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Coronavirus, la speranza di vincerlo come col vaiolo

8 Maggio 2020
Coronavirus, la speranza di vincerlo come col vaiolo

L’Organizzazione mondiale della sanità lancia un messaggio positivo, a quarant’anni precisi dalla sconfitta di un’altra grave pandemia.

Finalmente un segnale di speranza, nella lotta al Coronavirus, anche dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Non siamo abituati: in genere, purtroppo, l’Oms non risparmia scenari negativi per il futuro, come abbiamo avuto modo più volte di constatare. Probabilmente anche per non ingenerare illusioni sulle possibilità di successi a breve termine. Ma la data di oggi è emblematica: non è certamente un caso che nel quarantesimo anniversario dalla sconfitta della pandemia di vaiolo, l’Organizzazione si sia ricordata che, come ce l’abbiamo fatta una volta, con mezzi molto più limitati a disposizione della ricerca scientifica, possiamo farcela ancora, col tempo e l’impegno.

“Esattamente quarant’anni fa, l’8 maggio 1980, l’Assemblea mondiale della sanità ha dichiarato ufficialmente che il mondo e tutti i suoi popoli si erano liberati del vaiolo – ha detto il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus -. L’eradicazione di questa malattia è stato il più grande trionfo sulla salute pubblica della storia. Mentre il mondo si confronta con la pandemia di Covid, la vittoria dell’umanità sul vaiolo deve essere un promemoria di ciò che è possibile quando le nazioni si uniscono per combattere una comune minaccia per la salute. Il vaiolo è la prima e, ad oggi, unica malattia umana a essere eradicata a livello globale. Fino a quando non è stato spazzato via, aveva tormentato l’umanità per almeno tremila anni, uccidendo trecento milioni di persone nel solo ventesimo secolo. Molti degli strumenti di base di sanità pubblica che sono stati utilizzati con successo sono gli stessi strumenti utilizzati per rispondere a Ebola e al Coronavirus: campagne di sorveglianza, individuazione dei casi, ricerca dei contatti e comunicazione di massa per informare le popolazioni colpite”.

Il vaiolo è stato sconfitto grazie al vaccino. Un rimedio di cui, purtroppo, ora come ora, non disponiamo contro il Covid. La scienza è al lavoro. In alcuni casi, le sperimentazioni sugli animali hanno dato un esito incoraggiante. Ma la ricerca di un preparato artificiale che possa darci l’immunità dal Coronavirus non è immediata. Possiamo avere fiducia e strumenti, però, cose che erano forse entrambe presenti in misura minore, quando si trattò di porre un freno alla pandemia di vaiolo: all’epoca non esistevano vaccini. “Il primo vaccino al mondo è stato quello contro il vaiolo – ricorda Ghebreyesus -. Come sapete, l’Oms sta ora lavorando con molti partner per accelerare lo sviluppo di un vaccino per Covid-19, che sarà uno strumento essenziale per il controllo della trasmissione del virus“.


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Autore immagine: James Gathany, Content Providers: Cdc – Centers for disease control and prevention’s, public health image library


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