Decreto Rilancio: spunta il condono edilizio

8 Maggio 2020
Decreto Rilancio: spunta il condono edilizio

Una sanatoria per gli immobili che risultino conformi ai piani attuativi di riqualificazione urbana: la proposta del ministero degli Affari regionali al Governo.

La bozza del nuovo Decreto Rilancio che il Governo si accinge a varare contiene anche l’ipotesi di un condono edilizio, un provvedimento eccezionale che era fuori dall’agenda dell’esecutivo da più di 15 anni. Ora la nuova proposta è avanzata dal ministero per gli Affari Regionali e prevede la sanatoria edilizia degli immobili che risulteranno in linea con i piani di riqualificazione urbana.

Le norme in arrivo intervengono sul Testo unico delle disposizioni in materia di edilizia [1] e il documento visionato in anteprima dall’agenzia stampa Adnkronos riporta che “al solo fine dell’attuazione dei piani attuativi di riqualificazione urbana gli interventi edilizi già presenti sui territori interessati possono ottenere il permesso di costruire in sanatoria, se conformi ai predetti Piani”.

La disposizione – si legge nella relazione illustrativa – ha il fine “di rilanciare il settore edilizio” e prevede, a regime “la possibilità per i Comuni di approvare appositi Piani attuativi di riqualificazione urbana con specifica attenzione ai valori paesaggistici”.

La sanatoria edilizia avrebbe “zero costi per le casse dello Stato” e raggiungerebbe come obiettivo principale “quello di sbloccare, con una maggiore incisività per le Regioni del mezzogiorno, lo stallo del settore unendo gli interventi di riqualificazione edilizia del patrimonio privato all’attuazione di specifici piani di riqualificazione, redatti ed approvati dalla pubblica amministrazione, che dovranno dettare precisi indirizzi per l’adeguamento del patrimonio esistente alle esigenze di qualità urbana sottesa all’interesse pubblico”.

Il tema della semplificazione dei procedimenti amministrativi deve  essere inteso, si sottolinea ancora nella relazione, “nei termini di sblocco totale di procedimenti storicamente incancreniti che, alla luce dei fatti, non trovano soluzione né in fantasiose ipotesi di gigantesche e inattuabili (economicamente e socialmente) campagne di abbattimenti né in ulteriori proposte di condoni edilizi generalizzati ma, con buona probabilità, in programmi mirati di riqualificazione in cui una vera sinergia pubblico-privato renda concretamente perseguibili gli interventi di adeguamento del patrimonio esistente”.

Una seconda proposta contenuta nella bozza del Decreto Rilancio tende a modificare le norme in materia di accertamento di conformità prevedendo che, in caso di interventi realizzati in assenza di permesso di costruire o in difformità da esso, ovvero in assenza di Scia, o in difformità da essa, il responsabile dell’abuso o il proprietario dell’immobile possa, fino al momento dell’irrogazione delle sanzioni amministrative, richiedere il rilascio del permesso in sanatoria o presentare una Scia in sanatoria “qualora l’intervento risulti conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente, sia al momento della realizzazione dello stesso, sia al momento della presentazione della domanda”.


note

[1] Art. 36 D.P.R. n.380/2001 del 6 giugno 2001.


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7 Commenti

  1. In riferimento alla seconda proposta, accertamento di conformità, non capisco quale sia la novità… Mi pare sia già così o sbaglio?

  2. inserimento dell’accertamento di conformità T.U. ex art 36 che ti da la possibilità di sanare l’abuso già esistente. Nono vedo la novità dell’iserimento con la disciplina urbanistica.-

  3. Forse c’è un errore nella modalità dell’accertamento di conformità. Non si capisce quale sarebbe la modifica, visto che resta la doppia conformità.

    1. I condoni non hanno mai posto in deroga le misure previste dai requisiti igienico sanitari, tra cui l’altezza minima dei vani abitabili.

  4. Io vivo in una villetta in campagna e ho apportato dei lavori interni modificando la stanza sementi e la stanza attrezzi agricoli in stanze abitabili la villetta nasce come casa rurale ma è stata costruita con concessione edilizia da parte del comune e sono state pagate tutte tasse anche la legge bucalossi posso entrare nella sanatoria regionale?la casa è 101 metri quadrati su un terreno di 3,600 metri quadrati in attesa di una sua risposta le auguro buona domenica

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