodiagnosi Covid: scoperte le truffe

La Guardia di Finanza sequestra 146 offerte di test “fai da te” su Amazon, eBay e altri portali di vendite online. Denunciati per frode in commercio i responsabili.

Proliferano le offerte in rete di kit diagnostici ”fai-da-te” sul Coronavirus. Sono pacchetti contenti dispositivi per prelevare il sangue e verificare, tramite reagenti, la presenza degli anticorpi specifici che si sviluppano a seguito della malattia e così scoprire se si è positivi al Covid-19.

Molti di questi prodotti, però, sono inefficaci ed anche illegali. Oggi la Guardia di Finanza ha sequestrato 146 offerte di vendita di kit di autodiagnosi e di farmaci anti-Coronavirus. Il sequestro è stato disposto, tenuto conto degli esiti delle indagini, dal Gip del Tribunale di Milano su richiesta della locale Procura della Repubblica e ha riguardato inserzioni presenti sui principali portali di e-commerce: Amazon, E-bay, Wish e Alibaba ma anche singoli siti di vendita dedicati.

Gli investigatori cibernetici del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche della Guardia di Finanza hanno individuato queste offerte illecite a seguito di una attenta analisi dei prodotti offerti in vendita su internet.

Al momento, infatti – sottolineano le Fiamme Gialle in un comunicato diffuso dall’Adnkronos – “non esistono kit commerciali per confermare ‘in casa’ la diagnosi di infezione da nuovo Coronavirus, che deve essere eseguita nei laboratori di riferimento regionale secondo i protocolli indicati dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

Nella medesima operazione sono state sequestrate anche offerte di vendita di farmaci ”per la cura del Coronavirus”, falsamente e pericolosamente proposti per terapie ”fai da te” in funzione anti contagio ma che a norma di legge non sono commerciabili all’utenza privata e online.

I responsabili delle offerte relative a farmaci e kit diagnostici sono tutti soggetti esteri operanti sulle principali piattaforme di e-commerce, che, come rilevato dalla Guardia di Finanza, “hanno posto in essere condotte illecite” per il reato di frode in commercio  “stante la non comprovata efficacia di diagnosi della malattia e di cura della stessa”.

Le piattaforme di e-commerce Amazon e Alibaba “si sono rese collaborative, osserva la Guardia di Finanza, implementando algoritmi di auto-controllo che provvedono alla cancellazione automatica delle offerte in presenza di indicazioni fuorvianti nei contenuti delle stesse”.

Nella precedente fase dell’operazione denominata “Amuchina” le Fiamme Gialle avevano effettuato perquisizioni nei confronti di 13 società, all’esito delle quali erano state sequestrate, a fine febbraio, 63 inserzioni di vendita di mascherine e gel igienizzanti a fronte della commercializzazione di 40.679 unità complessive degli stessi prodotti. 37 italiani, venditori e grossisti, erano stati denunciati per il reato di manovre speculative su prodotti di prima necessità, punito con la reclusione da sei mesi a tre anni di reclusione e con la multa da 516 a 25.822 euro.



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