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Macchia d’olio sulla strada: chi risarcisce?

11 Maggio 2020
Macchia d’olio sulla strada: chi risarcisce?

Incidente stradale: l’onere della prova spetta al danneggiato che deve dimostrare chi ha lasciato a terra l’olio.

Una moto slitta su una macchia d’olio lasciata sull’asfalto da chissà chi. Il conducente perde il controllo e va a sbattere contro un muretto accanto. Il veicolo si sfascia. Il centauro non sta bene e così viene trasportato all’ospedale. Chi paga per questo incidente stradale?

Si potrebbe fare causa al Comune, ma c’è da considerare innanzitutto la difficoltà a recuperare somme da enti locali in perenne dissesto. C’è poi il fatto che, secondo la Cassazione, il Comune – seppur tenuto a garantire la manutenzione delle strade – non è responsabile quando la fonte del pericolo si è formata di recente; bisogna concedere il tempo al servizio pubblico di provvedere alla pulizia e rimuovere l’insidia. Insomma, l’onere della prova risulta molto complesso e rischioso.

Qualcuno ha pensato di citare in causa il Fondo di Garanzia Vittime della Strada. Perché e sulla base di quali presupposti? 

La questione è stata decisa di recente dalla Cassazione [1]. Ne parleremo in questo articolo in cui proveremo a comprendere chi risarcisce per la macchia d’olio sulla strada. Ma procediamo con ordine.

Macchia d’olio sull’asfalto: Comune responsabile?

In teoria, il Comune è responsabile per tutti gli incidenti dovuti a insidie e trabocchetti nascosti sul manto stradale. Si tratta di tutti quei pericoli che non possono essere facilmente avvertiti dall’automobilista o dal motociclista, risultando così impossibili da evitare. 

Questo significa che tanto più è grande la macchia d’olio, tanto meno sarà possibile richiedere l’indennizzo: si tratterebbe infatti di un ostacolo, per quanto pericoloso, non certo invisibile e insidioso. Chi guida deve tenere gli occhi puntati sulla strada, evitando le possibili fonti di pericolo.

L’articolo 2051 del codice civile esclude la responsabilità dell’amministrazione titolare del suolo solo se ricorre un caso fortuito, ossia un evento eccezionale, imprevedibile ed inevitabile. Tale è la macchia d’olio di recente formazione. Anche ipotizzando un ente locale super efficiente, nessuno potrebbe provvedere a pulire o quantomeno transennare la strada nel giro di pochi minuti. Insomma, non spetta alcun risarcimento per la chiazza di olio sull’asfalto formatasi poco prima del sinistro.  

La giurisprudenza ha chiarito che, nel caso in cui la caduta da un ciclomotore sia stata causata dalla presenza sull’asfalto di olio, il Comune non è responsabile se dimostra di non aver avuto conoscenza di tale situazione e che la macchia d’olio si era creata non molto tempo prima dell’incidente, sì da escludersi che la situazione di pericolo fosse insorta in un tempo tale da consentire al Comune stesso di averne conoscenza e di intervenire per rimuoverla. Questa prova grava sull’amministrazione [3] ma è di facile raggiungimento.

Macchia d’olio sulla strada: Fondo di garanzia vittime della Strada

Chi è pratico di infortunistica stradale sa che, in caso di incidente provocato da un’auto rimasta ignota (si pensi al conducente che, dopo l’urto, scappa senza lasciare gli estremi della propria polizza), interviene a risarcire il Fondo di Garanzia Vittime della Strada. Si può azionare tale tutela anche in caso di macchia d’olio sull’asfalto?

Il presupposto del risarcimento è chiaramente che la chiazza sia stata lasciata da un altro veicolo sottoposto a rc-auto obbligatoria perché solo in tal caso opera la copertura del Fondo. 

Ebbene, secondo la Cassazione, seppur in teoria è possibile citare il Fondo di Garanzia per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla macchia d’olio, il conducente dovrebbe essere in grado di dimostrare che tale chiazza sia stata lasciata proprio da un altro veicolo transitato in precedenza rispetto al danneggiato. Una prova assai difficile, quest’ultima, che non può essere presunta dal solo fatto che la chiazza si trovi su una strada abitualmente usata per il traffico veicolare. Nulla esclude, ad esempio, che l’olio sia caduto da una damigiana o altro contenitore portato a mano da un passante o da altre ragioni non collegate comunque a un’auto o una moto.

Insomma il danneggiato ha un onere della prova complesso che difficilmente potrebbe raggiungere, salvo vi sia un testimone che abbia visto cadere il liquido oleoso da un mezzo.


Lo scooter (e chi lo guida) che scivola su una macchia di gasolio non ha diritto sempre e comunque al risarcimento soprattutto quando non sia chiaro chi abbia lasciato a terra il carburante.

note

[1] Cass. sent. n. 8653/2020.

[2] Trib. Campobasso, sent. n. 502/17 del 22.08.2017.

[3] Cass. sent. n. 7361/2019 del 15.03.2019.

Macchia d’olio sull’asfalto di recente formazione: la prova del caso fortuito grava sul Comune 

La prova della presenza di una macchia d’olio sull’asfalto, di recente formazione, non è prevedibile e quindi non risulta evitabile da parte del Comune, in virtù della circostanza di essersi formata poco prima del sinistro. In quanto prova di un fatto esterno al rapporto tra il custode e la cosa, e come tale in grado di costituire di per sé causa del danno, grava sullo stesso Comune-custode, il quale ha l’onere di allegare elementi, anche se semplicemente fonti di presunzioni, tali da consentire di affermare l’incidenza del caso fortuito nella causazione del sinistro.

Cassazione civile sez. III, 15/03/2019, n.7361

Esclusa la responsabilità dell’Ente gestore della strada, in presenza di olio sull’asfalto

Nel caso in cui la caduta da un ciclomotore sia stata cagionata non da un difetto strutturale della carreggiata ma dalla presenza sull’asfalto di olio proveniente da un cassonetto dei rifiuti, è esclusa la responsabilità dell’Ente gestore della strada qualora sia provato che l’Ente non avesse avuto conoscenza di tale situazione e che la macchia d’olio si fosse creata non molto tempo prima del sinistro, sì da escludersi che la situazione di pericolo fosse insorta in un tempo tale da consentire al Comune di averne conoscenza e di intervenire per rimuoverla.

Tribunale Campobasso, 22/08/2017, n.502

Il Comune non risponde dei danni subiti da un motociclista che, a causa della presenza di una macchia d’olio sull’asfalto, ha perso il controllo del mezzo in quanto – non essendo stata fornita, ex art. 2043 c.c., la prova di una condotta colpevole del convenuto sia sotto il profilo della negligenza che sotto quello della condotta omissiva – l’evento dannoso deve ritenersi riconducibile al fatto di un terzo non identificato. Né, al fine, può essere invocata a carico del Comune la violazione degli obblighi di custodia di cui all’art. 2051 c. c. in quanto si ritiene che l’uso indiscriminato della strada da parte di un numero cospicuo di utenti e la sua estensione abbiano impedito all’Amministrazione di esercitare un effettivo potere di controllo sul territorio di competenza.

Giudice di pace Monza, 03/05/2006

Non sussiste la responsabilità di un comune nè ex art. 2051 c.c., nè ex art. 2043 c.c. in caso di sinistro stradale provocato da una macchia d’olio presente sull’asfalto da attribuirsi a terzi rimasti ignoti.

Giudice di pace Bologna, 24/06/2003

Responsabilità del Comune per la macchia d’olio

Sussistono gli elementi caratterizzanti l’insidia e/o il trabocchetto, nel caso di una macchia d’olio presente sul manto stradale, non segnalata, nè, tantomeno, prevedibile, in quanto in una delle vie più importanti della città tutto poteva prevedersi e trovarsi, ad eccezione di olio sulla corsia di marcia. (Nella specie, il giudicante ha riconosciuto interamente responsabile il Comune – proprietario della strada – per l’incidente occorso ad un motociclista che, mentre percorreva a velocità moderata a bordo del proprio motociclo una centralissima via del centro cittadino, perdeva l’equilibrio scivolando su una macchia d’olio presente sul manto stradale, non segnalata e non visibile a causa della scarsissima illuminazione pubblica e per il colore simile a quello dell’asfalto).

Giudice di pace Messina, 20/10/2004


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