Coronavirus: i soldi in arrivo per famiglie in difficoltà

9 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: i soldi in arrivo per famiglie in difficoltà

Bonus e sussidi, a partire dal reddito di emergenza, per chi ha perso o si è visto ridurre il lavoro. Resta il nodo colf e badanti.

L’ultima bozza del decreto Rilancio, che dovrebbe essere approvato entro il fine settimana, prevede diversi aiuti per le famiglie e per i lavoratori in difficoltà a causa del coronavirus. Tra questi, spicca il reddito di emergenza: un bonus tra 400 e 800 euro, a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, per due mensilità. L’assegno, però, non spetta nel caso uno solo dei membri del nucleo già percepisca o abbia percepito una delle indennità disposte dal decreto Cura Italia, ma potrà integrare il reddito di cittadinanza fino alla soglia spettante.

I requisiti per poter ottenere il reddito di emergenza sono:

  • la residenza in Italia;
  • un reddito familiare inferiore al reddito di emergenza spettante;
  • un patrimonio mobiliare familiare nel 2019 inferiore a 10mila euro, aumentato di 5mila euro per ogni componente del nucleo successivo al primo fino ad un tetto complessivo di 20mila euro;
  • un Isee inferiore a 15mila euro.

Per quanto riguarda i lavoratori autonomi, percepiranno in automatico per il mese di aprile il bonus di 600 euro già erogato a marzo. L’aiuto vene allargato ad alcune categorie rimaste finora escluse, come i lavoratori stagionali diversi dal turismo, gli intermittenti, i prestatori d’opera o gli addetti alla vendita porta a porta. A maggio, l’importo salirà a 1.000 euro ma verrà ridotta la platea dei beneficiari: spetterà ad una parte dei professionisti titolari di partita Iva che hanno cessato l’attività o hanno avuto un calo di un terzo del fatturato nel secondo bimestre del 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019.

I lavoratori dipendenti potranno contare su una proroga di altre 9 settimane della cassa integrazione. L’ammortizzatore arriva, così, ad un totale di 18 settimane, da utilizzare entro il 31 ottobre. Le imprese che non anticipano il trattamento possono chiedere il pagamento diretto all’Inps inoltrando la domanda entro la fine del mese di inizio del periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Entro il giorno 20 del mese successivo a quello interessato dall’integrazione richiesta, le amministrazioni competenti autorizzano la domanda e i datori di lavoro comunicano all’Istituto i dati necessari per il pagamento delle prestazioni, che lo stesso Inps dispone entro la fine del mese stesso.

Vengono confermati i 15 giorni di congedo straordinario al 50% della retribuzione in modo da consentire ai lavoratori di poter badare ai figli rimasti a casa per la chiusura delle scuole. A questo proposito, raddoppia da 600 a 1.200 euro il bonus baby-sitter, spendibile anche per pagare i centri estivi o i servizi per l’infanzia che verranno organizzati dal mese di giugno. Prorogate anche Naspi e Dis-Coll: altri due mesi di sussidio. Rimane per ulteriori tre mesi, quindi fino alla fine di agosto, il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. Sospesa l’applicazione del contributo 0,5 sui contratti a termine rinnovati entro il 31 agosto.

Resta da definire il contributo per colf e badanti. L’idea è quella di riconoscere un’indennità mensile per aprile e maggio di 400 euro per i collaboratori domestici non conviventi che hanno avuto una riduzione oraria superiore al 25% e hanno un contratto fino a 20 ore settimanali. Se questo monte ore viene superato, l’indennità potrebbe arrivare a 600 euro. L’alternativa è decidere la via di mezzo: 500 euro in ogni caso e sempre per due mesi.



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