Coronavirus, ecco come (forse) ci salveranno i bambini

8 Maggio 2020
Coronavirus, ecco come (forse) ci salveranno i bambini

La chiave per sconfiggere il Covid-19 potrebbe essere nel sistema immunitario dei più piccoli, ormai notoriamente meno predisposti a contrarre questa malattia.

Studiare il sistema immunitario dei bambini per trovare il segreto della loro resistenza al Coronavirus. È una delle nuove frontiere della ricerca sul Covid-19. Il lavoro, pubblicato su The Lancet child and adolescent health, è di un’équipe tutta italiana, di cui fanno parte anche Giuseppe Ippolito, dell’istituto nazionale malattie infettive Lazzaro Spallanzani, e Franco Locatelli, dell’ospedale pediatrico Bambin Gesù. Neppure i nostri piccoli sono immuni ma abbiamo visto come, in generale, la maggior parte di loro non sviluppi forme severe di infezione. L’idea di studiare le loro difese immunitarie nasce proprio da qui, quindi da una domanda: perché i bambini, pur essendo più sensibili ad altre infezioni e malattie, resistono meglio al Covid-19?

Lo studio risponde: “I nostri risultati preliminari nei bambini suggeriscono una risposta precoce delle cellule B policlonali con produzione di un numero considerevole di plasmablasti, principalmente di isotipo IgM”, scrivono i ricercatori. Le cellule B sono coinvolte nella produzione di anticorpi. Questo tipo di reazione, osservata nei piccoli pazienti Covid, non si riscontra in adulti malati gravi di Coronavirus. Da qui un primo, potenziale indizio che ci dice in che cosa differisce la difesa dei piccoli da quella dei grandi. Lo studio è solo un primo passo verso una maggiore comprensione dell’azione degli anticorpi dei bambini, rispetto a quella degli adulti.

Le cellule B non producono solo anticorpi, ma anche citochine, una specie di “mediatori” tra le cellule del sistema immunitario e i nostri organi e tessuti. “Pertanto – si legge sull’articolo del gruppo di ricercatori – la risposta immunitaria del bambino potrebbe avere la doppia funzione di esercitare una protezione e ridurre il danno tissutale immuno-mediato, in particolare nel polmone”.

Gli autori scrivono che “l’evoluzione ha conferito un vantaggio di sopravvivenza ai bambini nella lotta contro agenti patogeni noti e sconosciuti”. Vantaggio che negli adulti si perde con l’età e l’invecchiamento. Utilizzeremo gli anticorpi dei bambini per proteggere gli adulti dal Coronavirus, un po’ come in questo momento si sta utilizzando il plasma dei guariti a fini di sperimentazione? (leggi l’articolo: Coronavirus e terapia del plasma, cosa sappiamo). È ancora presto per dirlo. Di certo, l’immagine sarebbe poetica: i giovani che tendono una mano agli anziani, come in una vecchia canzone di Guccini.

Il campo è tutto da sondare. Per ora l’équipe di ricercatori si limita a parlare di altri studi “in corso per mostrare la differenza nelle specificità degli anticorpi di bambini e adulti”. E concludono: “Sebbene i vaccini siano la strada da percorrere, in situazioni di emergenza come la pandemia Covid-19, l’indagine e l’uso di strumenti immunitari che la natura ha assegnato ai bambini potrebbe migliorare” la gestione della malattia.



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