Decreto Rilancio: Irap cancellata ma non del tutto

11 Maggio 2020
Decreto Rilancio: Irap cancellata ma non del tutto

Saltano il saldo e l’acconto di giugno, ma permangono incertezze sui beneficiari e sul contributo a fondo perduto per le piccole e medie imprese.

Niente Irap a giugno per le imprese. Le anticipazioni contenute nel nuovo Decreto Rilancio circa lo stop dell’Imposta regionale sulle attività produttive trovano conferma nelle dichiarazioni del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri “Per dare un maggiore aiuto alle imprese abbiamo deciso di abbuonare il saldo e l’acconto dell’Irap”.

Ma in mattinata il vice ministro Antonio Misiani smorza i toni: “C’è una riflessione in atto sul pagamento della rata Irap di giugno”, dunque nulla è ancora deciso. Rimangono poi ancora incerti i contorni del provvedimento. Stando alla bozza del Decreto – e non è detto che sia quella definitiva – la cancellazione delle rate Irap di giugno dovrebbe riguardare solo le aziende con oltre i 5 milioni di euro fatturato e che hanno subito perdite a causa dell’emergenza Covid-19.

Proprio su questo fronte crescono le polemiche: “‘Da giorni sosteniamo che un sostegno alle imprese chiaro, semplice e utile può venire dalla cancellazione dell’Irap per il 2020. Sia perché immediatamente applicabile, sia perché si tratta di imposta particolarmente distorsiva. Apprezziamo che ieri sera la maggioranza abbia trovato un accordo sulla cancellazione della rata di giugno, ma chiediamo che questa misura sia il più possibile generalizzata e senza condizioni, proprio per preservarne la semplicità di applicazione”, dichiara all’Adnkronos il vicepresidente dei deputati di Italia Viva, Luigi Marattin.

Scontento, invece, il leader di Azione, Carlo Calenda: “Vedo grande entusiasmo sul taglio parziale Irap. Parliamo probabilmente di 3,5 miliardi. Nulla. Invece di fare 20 provvedimenti: restituire anche Ires e Irap versati a novembre (20 miliardi)”, scrive su Twitter.

Soddisfazione, invece, dal Pd: ”Bene il taglio Irap per giugno previsto dal ministro Gualtieri. È una misura diretta che aiuterà le aziende subito e può andare di pari passo con risorse a fondo perduto studiate in particolare per le piccole e medie imprese”, dichiara il deputato Maurizio Martina.

Il discrimine è proprio qui, in questa soglia dei 5 milioni di euro al di sotto della quale il Decreto Rilancio prevede un nuovo contributo a fondo perduto, ancora da definire nei contenuti: “Ci saranno ristori a fondo perduto per le piccole e medie imprese fino a 5 milioni di fatturato”, che saranno dati “con un bonifico da parte dell’Agenzia delle Entrate”, ha annunciato il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, nel corso di ‘Che tempo che fa’.

Ma sinora nulla è ancora deciso neanche su questo versante. Il capogruppo di Forza Italia in Commissione Bilancio, Andrea Mandelli, dice: “Mentre continua il balletto del Consiglio dei ministri per varare il Decreto aprile, poi diventato maggio e, infine, ‘rilancio’, si profila l’ennesima capriola del governo. Mentre il ministro Gualtieri ha annunciato un intervento sull’Irap, almeno per il saldo e l’acconto di giugno, per il vice ministro Misiani il taglio è ancora solo al livello di riflessione. Chi ha ragione? Gli imprenditori hanno bisogno di certezze, non di tira e molla. Già il taglio annunciato da Gualtieri è blando, la marcia indietro dopo l’annuncio è inconcepibile”, conclude.

Intanto, la Cgia di Mestre propone per il 2020 “di azzerare le imposte erariali per le micro e piccole imprese. Ovvero, stop a Irpef, Ires e all’Imu sui capannoni. Queste attività, comunque, saranno tenute a versare le tasse locali per non penalizzare Regioni e Comuni”, spiega all’agenzia stampa Adnkronos il coordinatore dell’Ufficio studi Paolo Zabeo che stima una platea di circa 4,9 milioni – l’89% di tutte le attività economiche presenti in Italia, tra ditte individuali, lavoratori autonomi, liberi professionisti e società di persone – interessate da questa misura di alleggerimento fiscale.



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