Dl Rilancio: stop a Irap, cartelle e avvisi del Fisco

11 Maggio 2020 | Autore:
Dl Rilancio: stop a Irap, cartelle e avvisi del Fisco

Slitta il pagamento del saldo e dell’acconto dell’imposta. Bloccati tutti gli accertamenti del Fisco fino al 2021. Colpo anche alla burocrazia.

Verrà approvato questa sera dal Consiglio dei ministri, convocato per le 19 a Palazzo Chigi, il Dl Rilancio con le misure straordinarie per far fronte alle conseguenze dell’emergenza coronavirus. Nell’ultima bozza, circolata ieri, ci sono alcuni provvedimenti che riguardano le tasse per le imprese e l’attività dell’Agenzia delle Entrate.

Innanzitutto, è previsto uno stop al saldo e all’acconto dell’Irap per chi ha registrato una perdita importante di fatturato. Il Governo deve ancora definire nei dettagli i parametri per ottenere questo beneficio, ma dovrebbero essere interessate le imprese con fatturato fino a 250 milioni di euro, con l’esclusione di banche e assicurazioni. Movimento 5 Stelle e Italia Viva vorrebbero uno stop generalizzato ma probabilmente verrà circoscritto a chi ha subìto delle perdite ad aprile di almeno un terzo degli incassi rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

Vengono, inoltre, bloccati gli atti di accertamento e le cartelle esattoriali che il Fisco avrebbe dovuto notificare a cittadini e imprese dal 1° giugno al prossimo 31 dicembre. Significa che la notifica di accertamenti, avvisi bonari, comunicazioni per i bolli auto non pagati e cartelle esattoriali slitta al 2021. Ci sarà tempo, invece, fino al 10 dicembre per saldare le rate della rottamazione-ter e del saldo e stralcio delle rate di marzo e maggio.

Il decreto prevede anche un importante colpo alla burocrazia. In pratica, fino al 31 dicembre 2022 basterà l’autocertificazione per accedere a tutti «i benefici economici comunque denominati, indennità, prestazioni previdenziali e assistenziali, erogazioni, contributi o finanziamenti» legati all’emergenza Covid-19. Tale dichiarazione andrebbe a sostituire «ogni tipo di documentazione» per provare i requisiti per le varie misure. Per evitare che qualche furbetto cada nella tentazione di dichiarare il falso in modo da ottenere un beneficio, vengono rafforzate le misure penali e si prevede, in questi casi, l’obbligo di restituzione del 150% di quanto ricevuto. Questa impostazione dovrebbe riguardare anche gli interventi per adeguare i locali dove si svolgono le attività economiche.

Novità importanti anche per chi è in lite con il Fisco o si sta preparando ad un contenzioso. Viene spostato al 30 settembre il termine per la notifica del ricorso in primo grado davanti alle Commissioni tributarie per tutti gli atti i cui termini di versamento scadono tra il 9 marzo scorso e il 31 maggio. Previsto, inoltre, dall’8 marzo a fine maggio il calcolo delle sanzioni per ritardato o parziale versamento del contributo unificato.



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