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Europa: il messaggio di Mattarella

9 Maggio 2020
Europa: il messaggio di Mattarella

Il monito del presidente della Repubblica per affrontare uniti la pandemia; una sfida senza precedenti su cui si gioca la pace e la stabilità del continente.

Oggi è il 70° anniversario della nascita politica dell’Europa, quando, all’indomani della fine della seconda guerra mondiale, lo statista francese Robert Schuman presentò il primo piano di cooperazione economica. Fu il primo passo verso quell’integrazione che oggi invece, sotto i colpi dell’emergenza economica provocata dal Covid-19 appare seriamente a rischio perché ha messo in evidenza le profonde divisioni che esistono tra gli Stati nazionali.

Così il tradizionale appuntamento del 9 maggio per la “festa dell’Europa” quest’anno si carica di nuovi significati e di una grave crisi; inoltre cade proprio il giorno dopo l’accordo dell’Eurogruppo sul Mes che consente agli Stati membri dell’Unione di accedere a finanziamenti fino al 2% del Pil (per l’Italia circa 36 miliardi) “senza condizioni” o meglio con l’unica condizione di destinarli alle spese sanitarie legate anche indirettamente al contenimento del Coronavirus.

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto lanciare in questa occasione un importante messaggio verso l’unità, specialmente nell’affrontare i problemi economici e sociali scaturiti dalla pandemia Covid-19.

Le fasi del cammino europeo

“Il cammino dell’Unione europea è passato attraverso fasi di fiducia e periodi di difficoltà, ma non venendo mai meno alla sua fondamentale promessa di pace, stabilità e prosperità per i popoli europei”, dice il presidente Mattarella, in occasione della festa dell’Europa.

Gli ideali e la ricostruzione

“Il 9 maggio 1950, Robert Schumann, uno dei padri dell’Europa – ricorda il capo dello Stato – in una dichiarazione divenuta celebre, immaginava un continente unito sul piano economico e – in prospettiva – sul piano politico, per superare la pesante eredità della guerra e come punto di partenza di un ambizioso processo di integrazione fra Paesi”.

La sfida di oggi

Per Mattarella “la visione di una generazione di intellettuali e uomini politici che per il bene comune della famiglia europea seppe superare divisioni antiche ci deve sostenere anche nelle attuali difficili circostanze. Ci troviamo di fronte a una sfida che non ha precedenti per ampiezza e profondità, e dobbiamo saper dare risposte all’altezza di quella lungimiranza che, ancor oggi, rappresenta il patrimonio più prezioso che i Padri fondatori ci hanno lasciato in eredità”.

Un banco di prova fondamentale

“Non è in gioco soltanto la risposta alla crisi epidemica, ma si tratta di un banco di prova fondamentale per il futuro dei nostri popoli e per la stessa stabilità del continente“, avverte il capo dello Stato. È il punto forte del suo messaggio, che prosegue con un’apertura all’ottimismo, ricordando come “il progetto europeo ha saputo dimostrare l’elasticità e la resilienza necessarie a propiziare fondamentali e positivi cambiamenti. È ora la volta, ineludibile, del rafforzamento della solidarietà politica dell’Unione”.

Serve più Europa 

“Solo più Europa – assicura Mattarella – permetterà di affrontare in modo più efficace la pandemia – sfida di dimensioni realmente globali – sul piano della ricerca e della assunzione di misure per la difesa della salute e sul piano della ripresa economica e sociale. Saremmo tutti più in difficoltà se non potessimo disporre di quella necessaria rete di condivisione che lega i nostri popoli attraverso le istituzioni comuni. Avvertiamo tutti la responsabilità di unirci nel sostegno alle vigorose misure di risposta alla crisi e alle sue conseguenze. Alle misure già decise e a quelle ancora da assumere”.

Il destino comune dei popoli

Il cammino europeo ha prodotto enormi progressi, in questi settant’anni, verso quella “fusione di interessi necessari all’instaurazione di una comunità economica” immaginata da Schumann. Ora l’emergenza in corso non fa che confermare l’urgenza di rispondere alle istanze di cambiamento espresse dai cittadini europei, per sviluppare ancora di più il “fermento di una comunità più profonda. Tessere le fila del nostro destino comune è un dovere al quale non possiamo sottrarci”, conclude Mattarella.

Senza risposte l’Europa brucia

La presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati, aggiunge ulteriori considerazioni: “Oggi è la giornata dell’Europa. 70 anni fa nasceva un grande sogno. Un sogno fatto di solidarietà, crescita e benessere, un sogno costruito su lavoro, moneta e investimenti. Ma in questo momento di grave emergenza, che Europa ci troviamo davanti? – si domanda la presidente di Palazzo Madama – Da europeista convinta, avrei pensato che ci fosse una risposta unanime di tutti gli Stati membri per venire incontro ai bisogni di famiglie ed imprese”.

“Non c’è più tempo per le discussioni. La Bce faccia presto, metta subito, adesso, soldi nelle tasche dei cittadini per salvare l’economia. Non posso pensare che la Germania, più volte aiutata anche dall’Italia, si tiri indietro ritardando con pretesti scelte vitali per tutti.Come diceva Kohl, ‘Un Paese che non ha memoria non ha futuro’. Ed io aggiungo: ‘Attenzione! Mentre Berlino discute, l’Europa brucia“, conclude Casellati.


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