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Il fratello è obbligato a versare gli alimenti?

10 Maggio 2020 | Autore:
Il fratello è obbligato a versare gli alimenti?

I fratelli sono tenuti a corrispondere l’uno all’altro quanto occorre in caso di bisogno?

Può capitare che una famiglia versi in condizioni economiche disagiate. Questa circostanza può ovviamente presentarsi con maggiore frequenza nei periodi di crisi generalizzate. Una guerra, una economica globale, un evento naturale eccezionale, una pandemia (come quella che stiamo vivendo a causa del coronavirus) possono essere alcune delle cause da cui scaturiscono periodi di grandi sofferenze per intere Nazioni e per milioni di famiglie. La disoccupazione che queste crisi provocano fanno precipitare milioni di persone, e le rispettive famiglie, in una situazione che definire precaria è riduttivo. Quando vengono a mancare i denari necessari per sostenere i tuoi cari, allora ti aggrappi a qualsiasi cosa e, innanzitutto, cerchi il sostegno di chi ti è più vicino, cioè dei parenti. Non sempre però le persone che ti dovrebbero sostenere (moralmente e materialmente) ti sono vicine e ti prestano quell’aiuto che ti serve. Talvolta, i tuoi congiunti non ti aiutano perché effettivamente non possono (magari perché soffrono le tue stesse ristrettezze economiche). Altre volte, invece, pur potendo aiutarti, l’aiuto ti viene negato.

Nell’articolo che segue esamineremo se, in che modo ed in quali casi la legge, obbliga i parenti a venire incontro economicamente alla situazione di disagio dei congiunti. In particolare, poi, verificheremo se il fratello è obbligato a versare gli alimenti. Sono, infatti, proprio i fratelli e le sorelle i parenti che non concedono l’aiuto economico quando viene chiesto loro.

Quando un parente è obbligato a versare gli alimenti?

La legge italiana [1] stabilisce che per adempiere ai fondamentali doveri di solidarietà familiare (sanciti anche dalla Costituzione [2]) in alcuni casi, nell’ordine individuato dalla legge stessa, i parenti sono obbligati a versare al congiunto che sia privo di mezzi quanto gli occorre per la vita.

L’obbligo degli alimenti sorge in presenza dei seguenti requisiti:

  • esistenza tra la persona obbligata a versare gli alimenti e persona che ha diritto a riceverli di un rapporto di parentela, affinità o adozione o che tra gli stessi sia avvenuta una donazione (chi ha ricevuto una donazione è tenuto, prima di ogni altro, a dare gli alimenti a chi gli ha fatto la donazione);
  • la persona a cui gli alimenti vanno versati deve trovarsi in uno stato di bisogno ed anche nell’impossibilità di provvedere da sé al proprio mantenimento;
  • la persona obbligata a versare gli alimenti deve avere la capacità economica per poter far fronte all’impegno (deve cioè disporre di risorse superiori a quelle necessarie a soddisfare le esigenze del proprio nucleo familiare);
  • gli alimenti devono essere versati in misura proporzionale al bisogno di chi li chiede e delle condizioni economiche di chi è tenuto a versarli, considerando in ogni caso che essi non devono superare lo stretto necessario per la vita di chi li richiede e che si deve tener conto comunque alla sua posizione sociale.

Il diritto agli alimenti sussiste se verso in uno stato di bisogno e non sono in grado di provvedere a me stesso: cioè se non sono in grado di soddisfare i miei bisogni primari come il vitto, l’abitazione, il vestiario, le cure mediche.

Il diritto agli alimenti nasce a causa di uno stato di bisogno dovuto anche a malattia

Quali caratteristiche ha l’assegno per gli alimenti?

L’assegno alimentare, cioè l’importo che la persona obbligata è tenuta a versare al parente che si trova in una condizione di bisogno, ha le seguenti caratteristiche:

  • dura fino a che esiste la condizione di bisogno del parente;
  • costituisce un obbligo intrasmissibile e non cedibile, cioè l’obbligo di pagare gli alimenti cessa se la persona che è obbligata muore (quindi l’obbligo non si trasmette agli eredi di chi effettuava il versamento) e l’obbligo non può essere ceduto ad altri;
  • non è compensabile con eventuali crediti che la persona obbligata vanta nei confronti della persona che riceve l’assegno (in altri termini: se la persona che deve versare gli alimenti ha un credito verso il parente che li riceve, non sarà possibile detrarre dall’importo dell’assegno il credito che la persona obbligata ha verso il parente che incassa gli alimenti);
  • è un assegno il cui importo è soggetto a revisione, cioè può essere modificato in aumento o in riduzione (al mutare delle condizioni economiche di chi lo versa e/o di chi lo incassa);
  • non può essere pignorato dai creditori;
  • non può essere richiesto per periodi di tempo precedenti al momento in cui chi lo richiede fa esplicita domanda per ottenerlo (eventualmente ricorrendo anche al giudice);
  • la persona obbligata a versarlo può scegliere di adempiere al proprio obbligo o pagando periodicamente un importo in denaro oppure accogliendo presso di sé il parente.

L’assegno per gli alimenti è impignorabile

Quali parenti sono obbligati a versare gli alimenti?

Individuiamo ora quali parenti la legge [3] obbliga a versare gli alimenti con le modalità e nei casi che abbiamo descritto nei precedenti paragrafi.

Sono tenuti a versare gli alimenti i seguenti parenti, nel rispetto dell’ordine indicato:

  • il coniuge;
  • i figli, anche adottivi e, se mancano figli, i loro discendenti prossimi (cioè i nipoti);
  • i genitori e, in loro mancanza, i nonni e gli adottandi;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle con precedenza dei fratelli germani (cioè fratelli nati dagli stessi padre e madre) sui fratelli unilaterali (cioè fratelli nati dallo stesso padre ma con madre diversa o dalla stessa madre ma con padre diverso).

Precisiamo infine che:

  • se la persona chiamata a versare gli alimenti non può, in tutto o in parte, adempiere, gli subentra nell’obbligo di versarlo il parente che segue nell’ordine indicato dalla legge;
  • se la persona che chiede gli alimenti ha effettuato una donazione, nell’ordine delle persone obbligate agli alimenti va inserito al primo posto, prima del coniuge, chi ha ricevuto la donazione.

Se chiedo gli alimenti a mia moglie, ma mia moglie non è in grado di provvedere, si dovrà verificare se i miei figli possano versarmeli e, se i figli mancano, se siano in grado i miei nipoti di sostenermi. E così via fino a che, seguendo l’ordine stabilito dalla legge, non siano individuati i parenti che godano di condizioni economiche tali da poter sopportare l’onere di versare gli alimenti

In definitiva, per rispondere al quesito introduttivo, i fratelli e le sorelle, siccome sono collocati dalla legge all’ultimo posto dell’ordine dei parenti obbligati, possono essere chiamati a versare gli alimenti solo se tutti gli altri parenti (cioè coniuge, figli, genitori, generi e nuore e suoceri) non ci siano o non siano economicamente in grado di provvedere a versare l’assegno alimentare.

Naturalmente, per poter essere obbligati a versare gli alimenti anche i fratelli e le sorelle dovranno essere in condizioni economiche tali da poter sopportare questo peso.

L’obbligo di versare gli alimenti al parente bisognoso non si trasferisce agli eredi


note

[1] Artt. 433 e ss. cod. civ.

[2] Art. 3 cost.

[3] Art. 433 cod. civ.


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