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Periodici web di piccole dimensioni: caratteristiche

16 Maggio 2020
Periodici web di piccole dimensioni: caratteristiche

È mia intenzione creare una testata giornalistica online assimilabile ai cosiddetti “Periodici web di piccole dimensioni”. All’interno di questo progetto editoriale, essendo io stesso giornalista pubblicista, mi collocherei in qualità di editore (mediante società a me riconducibile), direttore responsabile ed autore. È prevista la partecipazione di collaboratori esterni (non necessariamente giornalisti) mediante rubriche/articoli che riportano la loro firma.

Per le caratteristiche sopra indicate, Vi chiedo se ci fossero preclusioni a tale mio intento.

L’intento, così come esposto, non sembra presentare preclusioni di sorta. Nessun divieto è previsto dalla legge per quanto riguarda la cumulabilità della veste di editore e di direttore responsabile in capo alla stessa persona, alle quali potrebbe altresì sommarsi quella di proprietario formale. È necessario che il direttore responsabile sia giornalista iscritto all’Albo (elenco professionisti o pubblicisti), secondo la legge n. 69/1963.

Per le stampe a carattere tecnico, professionale o scientifico (escluse quelle sportive e cinematografiche) può assumere la qualifica di direttore responsabile la persona che, pur non essendo giornalista, si iscriva all’elenco speciale.

Secondo la legge (art. 3-bis, legge 16 luglio 2012, n. 103), le testate periodiche realizzate unicamente su supporto informatico e diffuse unicamente per via telematica ovvero on line, i cui editori non abbiano fatto domanda di provvidenze, contributi o agevolazioni pubbliche e che conseguano ricavi annui da attività editoriale non superiori a 100.000 euro, non sono soggette agli obblighi stabiliti dall’articolo 5 della legge 8 febbraio 1948, n. 47, dall’articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e dall’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62:

  • l’art. 5 della legge n. 47/48 afferma che «Nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato registrato presso la cancelleria del tribunale, nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi»;
  • articolo 1 della legge 5 agosto 1981, n. 416 (legge sulle imprese editrici) stabilisce, tra le altre cose, che «L’esercizio dell’impresa editrice di giornali quotidiani è riservato alle persone fisiche, nonché alle società costituite nella forma della società in nome collettivo, in accomandita semplice, a responsabilità limitata, per azioni, in accomandita per azioni o cooperativa, il cui oggetto comprenda l’attività editoriale, esercitata attraverso qualunque mezzo e con qualunque supporto, anche elettronico, l’attività tipografica, radiotelevisiva o comunque attinente all’informazione e alla comunicazione, nonché le attività connesse funzionalmente e direttamente a queste ultime»;
  • l’articolo 16 della legge 7 marzo 2001, n. 62 stabilisce che l’iscrizione nei registri del tribunale è condizione per l’inizio delle pubblicazioni.

In pratica, alle piccole testate periodiche web non è chiesta la registrazione presso il tribunale, salvo il limite di 100mila euro. Si ricordi che per ricavi annui da attività editoriale si intendono i ricavi derivanti da abbonamenti e vendita in qualsiasi forma, ivi compresa l’offerta di singoli contenuti a pagamento, da pubblicità e sponsorizzazioni, da contratti e convenzioni con soggetti pubblici e privati.

Di conseguenza, per i  periodici web di piccole dimensioni viene meno anche l’obbligo di iscriversi al Roc, cioè al Registro unico degli Operatori di comunicazione tenuto dall’Agcom, secondo quanto stabilito dalla legge 31 luglio 1997, n. 249.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvocato Mariano Acquaviva


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