Coronavirus: arriva il decreto Rilancio

8 Maggio 2020
Coronavirus: arriva il decreto Rilancio

Il nuovo decreto che il Governo sta predisponendo per fronteggiare l’impatto del Covid-19.

Il decreto aprile, poi diventato di maggio, si chiamerà dl rilancio. E’ il provvedimento con cui, dopo il Cura Italia e il dl liquidità, l’esecutivo mira a rimettere in carreggiata il Paese messo in ginocchio dal Covid-19. Un dl monstre di 55 miliardi, e altrettanto corpose sono le proposte arrivate dai vari ministeri a Palazzo Chigi, raccolte in un documento di 770 pagine -766 per l’esattezza- che l’Adnkronos ha potuto visionare.

Misure da intraprendere per sostenere l’economia del Paese, dalle famiglie alle imprese ma anche con gli interventi che riguardano la salute, la famiglia, lo sport, la cultura.

Tutti i dicasteri hanno dato il loro contributo, ciascuno ha indicato un pezzetto di strada per rimettere in piedi il Paese. Alcune proposte sono state -come riportato dal documento- stroncate dalla Ragioneria, altre sono incomplete e alcune, vedi il tanto atteso reddito di emergenza, non figurano affatto perché in attesa di definizione.

Licenziamenti

“Si amplia il periodo durante il quale sono preclusi i licenziamenti per giustificato motivo oggettivo e sospese le procedure pendenti: cinque mesi dall’entrata in vigore del DL 18/2020, anziché 60 giorni”. E’ questa una delle proposte contenute nel dl rilancio allo studio del Governo. In particolare, si legge, si concede la possibilità al datore di lavoro, che ha proceduto al recesso dal contrato di lavoro per giustificato motivo oggettivo, di revocarlo in ogni tempo purché faccia richiesta di cassa integrazione salariale in deroga.

Librerie, editoria, musei, istituti e luoghi di cultura

Nella proposta del Mibact per il dl Rilancio si istituisce un Fondo per le emergenze di “imprese e istituzioni culturali, con una dotazione di 150 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura”.

Nella proposta, si “autorizza la spesa di 100 mln di euro per il 2020 per assicurare il funzionamento dei musei e luoghi della cultura statali”.

Riapertura scuole a settembre

Per assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020.Un incremento di 331 milioni di euro, per l’anno 2020, del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche, per la sicurezza e protezione delle istituzioni scolastiche ed educative. E’ questa una delle proposte contenute nella bozza del dl rilancio allo studio del Governo.

Le risorse, si legge nella bozza, sono assegnate dal Ministero dell’istruzione, entro 10 giorni dall’entrata in vigore del presente decreto e ripartite con decreto tra le istituzioni scolastiche ed educative statali per la realizzazione, entro il 30 settembre 2020, secondo le specifiche esigenze di ciascuna istituzione, di interventi di acquisto di servizi professionali per la sicurezza sui luoghi di lavoro, per la didattica a distanza e per l’assistenza medico sanitaria e psicologica, per l’acquisto di materiale di protezione e igiene e servizi di lavanderia, per la rimozione e lo smaltimento dei rifiuti.

Le risorse non utilizzate entro la data del 30 settembre 2020 devono essere versate alle entrate dello Stato per essere riassegnate, entro il 31 ottobre 2020, tra le istituzioni scolastiche ed educative statali, per le medesime finalità, e dovranno, comunque, essere utilizzate per la realizzazione di ulteriori interventi o impegnate in procedure di affidamento entro il 31 dicembre 2020.

Si prevede inoltre lo stanziamento di 39,2 milioni di euro per assicurare alle istituzioni scolastiche statali e paritarie, nell’ambito delle attività in presenza connesse all’espletamento dell’esame di stato per l’anno scolastico 2019/2020, di effettuare interventi di pulizia. Oneri pari a 370,2 milioni per l’anno 2020.

Incentivi Servizio sanitario nazionale

“Si prevede, che le risorse stanziate dal Dl 18 del 2020 siano destinate non più soltanto alla ‘remunerazione delle prestazioni di lavoro straordinario del personale sanitario‘, ma, più in generale, alla ‘remunerazione delle prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del personale dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale’ e che le regioni e le province autonome possano incrementare, con risorse proprie disponibili a legislazione vigente, le predette risorse”. E’ questa una delle proposte contenute nella bozza del ‘dl Rilancio’ allo studio del Governo.

“Il finanziamento per incentivi in favore del personale dipendente del Ssn previsto dall’art. 1 del Dl 18 del 2020 è ulteriormente incrementato di 250 milioni di euro per l’anno 2020. Per l’assunzione degli specializzandi e per il conferimento di incarichi di lavoro autonomo a personale sanitario è autorizzata l’ulteriore spesa di 250 milioni di euro per l’anno 2020. Oneri complessivi 500 milioni di euro per il 2020″.

Arruolamento straordinario medici e infermieri militari

Un arruolamento straordinario di ulteriori 70 medici e 100 infermieri militari per fronteggiare l’emergenza: incrementare il personale medico e infermieristico militare per ulteriori 170 unità. E’ previsto in una bozza sulle proposte normativeavanzate dai ministeri il vista della stesura del dl rilancio. Secondo la stessa proposta del ministero della Difesa sono calcolati “oneri complessivamente pari a 5.403.282 euro per l’anno 2020 e ad 3.241.969 euro per l’anno 2021”.

Sulla proposta normativa così formulata tuttavia ci sarebbe il parere contrario della Ragioneria generale dello Stato secondo la quale in quella formulazione della norma “manca la copertura”.

Rete assistenziale territoriale

Un piano da 1.459.020.209 euro per potenziare e riorganizzare la rete assistenziale territoriale necessaria a fronteggiare l’emergenza epidemiologica conseguente alla diffusione del virus SARS-Cov-2. E’ questa una delle proposte contenute nel ‘dl Rilancio’ allo studio del Governo, nella quale si prevede che “le Regioni e le Province autonome adottino piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale territoriale (per un monitoraggio costante e ad un tracciamento precoce dei casi e dei contatti, al fine della relativa identificazione, isolamento e trattamento)”.

Ricerca clinica: medicinali per curare pazienti Covid-19

“Al fine di promuovere la ricerca clinica indipendente tesa a valutare la sicurezza e l’efficacia di medicinali per la cura dei pazienti con Covid-19 e di approcci terapeutici innovativi, inclusi quelli fondati sull’impiego di anticorpi monoclonali e di contrasto ai nuovi patogeni resistenti, è istituita, sotto il coordinamento della Agenzia italiana del farmaco (Aifa), la rete nazionale per lo sviluppo di studi controllati”. E’ questa una delle proposte contenute nella bozza del ‘dl Rilancio’ allostudio del Governo.

“L’Aifa, entro 30 giorni dalla entrata in vigore del presente decreto-legge – propone la bozza – con provvedimento del direttore generale, costituisce, presso la medesima Agenzia, una infrastruttura dedicata e disciplina le modalità di funzionamento della rete e di finanziamento dei progetti. Viene istituito presso l’Aifa un fondo dedicato, con uno stanziamento di 10 milioni di euro per il biennio 2020-2021, a valere sulle risorse derivanti dalle erogazioni liberali a sostegno del contrasto all’emergenza epidemiologica da Covid-19″.

Validità prescrizione medica dei medicinali classificati in fascia A

“Limitatamente al periodo emergenziale, si prolunga il periodo di validità della prescrizione medica dei medicinali classificati in fascia A”.

La proposta inserita in bozza si prefigge “di estendere la validità delle ricette per una durata massima di ulteriori 60 giorni per i pazienti già in trattamento con i medicinali classificati in fascia A,in convenzionata e Dpc (diretta per conto), inclusi quelli classificati in A-Pht, con ricetta limitativa, escluse le fattispecie sottoposte a PT e Registri di monitoraggio”.

Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi

Il Mipaaf istituisce il ”Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi”, con una dotazione di 1.000 milioni di euro per il 2020, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. E’ quanto propone il Mipaaf nella bozza del dl Rilancio a cui sta lavorando il governo per la Fase 2. “Le risorse sono destinate in via principale, ma non esclusiva, – si legge – al settore florovivaistico, lattiero caseario, vincolo, zootecnico nonché della pesca e dell’acquacoltura”.

Spese per riqualificazione energetica

Incremento delle detrazioni relative a spese per riqualificazione energetica, misure antisismiche e installazioni di impianti fotovoltaici sostenute fino al 31 dicembre 2021, portandole al 120%. In parallelo, si propone di consentire ai committenti di ricevere uno sconto in fattura pari al 100% del costo dei lavori effettuati a fronte del trasferimento all’impresa che ha effettuato i lavori di un credito d’imposta pari al 120% del costo dei lavori.

Attività economiche eco-compatibili: aiuti alle micro, piccole e medie imprese

La bozza del dl Rilancio prevede che “Per far fronte ai danni diretti e indiretti derivanti dall’emergenza Covid-19 alle imprese che operano nelle zone economiche ambientali (Zea), nello stato di previsione del ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, è istituito un fondo di 40 milioni di euro per l’anno 2020 volto a riconoscere un ulteriore contributo straordinario alle micro, piccole e medie imprese che svolgono attività economiche eco-compatibili, ivi incluse le attività di guida escursionistica ambientale aderenti alle associazioni professionali e di guida del parco e che hanno sofferto una riduzione del fatturato in conseguenza dell’emergenza determinata dalla diffusione del Covid-19“.

Il contributo straordinario è corrisposto, sino ad esaurimento delle risorse, in proporzione alla differenza tra il fatturato registrato nel periodo compreso tra gennaio e giugno 2019 e quello registrato nello stesso periodo del 2020 da ciascuna impresa. Le modalità di erogazione sono definite con decreto di natura non regolamentare del Ministro dell’ambiente e del territorio e del mare di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato-Regioni.

Ai fini della corresponsione del contributo straordinario, “le imprese e gli operatori devono risultare attivi alla data del 31 dicembre 2019, avere sede legale e operativa nei comuni aventi almeno il 45% della propria superficie compreso all’interno di una Zea, svolgere attività eco-compatibile secondo quanto definito dal suddetto decreto ed essere iscritti all’assicurazione generale obbligatoria o alle forme esclusive e sostitutive della medesima oppure alla gestione separata”. Il contributo non concorre alla formazione del reddito, ai sensi del Testo unico delle imposte sui redditi.

Apparecchiature informatiche settore giustizia

Autorizzare la spesa di oltre 40 milioni di euro per l’anno 2020 e di 7,3 milioni ”a decorrere dall’anno 2021, al fine di consentire la sanificazione e la disinfestazione straordinaria degli uffici, degli ambienti e dei mezzi in uso all’amministrazione della giustizia, per l’acquisto di materiale igienico sanitario e dispositivi di protezione individuale, nonché per l’acquisto di apparecchiature informatiche e delle relative licenze di uso”. E’ quanto si legge nella proposte indicate dal Ministero della giustizia in vista dell’emanazione del dl Rilancio.

Nella bozza, al capitolo ‘Misure urgenti per il ripristino della funzionalità delle strutture dell’amministrazione della giustizia‘, si propone di autorizzare inoltre la spesa complessiva di 6,7 milioni di euro per quest’anno e di altri 1,8 milioni nel 2021 ”per l’acquisto di apparecchiature informatiche e delle relative licenze di uso volte a consentire lo svolgimento dei compiti istituzionali da svolgere in presenza o da remoto da parte del personale degli istituti e dei servizi dell’amministrazione penitenziaria e della giustizia minorile e di comunità”.

Lavoratori dello spettacolo

Nella proposta del Mibact per il dl rilancio il Fondo per le emergenze nei settori dello spettacolo, del cinema e audiovisivo cresce da 130 a 280 milioni di euro per il 2020, di cui 230 mln di euro (anziché 80) per la parte corrente.

Spettacolo dal vivo

Nella proposta del Mibact per il dl Rilancio “si prevede per il 2020, stante la sospensione delle attività delle fondazioni lirico-sinfoniche conseguente all’emergenza sanitariada Covid-19, che la quota Fus sia ripartita sulla base della media delle percentuali assegnati nel triennio 2017-2019, in deroga ai criteri generali e alle percentuali di ripartizione previsti dall’articolo 1 del decreto ministeriale 3 febbraio 2014″.

Si prevede inoltre “un anticipo del contributo Fus in favore degli organismi, diversi dalle fondazioni lirico-sinfoniche, finanziati a valere sul Fondo per il triennio 2018-2020, pari all’80 per cento dell’importo riconosciuto per l’anno 2019″.

Si prevede ancora che “gli organismi dello spettacolo dal vivo, decorso il primo periodo di applicazione pari a nove settimane, possono utilizzare le risorse loro erogate per l’anno 2020 a valere sul Fondo unico dello spettacolo anche per integrare le misure di sostegno del reddito dei propri dipendenti”.

Società concertistiche e corali, ai circhi e agli spettacoli viaggianti

Nella proposta del Mibact per il dl rilancio si “estende la misura del credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (cd. Art bonus) anche ai complessi strumentali, alle società concertistiche e corali, ai circhi e agli spettacoli viaggianti”, inoltre. si “autorizza la spesa di 10 milioni di euro per la realizzazione di una piattaforma digitale per la fruizione del patrimonio culturale e di spettacoli”.

Digitalizzazione del patrimonio culturale

Nella proposta del Mibact per il dl rilancio è compresa l’istituzione di “un fondo per la promozione di
investimenti per la tutela, la fruizione, la valorizzazione e la digitalizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale, con dotazione iniziale di 50 mln euro per il 2020. La dotazione del fondo può essere incrementata dall’apporto finanziario di soggetti privati, comprese le persone giuridiche private di cui dal titolo II del libro primo del codice civile. Il fondo è gestito e amministrato a titolo gratuito dall’Istituto per il credito sportivo”.

Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale

“Al fine di far fronte alla crisi economica dei soggetti operanti nel settore sportivo determinatasi in
ragione delle misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, è istituito nello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze il ‘Fondo per il rilancio del sistema sportivo nazionale’, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri. Le suddette risorse sono assegnate all’Ufficio per lo sport presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e sono destinate a misure di sostegno e di ripresa del movimento sportivo”. E’ questa unadelle proposte contenute nel Dl rilancio allo studio del Governo.

“Per gli anni 2020, 2021 e 2022 -si legge nella bozza-, il livello di finanziamento del Fondo di cui al comma 1 è stabilito nella misura annua dell’uno per cento [ovvero dello 0,75 per cento] sul totale della raccolta da scommesse relative a eventi sportivi di ogni genere,anche in formato virtuale, effettuate in qualsiasi modo e su qualsiasi mezzo, sia on-line, sia tramite canali tradizionali, come determinata con cadenza quadrimestrale dall’ente incaricato dallo Stato, al netto della quota riferita all’imposta unica di cui al decreto legislativo 23 dicembre 1998, n. 504, e comunque in misura non inferiore complessivamente a trentacinque milioni di euro per l’anno 2020, e quaranta milioni di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022″.

Affitti, alberghi e strutture per pazienti Covid-19

Nel piano da 1,4 mld per potenziare e riorganizzare la rete assistenziale territoriale necessaria a fronteggiare l’emergenza Covid-19 – contenuto nella bozza del ‘dl Rilancio’ allo studio del Governo – si prevede che le Regioni e le Province autonome possano “stipulare contratti di locazione di strutture alberghiere ovvero di altri immobili” “per far fronte ad improrogabili esigenze connesse alla gestione dell’isolamento contagiati da Sars-CoV-2”.

“La prima fase è stata quella dell’emergenza che si è concentrata sul trattamento dei casi severi – si legge nella bozza – e sugli interventi di contenimento per mettere in sicurezza il sistema sanitario, in particolare nel setting ospedaliero. La seconda fase deve essere orientata alla gestione dell’infezione e del contagio, vale a dire isolamento precoce dei casi e dei contatti stretti, protezione delle popolazioni più vulnerabili e riequilibrio dell’offerta assistenziale anche per gli ambiti non Covid”. “L’infezione del virus Sars-CoV-2 al momento non si può considerare eradicabile – sottolinea il testo della bozza di decreto – ed in attesa di una profilassi vaccinale, bisogna immaginare una fase ancora piuttosto lunga di endemia stabile con picchi periodici, in relazione agli scenari ipotizzabili relativi all’uscita dal lockdown”.

“La possibilità di garantire efficacemente la permanenza a domicilio per quarantena/isolamento – si legge – dipende fortemente dall’organizzazione distrettuale territoriale presente nei diversi contesti regionali. È necessario, pertanto, che le regioni implementino fin da ora un adeguato potenziamento di questi servizi. Parimenti, accanto alla garanzia di continuità e monitoraggio assistenziale è necessaria l’attivazione di servizi di supporto logistico ai soggetti ed ai nuclei familiari in quarantena ed isolamento“.

Da qui la necessità “nei casi in cui occorra disporre temporaneamente di beni immobili per far fronte ad improrogabili esigenze connesse con l’emergenza” di “individuare e rendere disponibili all’uso strutture alberghiere, ovvero altri immobili o strutture aventi analoghe caratteristiche di idoneità, per ospitarvi le persone in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare, laddovetali misure non possano essere attuate presso il domicilio della persona interessata”.



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2 Commenti

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