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È consentito chiedere e concedere passaggi?

9 Agosto 2020 | Autore:
È consentito chiedere e concedere passaggi?

Autostop, tragitti condivisi, spese dimezzate. Quali sono le regole da rispettare per chi decide di viaggiare in auto insieme ad altra gente.

Spesso la decisione di viaggiare con altre persone (anche sconosciute) è motivata da ragioni economiche. L’obiettivo è quello di limitare le spese di trasporto.

Hai mai sentito parlare di car pooling o di ride sharing? Si tratta di pratiche nate nei paesi anglosassoni e molto diffuse anche in Italia.

Con la prima espressione si fa riferimento alla condivisione della stessa macchina da parte di due o più soggetti al fine di dimezzare i costi di un viaggio. Per agevolare il contatto tra chi offre un passaggio e chi lo chiede sono state create delle applicazioni che hanno riscosso molto successo tra i pendolari e i viaggiatori occasionali.

Con il termine ride sharing si intende, invece, l’attività di trasporto di una o più persone con o senza fine di lucro. Ovviamente, quando non c’è uno scopo economico, si tratta di un vero e proprio passaggio a titolo gratuito.

Ma è consentito chiedere e concedere passaggi? La risposta a questa domanda varia a seconda del luogo in cui viene richiesto il servizio e del soggetto che si impegna a effettuarlo. Nessun problema si pone quando ti accordi con un’altra persona che fa il tuo stesso tragitto per condividere un tratto di strada. Viceversa, le difficoltà sorgono quando scegli di fare l’autostop.

Vediamo nel dettaglio quali sono i profili giuridici relativi a tale ultimo aspetto.

È però appena il caso di sottolineare come in entrambe le ipotesi devi essere molto cauto e scegliere con attenzione i tuoi compagni di viaggio. Se ti imbatti a malintenzionati i pericoli cui puoi andare incontro sono molti.

In cosa consiste l’autostop? 

L’autostop è una forma di trasporto che si è molto diffusa in tutto il mondo negli anni Sessanta.

Era il periodo dei figli dei fiori, della contestazione alle regole, delle battaglie per i propri ideali, della ricerca della libertà. In tale contesto si inseriva anche l’idea di poter viaggiare in lungo e in largo senza vincoli e senza limiti. Era sufficiente avere con sé il minimo indispensabile: uno zainetto e qualche soldo in tasca. Il resto veniva lasciato al caso e alla pazienza. Seduti sul ciglio della strada si attendeva di incontrare un’anima pia per ore. Pollice in su e speranza in un passaggio erano le caratteristiche del momento.

Nel tempo le cose sono un po’ cambiate. Si è iniziato a prendere coscienza dei rischi connessi a tale pratica, sia per le persone (il conducente e il passeggero) sia per la circolazione. Non erano rari i casi di incidenti stradali causati dalle brusche frenate degli automobilisti con l’intenzione di far salire gli autostoppisti in macchina. Così come non sono state poche le violenze, le rapine e gli omicidi consumati a causa dell’incontro sfortunato con le persone sbagliate.

Nel nostro ordinamento sono state introdotte delle norme che limitano tale forma di trasporto. Il legislatore è intervenuto soltanto sul profilo della sicurezza stradale. Per quanto riguarda, infatti, l’incolumità personale egli non può sostituirsi alla volontà delle persone e, quindi, si affida al buon senso di ciascuno individuo.

Quali sono le condotte imposte ai pedoni?

Le disposizioni relative al comportamento dei pedoni sono contenute nel Codice della Strada [1].

Tali norme individuano una serie di divieti che hanno l’obiettivo di garantire la sicurezza della circolazione e di evitare condotte pericolose che possono ostacolare il transito delle macchine.

In tal senso, ad esempio, è vietato per i pedoni:

  • attraversare fuori dalle strisce;
  • fare giochi o manifestazioni sportive non autorizzate;
  • circolare nelle parti di strada non riservate a loro.

La violazione di tali norme porta all’applicazione di sanzioni amministrative: la pena va da un minimo di 25 a un massimo di 99 euro.

Tra i divieti imposti dal legislatore, assume particolare importanza la norma che si riferisce alla sosta sulla carreggiata. Infatti, il pedone non può sostare o indugiare sulla strada se non nei casi di stretta necessità.

Tale disposizione è ulteriormente rafforzata per l’ipotesi di sosta finalizzata alla richiesta di passaggio.

Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

È lecito chiedere e concedere passaggi?

Le norme di comportamento che i pedoni e gli automobilisti devono tenere sono più rigorose quando si trovano sulle autostrade e sulle strade extraurbane principali [2]. In questi casi, infatti, il rischio di incorrere in incidenti (spesso con esiti fatali) è più elevato. Le cause sono molteplici: l’alta velocità, i continui sorpassi, l’assenza di elementi che rallentano il traffico, le minori intersezioni stradali, gli eventi imprevedibili (pensa, ad esempio, a un animale che attraversa improvvisamente la strada) sono soltanto alcuni dei fattori che possono favorire gli impatti. Se a ciò aggiungi le condotte spericolate di alcuni e la violazione delle regole di comportamento di altri ti rendi conto di come sia necessario tenere gli occhi ben aperti.

Nel dettaglio, il legislatore individua particolari divieti quando ci si trova sulle carreggiate, sulle rampe, sugli svincoli, sulle aree di servizio o di parcheggio e in ogni altra pertinenza autostradale. In tali casi, infatti, è fatto divieto di richiedere o di concedere passaggi. La violazione di tale disposizione è assoggettata alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 41 a 168 euro.

Bada bene: la pena viene applicata sia al conducente sia al passeggero.

A scanso di equivoci, il Codice della Strada fornisce una definizione precisa [3] di autostrada. Essa viene intesa come la strada extraurbana o urbana:

  • con carreggiate indipendenti (o separate da spartitraffico invalicabile) con almeno due corsie di marcia;
  • con eventuale banchina pavimentata a sinistra e corsia di emergenza (oppure banchina pavimentata a destra);
  • priva di intersezioni a raso e di accessi privati;
  • dotata di recinzioni e di sistemi di assistenza all’utente lungo tutto il tracciato;
  • riservata alla circolazione di talune categorie di veicoli a motore (pensa, ad esempio, al divieto di transito biciclette);
  • contraddistinta da apposita segnaletica (di colore verde).

Sulla base di tale disposizione puoi dedurre un dato da non trascurare.

L’autostop è una pratica vietata, ma soltanto in presenza di determinate circostanze. Devi, cioè, trovarti nelle zone espressamente indicate dal legislatore: autostrada e sue pertinenze. Queste ultime sono le parti della strada destinate in maniera permanente al servizio o all’arredo della stessa [4] e quindi:

  • aree di servizio con le relative zone di ristoro degli utenti e di rifornimento dei veicoli;
  • aree di parcheggio;
  • aree e fabbricati per la manutenzione delle strade;
  • aree indicate come pertinenza di servizio dal regolamento adottato dal proprietario della strada.

In tutti le aree diverse da quelle espressamente indicate dal Codice, quindi, l’autostop è consentito, seppur con le dovute cautele richieste dal comune senso di prudenza.


note

[1] Art. 190 Codice della Strada

[2] Art. 175 Codice della Strada

[3] Art. 2 Codice della Strada

[4] Art. 24 Codice della Strada


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