Coronavirus: limiti alla cassa integrazione

11 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: limiti alla cassa integrazione

Il Dl Rilancio stabilisce i termini e le procedure per l’ammortizzatore sociale. Tutte le novità su Naspi, congedi ed altre misure per lavoratori.

Il Dl Rilancio che verrà approvato questa sera dal Consiglio dei ministri convocato per le 19 a Palazzo Chigi e che contiene delle misure per affrontare l’emergenza economica provocata dal coronavirus prevede dei limiti per il ricorso alla cassa integrazione. In pratica, la proroga contenuta nel provvedimento consentirà di richiedere l’ammortizzatore sociale per 14 settimane, cioè dal 23 febbraio fino al 31 agosto. Chi vorrà prolungare il periodo di Cig oltre quella data, potrà richiedere altre 4 settimane dal 1° settembre fino al 31 ottobre.

La proroga interverrà in automatico per le prime 5 settimane, senza dover rinnovare la richiesta. La procedura avrà una tempistica ben precisa in modo da garantire i pagamenti entro un mese e mezzo dalla data in cui è stata presentata la domanda. In pratica, la richiesta delle aziende all’Inps per il versamento diretto da parte dell’Istituto dovrà essere avanzata entro il giorno 15 del mese di inizio della sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. L’autorizzazione deve arrivare entro il giorno 5 del mese successivo e poi, ottenuto il via libera, entro il 15 della mensilità successiva i datori di lavoro comunicheranno i dati all’Inps che dispone il pagamento delle prestazioni entro fine mese.

Limiti e procedura per la cassa integrazione non sono le uniche novità del Dl Rilancio per quanto riguarda il mondo del lavoro. Sono previsti anche il rinnovo o la proroga dei contratti a termine senza causali fino al 30 agosto, la proroga di due mesi di Naspi e Dis-Coll, e quella del blocco dei licenziamenti che passa da 60 giorni a 5 mesi, oltre alla sospensione delle procedure dei licenziamenti per giustificato motivo oggettivo avviate dal 23 febbraio al 17 marzo. In quest’ultimo caso, il datore di lavoro può chiedere per i dipendenti interessati la cassa integrazione ed il rapporto di lavoro viene ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni.

Altre novità. I genitori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni hanno diritto allo smart working. I congedi parentali vengono ampliati fino a 30 giorni, sempre nel settore privato, per chi ha figli di età non superiore a 12 anni: riceveranno un’indennità al 50% della retribuzione. In alternativa, si può cumulare il bonus baby sitter da 600 euro del Dl cura Italia, che diventa dunque di 1.200 euro per chi non l’ha ancora ottenuto, da spendere per i centri estivi e i servizi integrativi all’infanzia. Per il personale sanitario e le forze di polizia, il bonus si cumula per 2mila euro.

Per quanto riguarda il reddito di emergenza, le famiglie in difficoltà potranno presentare la domanda entro giugno. Il sussidio verrà erogato al massimo per due mensilità e per un importo tra 400 e 800 euro a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. La prestazione è riservata ai cittadini residenti in Italia che hanno un reddito inferiore all’ammontare del reddito di emergenza, un patrimonio mobiliare inferiore a 10mila euro (che cresce per ogni componente in più fino a 20mila euro) e un Isee sotto i 15mila euro.

Infine, colf e badanti che avevano un contratto di lavoro al 23 febbraio di almeno 10 ore settimanali possono percepire un’indennità di 500 euro per ogni mese, sempre che non siano conviventi con il datore e che non abbiano percepito altre prestazioni. Mentre gli autonomi, i professionisti a partita Iva ed i collaboratori a co.co.co. iscritti alla gestione separata avranno in automatico per aprile il bonus da 600 euro. L’importo sale a 1.000 euro a maggio per i professionisti che hanno avuto una riduzione del 33% del reddito tra il primo bimestre 2020 e 2019 e per i co.co.co. che hanno cessato il rapporto di lavoro.



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