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Incidente auto: chi paga i danni al passeggero?

11 Maggio 2020
Incidente auto: chi paga i danni al passeggero?

Terzo trasportato e risarcimento del danno dall’assicurazione: a chi deve rivolgersi il passeggero in caso di sinistro?

I tecnici del diritto lo chiamano “terzo trasportato”; nel lessico comune è il passeggero, colui cioè che, a bordo di un’auto, non sta guidando e si trova sul sedile davanti o su quelli posteriori. In questo senso, il terzo trasportato potrebbe anche essere lo stesso proprietario del veicolo che si fa condurre da un’altra persona o soltanto da un amico o un parente.

Nel caso di incidente stradale, non v’è dubbio che il terzo trasportato sia escluso da qualsiasi valutazione di responsabilità: ciò proprio perché non spetta a lui rispettare le regole del codice della strada né ha un potere di controllo sull’operato del conducente. Di qui il quesito: in caso di incidente auto, chi paga i danni al passeggero? 

Immagina di chiedere un passaggio a una persona. A uno stop, avviene uno scontro con un altro veicolo. Nessuno dei due automobilisti intende riconoscere la propria responsabilità. Nel frattempo però tu hai subito dei danni fisici: sei stato trasportato in ospedale e avrai una convalescenza di almeno 15 giorni. A chi ti rivolgi per ottenere il risarcimento? Se il tuo amico dovesse essere ritenuto responsabile, l’assicurazione potrebbe negarti le somme che pretendi? Ecco come stanno le cose.

Passeggero: a chi deve rivolgersi per ottenere il risarcimento? 

La legge [1] stabilisce che la persona trasportata può avvalersi dell’azione diretta nei confronti della compagnia assicuratrice del veicolo sul quale viaggiava al momento del sinistro. 

In buona sostanza, il passeggero deve rivolgersi direttamente all’assicurazione che copre il mezzo sul quale si trovava al momento dell’incidente stradale. 

Egli, in alternativa, e a sua insindacabile scelta, potrebbe anche proporre la domanda all’altra assicurazione, quella cioè del veicolo antagonista. Infatti le due compagnie sono solidalmente responsabili [2].

La regola appena vista prescinde quindi da qualsiasi valutazione circa la responsabilità dei due conducenti. Dunque, anche se il conducente dell’auto ove si trovava il terzo trasportato non dovesse aver rispettato il codice della strada e l’assicurazione o il giudice dovesse dargli torto, il relativo passeggero verrebbe risarcito in ogni caso. 

Giovanni chiede un passaggio ad Antonio. Antonio passa col semaforo rosso e va a sbattere contro l’auto di Francesco. Antonio viene ritenuto responsabile per l’incidente. Nel frattempo però Giovanni ha diritto a essere risarcito dall’assicurazione di Antonio, nonostante quest’ultimo non otterrà – per sé e per la propria macchina – alcun risarcimento, avendo causato lo scontro per propria colpa.

Passeggero: cosa deve fare per ottenere il risarcimento?

Come appena detto, il passeggero non deve dimostrare la colpa o la ragione del sinistro; deve solo presentarsi presso l’assicurazione dell’auto ove era trasportato e chiedere l’indennizzo.

Per ottenere il risarcimento, tuttavia, il passeggero deve dimostrare due circostanze: 

  • di trovarsi all’interno del veicolo al momento del sinistro. Tale circostanza può essere dimostrata tramite il verbale della polizia accorsa subito dopo lo scontro o con le dichiarazioni di eventuali testimoni; 
  • di aver subìto dei datti fisici. Tale circostanza si può provare con i certificati medici e del pronto soccorso.

Ne deriva che l’indennizzo al passeggero viene erogato immediatamente, non appena vengono accertati i danni subiti ed a prescindere dai successivi accertamenti sulla dinamica del sinistro.

L’eventuale causa tra i due conducenti sulla responsabilità dell’incidente non toccherà il risarcimento eventualmente già erogato al terzo trasportato. Questi pertanto non deve né presentarsi in tribunale (salvo ne sia richiesta la testimonianza), né restituire le somme ricevute a titolo di risarcimento nel caso in cui l’automobilista che lo trasportava dovesse essere ritenuto responsabile. 

Solo nell’ipotesi in cui dovesse risultare che l’incidente è falso il terzo trasportato sarebbe tenuto a restituire e potrebbe trovarsi incriminato in un processo penale per frode. 

A riguardo la Cassazione [2] che detto che «il trasportato su un veicolo a motore che abbia patito danni in conseguenza di un sinistro ascrivibile alla responsabilità tanto del vettore, quanto del titolare di un terzo veicolo, affinché possa pretendere il risarcimento integrale da uno qualsiasi tra i due responsabili (e dai loro assicuratori della rc-auto) o da entrambi, in virtù del principio generale della solidarietà tra i coautori di un fatto illecito, deve dimostrare la propria qualità di trasportato e può chiederlo a sua scelta a ciascuno responsabili».

Quando non spetta il risarcimento al passeggero

Il passeggero ha diritto al risarcimento solo ove vi sia stato un incidente tra almeno due veicoli, pur in mancanza di un urto materiale. La Cassazione [3] ha escluso l’azione diretta del terzo trasportato a bordo di un motoveicolo dopo aver subìto una brusca caduta al suolo.

Difatti il presupposto per l’operatività della normativa relativa al risarcimento del terzo trasportato consiste in un sinistro, anche in assenza di scontro, che coinvolga più (e, quindi, almeno due) veicoli.

Il passeggero può testimoniare?

Il passeggero che ha subito danni in seguito ad un sinistro stradale è ritenuto sempre incapace a testimoniare nella causa tra il conducente e il terzo responsabile. La vittima chiamata a deporre, infatti, è in tal caso astrattamente titolare di un interesse rilevante all’esito della lite, tale da giustificarne l’intervento, quand’anche abbia già ottenuto il risarcimento [4].


note

[1] Art. 141 del d.lgs. 7 settembre 2005, n. 209.

[2] Cass. sent. n. 16143/2019

[3] Cass. sent. n. 25033/2019.

[4] Cass. sent. n. 19121/2019. 


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