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È vietato registrare di nascosto l’assemblea condominiale?

10 Maggio 2020
È vietato registrare di nascosto l’assemblea condominiale?

Un condomino o l’amministratore di condominio possono fare una registrazione video o audio della riunione?

Un nostro lettore ci chiede se è vietato registrare di nascosto l’assemblea condominiale. Cosa potrebbero dire i condomini qualora dovessero scoprire un registratore nella tasca di uno dei presenti? E se all’assemblea dovesse partecipare un estraneo al condominio (ad esempio, l’avvocato di uno dei presenti) cosa potrebbe succedere? È legittimo utilizzare il filmato video di una riunione di condominio in un processo per tutelare i propri diritti?

La questione è stata già affrontata dalla giurisprudenza, finanche dal Garante della Privacy. 

La Cassazione [1], in realtà, ha sancito più volte il diritto di usare registratori video e audio quando il luogo in cui avviene l’azione non è la dimora altrui o il posto di lavoro privato (ad esempio, un ufficio chiuso al pubblico o uno studio professionale). 

Inoltre – ha proseguito la Suprema Corte – chi registra deve essere materialmente presente nel momento della registrazione, non potendo lasciare il dispositivo e andare altrove, ingenerando così nei restanti la sicurezza di non essere ascoltati. 

Nell’ambito dell’assemblea di condominio si pongono però una serie di problemi, primo tra tutti il luogo: questo è spesso lo studio dell’amministratore o le pertinenze dell’edificio (ad esempio, lo scantinato) ove vi sono le dimore dei partecipanti. 

In questo breve articolo vedremo innanzitutto se, per il singolo condomino, è vietato registrare di nascosto l’assemblea di condominio oppure si tratta di un comportamento lecito.

Ci occuperemo poi dei poteri dell’amministratore di condominio e vedremo se questi può azionare un registratore o una telecamera durante la riunione e, in tal caso, se debba prima chiedere il permesso ai presenti e quale maggioranza sia necessaria affinché la registrazione possa avvenire in modo lecito, senza alcuna violazione della privacy. 

Ma procediamo con ordine. 

Un condomino può registrare l’assemblea di condominio?

Siamo diventati talmente maniaci dei telefonini al punto che non sapremmo più difendere i nostri diritti senza una registrazione audio o video che attesti la verità di ciò che affermiamo.

Certo, un filmato, una fotografia o lo screenshot di una chat possono garantire un elemento in più per convincere il giudice ma non sempre esso può risultare decisivo. Questo perché il codice civile non si è ancora uniformato ai tempi e non contempla i file degli smartphone come elementi di prova. Le registrazioni audio o video, infatti, sono equiparate alle fotocopie e hanno valore solo se:

  • la controparte non ne contesti la genuinità (ossia la conformità ai fatti);
  • tale contestazione è sufficientemente convincente da far ritenere al giudice fondata tale opposizione.

Se invece la controparte non contesta la registrazione, essa ha lo stesso valore di un documento e, dunque, diventa prova.

Insomma, chi deposita un file audio/video in tribunale deve sperare che l’avversario non abbia nulla da ridire o, comunque, anche in caso di contestazione, questa non risulti convincente. 

Ecco allora che i cellulari, da mezzo di difesa dei diritti, si sono facilmente trasformati in mezzo di offesa: strumento per esercitare la propria vendetta dinanzi alle inefficienze burocratiche, pubblica gogna in grado di far girare un filmato in pochi secondi per deridere, infamare, suscitare sdegno e scandalo. 

Ogni scusa è buona per immortalare gli altrui errori, anche e soprattutto una riunione di condominio. 

Vediamo allora se un condomino può registrare l’assemblea.

Avevamo affrontato questo tema in un precedente articolo (leggi Assemblea di condominio: si può registrare?) in cui avevamo commentato una interessante sentenza del tribunale di Roma [2]. I giudici capitolini, interrogati sul punto, hanno stabilito che non è vietato registrare un’assemblea di condomino.

Nel 2011, difatti, la Cassazione ha detto [1] che ciascun partecipante ad una conversazione, sia essa una riunione di condominio o un colloquio tra amici, accetta il rischio di essere registrato. E dunque è possibile registrare anche chi non è a conoscenza di ciò. Attivare una microspia di nascosto non lede la privacy dei partecipanti, in quanto la registrazione non dà luogo alla «compromissione del diritto alla segretezza della comunicazione, il cui contenuto viene legittimamente appreso solo da chi palesemente vi partecipa o assiste» [3].

È importante sottolineare però che, nonostante ogni partecipante all’assemblea abbia il diritto di registrare durante l’assemblea, egli è tenuto a non divulgare il contenuto a terzi non presenti durante l’assemblea.

Diversamente, si verificherebbe un reato [4], che solo il consenso alla divulgazione da parte di tutti i partecipanti all’assemblea potrebbe scongiurare. 

Il divieto di non inoltrare il filmato o di non pubblicarlo non impedisce però di utilizzare il file per tutelare un proprio diritto. Questo significa che la registrazione può essere utilizzata in tribunale, ai fini di una causa civile o penale. 

L’amministratore può registrare la riunione di condominio?

Ogni condomino ha diritto di chiedere all’amministratore che la riunione condominiale sia registrata. 

L’amministratore non è tenuto a farlo, ma se decide in tal senso deve prima raccogliere il consenso di tutti i partecipanti. Dunque, ci deve essere l’unanimità di quanti sono presenti alla riunione (non anche degli assenti).

Solo dopo, potrà provvedere alla registrazione, fornendo tuttavia ai condomini le indicazioni sulla conservazione dei dati e la successiva distruzione.

In ogni caso, se all’assemblea partecipano soggetti terzi rispetto al condominio (ad esempio, un avvocato, un tecnico, ecc.), bisognerà ottenere il consenso anche di essi; diversamente, non sarà possibile la registrazione. 

L’amministratore dovrà custodire la registrazione dovendola esibire al giudice in caso vi sia l’ordine di questi.

In ogni caso, se l’amministratore dovesse ottenere il consenso alla registrazione, a maggior ragione ciascun partecipante potrebbe azionare il proprio smartphone e registrare la riunione, mantenendo per sé il file. Anche in questo caso vi è il divieto di divulgazione del contenuto. 


note

[1] Cass. sent. n. 18908/2011.

[2] Trib. Roma sent. n. 13692/18 del 3.07.2018.

[3] Cass. S.U. sent. n. 36747/2003

[4] Art. 167 D. Lgs. 196/2003.


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