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Il fondo patrimoniale dopo la separazione dei coniugi

10 Agosto 2020 | Autore:
Il fondo patrimoniale dopo la separazione dei coniugi

La separazione personale dei coniugi è causa di scioglimento del fondo patrimoniale? Quando sono aggredibili i beni inseriti nel fondo?

Per legge, ogni persona risponde dei propri debiti con tutto il suo patrimonio, presente e futuro. In pratica, ciò significa che il debitore dovrà corrispondere quanto dovuto al creditore anche impiegando ciò che guadagnerà in un successivo momento. A questa regola ci sono però delle eccezioni, una delle quali è rappresentata dal fondo patrimoniale: si tratta dello strumento giuridico che consente di destinare una parte del proprio patrimonio al soddisfacimento delle esigenze e dei bisogni della famiglia. Ma cosa succede quando la famiglia si scioglie? Che fine fa il fondo patrimoniale dopo la separazione dei coniugi?

Con questo articolo spiegheremo cos’è il fondo patrimoniale, a cosa serve, quanto può durare e, soprattutto, cosa gli accade nell’ipotesi in cui marito e moglie decidano di separarsi o perfino di divorziare. È chiaro che, se il fondo patrimoniale è destinato a tutelare i bisogni della famiglia, lo scioglimento di quest’ultima si ripercuote sull’esistenza del fondo stesso. Ma cosa succede di preciso dopo la separazione personale dei coniugi? Il fondo patrimoniale è destinato a sciogliersi anch’esso? Se hai dieci minuti di tempo, prosegui nella lettura: troverai le risposte ai tuoi dubbi.

Fondo patrimoniale: che cos’è?

Il fondo patrimoniale è uno strumento che serve a proteggere il patrimonio familiare. Con il fondo patrimoniale si imprime un vincolo giuridico su determinati beni, i quali vengono destinati esclusivamente al soddisfacimento delle esigenze familiari.

Dunque, chi costituisce un fondo patrimoniale decide di destinare una parte del patrimonio di cui è titolare solamente ai bisogni della propria famiglia, cioè del coniuge e dei figli.

Chi può costituire un fondo patrimoniale?

Poiché col fondo patrimoniale si sottrae una parte del proprio patrimonio alle eventuali pretese dei creditori, per costituirne uno occorre seguire una particolare procedura.

Secondo il codice civile [1], ciascuno o entrambi i coniugi, mediante atto pubblico, possono costituire un fondo patrimoniale, destinando determinati beni (immobili, mobili iscritti in pubblici registri o titoli di credito), a far fronte ai bisogni della famiglia.

Il fondo patrimoniale costituito dai coniugi prescinde dalla scelta del regime patrimoniale scelto al momento del matrimonio. In altre parole, anche i coniugi in regime di separazione dei beni possono costituire un fondo.

Il fondo patrimoniale può essere altresì costituito da una terza persona, cioè da soggetto estraneo al nucleo familiare. In questa ipotesi, la costituzione può avvenire:

  • per atto pubblico notarile, ma in questo caso la costituzione del fondo patrimoniale si perfeziona solamente con l’accettazione dei coniugi, accettazione che può essere fatta anche con atto pubblico posteriore;
  • per testamento, senza necessità di accettazione da pare dei coniugi.

A seguito della legge Cirinnà e dell’introduzione, all’interno dell’ordinamento giuridico italiano, delle unioni civili, oggi anche le coppie omosessuali possono costituire un fondo patrimoniale, purché la loro unione sia ufficialmente riconosciuta dalla legge. Sarà dunque possibile costituire un fondo patrimoniale negli stessi modi previsti per i coniugi.

Fondo patrimoniale: quali beni?

Il fondo patrimoniale può essere costituito solamente su determinati beni: per la precisione, in esso non possono confluire né i beni mobili né somme di danaro, ma soltanto beni immobili (terreni, abitazioni, ecc.), beni mobili registrati (automobili, barche, ecc.) e titoli di credito (purché fruttiferi: sono pertanto esclusi cambiali e assegni bancari).

A cosa serve il fondo patrimoniale?

Il fondo patrimoniale serve a imprimere a determinati beni del patrimonio una finalità specifica, che è la soddisfazione delle esigenze familiari.

Conferire beni in un fondo patrimoniale significa apporre su di essi un vincolo di destinazione ai bisogni della famiglia senza che sia necessario alcun trasferimento di proprietà.

I beni conferiti nel fondo restano sempre nella titolarità dei coniugi (o del coniuge), soltanto che essi vengono destinati a soddisfare esclusivamente le esigenze della famiglia.

Questo vincolo di destinazione fa sì che tutti i beni inseriti all’interno del fondo patrimoniale non possano essere aggrediti dall’esterno se non per debiti maturati nel perseguimento della finalità del fondo, cioè per la tutela delle esigenze familiari.

Mevia e Sempronio, coniugi, decidono di costituire un fondo patrimoniale in cui inserire la propria abitazione. Se Sempronio dovesse causare un danno nello svolgimento della propria attività lavorativa, il danneggiato, nel chiedere il risarcimento, non potrebbe rivalersi sull’abitazione inserita all’interno del fondo patrimoniale, in quanto il debito sorto è estraneo alle esigenze familiari proprie del fondo.

Il fondo patrimoniale è dunque un ottimo strumento per proteggere il patrimonio dai creditori. Gli stessi possono aggredire i beni conferiti nel fondo se, e solo se, il debito deriva dalla soddisfazione dei bisogni della famiglia [2].

Fondo patrimoniale: regime giuridico

Abbiamo detto che il vantaggio della costituzione di un fondo patrimoniale sta nel fatto che i creditori non possono pignorare i beni ivi inseriti, a meno che l’obbligazione per la quale avanzano soldi sia stata contratta per esigenze della famiglia (ad esempio le spese per l’università dei figli, la manutenzione ordinaria o straordinaria della casa, l’auto per andare a lavorare, ecc.).

Esiste però l’altra faccia della medaglia: affinché il fondo patrimoniale garantisca la propria protezione, i coniugi sono obbligati a destinare tutti i frutti dei beni inseriti nel fondo ai bisogni della famiglia.

I soldi dell’affitto riscosso da un appartamento inserito nel fondo patrimoniale non possono essere destinati a un investimento speculativo o a un viaggio di piacere.

Come spiegato nell’articolo dal titolo Abolito di fatto il fondo patrimoniale, col tempo la giurisprudenza ha eroso sempre più l’autonomia del fondo patrimoniale, consentendo ai creditori di aggredire i beni presenti nel fondo anche per debiti che solo indirettamente sono riconducibili ai bisogni della famiglia.

Inoltre, la legge stabilisce che è pignorabile il fondo patrimoniale (anche per debiti estranei alle esigenze familiari) se il creditore trascrive, nei pubblici registri, il suo pignoramento entro l’anno successivo alla costituzione del fondo stesso.

Se Tizio va dal notaio il 1° aprile 2019 per inserire la propria casa nel fondo patrimoniale ed entro il 31 marzo 2020 un creditore inizia un pignoramento (trascrivendolo nei registri), tale creditore può comunque pignorare la casa di Tizio, nonostante essa sia stata inserita nel fondo.

Lo scioglimento del fondo patrimoniale

Secondo la legge [3], il fondo patrimoniale viene meno a seguito dell’annullamento, dello scioglimento o della cessazione degli effetti civili del matrimonio (del divorzio, in pratica).

Tuttavia, se vi sono figli minori il fondo dura fino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio. In tale caso il giudice può dettare, su istanza di chi vi abbia interesse, norme per l’amministrazione del fondo, ad esempio nominando un amministratore diverso dai genitori divorziati.

Per legge, dunque, il fondo patrimoniale sopravvive alla fine dell’unione coniugale, purché non si sia giunti al divorzio. In altre parole, poiché la semplice separazione personale dei coniugi mette solamente in stand-by il matrimonio (la separazione, infatti, è una situazione reversibile), tale evento non è di per sé sufficiente a far venir meno l’esistenza del fondo.

Separazione dei coniugi: scioglie il fondo patrimoniale?

Nonostante la legge non inserisca la separazione personale dei coniugi tra le cause di scioglimento del fondo patrimoniale, c’è chi sostiene che questo evento sia comunque in grado di incidere sul fondo. Questa conclusione deriva da una semplice riflessione: poiché la separazione dei coniugi scioglie la comunione dei beni, essa è in grado anche di incidere sull’esistenza del fondo stesso.

In realtà, come detto nei primi paragrafi, il regime patrimoniale scelto dai coniugi non incide sul fondo patrimoniale, il quale può essere costituito anche in regime di separazione dei beni. Dunque, la separazione personale dei coniugi non può ritenersi causa estintiva del fondo patrimoniale.

Ciò non toglie che i coniugi, proprio in vista o in virtù della separazione, non possano accordarsi per sciogliere anticipatamente il fondo o per mutarne la destinazione di alcuni dei suoi beni. In merito a questo specifico argomento ti consiglio la lettura dell’articolo dal titolo “Dopo la separazione a chi va la casa nel fondo patrimoniale“.

Divorzio: scioglie il fondo patrimoniale?

Al contrario, il divorzio comporta lo scioglimento automatico del fondo patrimoniale, a meno che non vi siano figli minori: in tal caso, il fondo patrimoniale dura sino al compimento della maggiore età dell’ultimo figlio. In questa evenienza, peraltro, il giudice, su istanza di chi ne ha interesse, detta le norme per la sua amministrazione.

Il giudice, considerando le condizioni economiche dei genitori e dei figli e ogni altra circostanza che venga in rilievo, può anche attribuire ai figli una quota dei beni del fondo in godimento o in proprietà.

Se invece non ci sono figli, in caso di divorzio o negli altri casi che comportano la cessazione del fondo si applicano le disposizioni sullo scioglimento della comunione legale.

Fondo patrimoniale e accordi di separazione

A riprova di tutto quanto sinora detto, e cioè che la separazione personale dei coniugi non è idonea a sciogliere il fondo patrimoniale, vale la circostanza per cui il fondo patrimoniale viene spesso costituito proprio in funzione della separazione.

Non poche volte il coniuge economicamente più forte istituisce un fondo patrimoniale a beneficio del coniuge verso cui è tenuto a provvedere a versare il mantenimento.

Il caso più frequente è quello del coniuge che, modificando le condizioni della separazione consensuale omologata, costituisce un fondo patrimoniale a favore dell’altro coniuge, in cui conferisce beni di sua proprietà, (tra cui ad esempio, il diritto di abitazione sulla casa coniugale), ottenendo in cambio l’esonero dal versamento di una somma mensile, precedentemente pattuito a titolo di contributo alle spese per il reperimento di altro alloggio da parte del coniuge beneficiario.


note

[1] Art. 167 cod. civ.

[2] Art. 170 cod. civ.

[3] Art. 171 cod. civ.

Autore immagine: Canva.com


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