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L’accettazione con beneficio d’inventario si applica a tutti gli eredi?

16 Maggio 2020
L’accettazione con beneficio d’inventario si applica a tutti gli eredi?

Uno dei cinque chiamati all’eredità ha fatto la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario ed ha anche provveduto a redigere l’inventario. Gli altri quattro chiamati all’eredità possono a questo punto anche loro accettare con beneficio d’inventario?

L’accettazione compiuta da uno dei chiamati all’eredità giova anche agli altri chiamati anche se l’inventario è compiuto da un chiamato diverso da chi ha fatto la dichiarazione di accettazione.

Questo stabilisce innanzitutto l’articolo 510 del Codice civile.

La giurisprudenza della Corte di Cassazione ha poi chiarito (sentenze n. 11.150 del 10 maggio 2013, n. 8.034 del 19 luglio 1993 e n. 872 del 9 febbraio 1982) che la norma appena citata giova (cioè si applica) solo ai semplici delati cioè a coloro i quali, nel momento in cui uno dei chiamati all’eredità ha fatto l’accettazione con beneficio d’inventario, non avevano ancora accettato l’eredità (o rinunciato) o non erano già decaduti dal beneficio d’inventario.

In altri termini: l’accettazione con beneficio d’inventario fatta da un chiamato all’eredità giova anche agli altri chiamati all’eredità (anche nel caso in cui poi l’inventario viene fatto da un chiamato diverso da quello che ha fatto la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario) a condizione che, nel momento in cui viene fatta da uno di loro la dichiarazione di accettazione con beneficio d’inventario, gli altri chiamati non siano già diventati eredi puri e semplici:

  • per aver già accettato in precedenza l’eredità con accettazione espressa, tacita o presunta
  • oppure per essere già decaduti in quel momento dal beneficio d’inventario (i casi di decadenza dal beneficio d’inventario sono quelli descritti dagli articoli 493, 494 e 505 del Codice civile).

In definitiva, l’accettazione con beneficio d’inventario fatta da uno dei chiamati all’eredità giova anche agli altri chiamati (chiunque abbia fatto l’inventario) anche se, per concludere, occorre aggiungere che la volontà di giovarsi dell’accettazione con beneficio d’inventario fatta da uno di loro deve essere espressa comunque in forma chiara ed univoca dagli altri chiamati (la Corte di Cassazione, con sentenza n. 22.286 del 4 settembre 2008, ha precisato appunto che gli altri chiamati che non siano già diventati eredi puri e semplici – per già intervenuta accettazione espressa, tacita o presunta – possono e devono esprimere la volontà di avvalersi anch’essi dell’accettazione con beneficio d’inventario (già effettuata espressamente da uno di loro) esprimendo questa intenzione in modo chiaro e univoco anche se non necessariamente nella forma solenne della dichiarazione stabilita nell’articolo 484 del Codice civile).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte


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