Coronavirus, come influirà il caldo sulla malattia

8 Maggio 2020
Coronavirus, come influirà il caldo sulla malattia

L’estate farà diminuire la potenza di fuoco del Covid, si è spesso detto. Secondo un nuovo studio le cose non stanno così.

Speravamo tutti che il Coronavirus perdesse energie con le più alte temperature estive. Non per chissà quali competenze personali in materia, più che altro perché diversi virologi ne hanno parlato in precedenza, dandoci la speranza di una luce in fondo al tunnel con l’arrivo della bella stagione. Dimentichiamolo, o almeno – vista la grande mole di incertezze sulle caratteristiche del virus –  iniziamo a dubitarne. C’è, infatti, un nuovo studio, di cui ci parla, come sempre, l’agenzia di stampa Adnkronos, che mette in dubbio questa teoria e dice che temperatura e latitudine non hanno alcun influsso sulla diffusione del Covid-19. La ricerca in questione è stata pubblicata sul Canadian medical association journal e non ci fornisce solo cattive notizie: dall’altro lato riconosce che i nostri sacrifici, in termini di restrizioni, non sono stati vani, perché hanno funzionato nel ridurre i contagi.

“Il nostro studio fornisce importanti nuove prove del fatto che questi interventi di sanità pubblica hanno ridotto la crescita dell’epidemia”, afferma Peter Jüni dell’Institute for health policy, management and assessment dell’university of Toronto (Canada). D’altra parte “l’estate non farà sparire il virus”, afferma Dionne Gesink, coautrice della ricerca. Lo studio canadese ha esaminato 144 aree in Australia, Stati Uniti e Canada, nonché vari Paesi in tutto il mondo e un totale di oltre 375.600 casi confermati Covid-19. Cina, Italia, Iran e Corea del Sud sono state escluse perché il virus era in declino nel caso cinese o in piena esplosione al momento dell’analisi negli altri Paesi. Per stimare la crescita dell’epidemia, i ricercatori hanno confrontato il numero di casi del 27 marzo con quelli del 20 marzo e hanno determinato l’influenza di latitudine, temperatura, umidità, chiusure scolastiche, restrizioni degli assembramenti e distanza sociale. Così i ricercatori hanno trovato “poca o nessuna associazione” tra latitudine o temperature e crescita dell’epidemia, e una debole associazione tra umidità e trasmissione ridotta.

Dunque, il clima più caldo non ha avuto alcun effetto sulla progressione della pandemia, hanno concluso con sorpresa gli stessi autori. “Avevamo condotto uno studio preliminare secondo il quale sia la latitudine che la temperatura potevano svolgere un ruolo – dichiara Jüni – ma quando abbiamo ripetuto lo studio in condizioni molto più rigorose, abbiamo ottenuto il risultato opposto”.

D’altro canto i ricercatori hanno scoperto che le misure di salute pubblica, tra cui la chiusura delle scuole, il distanziamento sociale e il divieto di assembramenti sono state efficaci. “I nostri risultati sono di immediata rilevanza poiché molti Paesi, e alcune province e territori canadesi, stanno prendendo in considerazione la possibilità di allentare o rimuovere alcune di queste misure”, afferma Jüni.

“L’estate non farà sparire il virus”, afferma Dionne Gesink, coautrice della ricerca ed epidemiologa. “È importante che le persone lo sappiano. D’altro canto, maggiore è il numero di interventi di sanità pubblica in atto in un’area, maggiore è l’impatto sul rallentamento della crescita epidemica. Questi interventi di sanità pubblica sono davvero importanti perché sono l’unica cosa che funziona in questo momento per rallentare l’epidemia “.



3 Commenti

  1. Certo che tutto questo teatrino creato da un virus che non esiste al solo fine di vaccinare e controllare il caprame è stato fatto veramente a doc, ma come si fà ancora a credere alle tv, riviste e giornalisti di regime, che altro non fanno che inventare frottole?
    Il gregge telerincojonito neanche immagina cosa ci sia dietro a tutta questa buffonata, ma piangeranno amaramente quando inizieranno a mietere anime!
    Buona fortuna!

  2. Ognuno dice la sua, anche questi decantato virologi o centri di studio dicono quello che gli viene dettato dalla politica, è risaputo che nessun virus sopravvive al caldo, anche se poi ritorna, ma in estate non resiste

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