Coronavirus, l’allarme dai test sierologici

11 Maggio 2020
Coronavirus, l’allarme dai test sierologici

Secondo il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità, per la stragrande maggioranza di noi il rischio di contrarre il Covid è alto. Ne ha parlato con la stampa. 

“I primi studi sierologici dicono che una percentuale relativamente bassa della popolazione ha anticorpi contro il Coronavirus, il che significa che la maggior parte della popolazione è ancora suscettibile”. Lo ha detto oggi il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nella consueta conferenza stampa a Ginevra per fare il punto sull’evoluzione dei contagi da Covid.

Un rischio che si chiama ricaduta

Al solito, l’Oms invita alla prudenza e a non cantare vittoria troppo presto. Al contrario, oltre all’indicatore non rassicurante che proviene dai test sierologici, abbiamo anche un altro indizio della pericolosità del virus, in termini di ricadute. Gli esempi della Cina, della Corea del Sud e della Germania, dove si è registrato un aumento dei casi, parlano da soli. La Corea ha anche rinviato la riapertura delle scuole.

“A Wuhan – ha proseguito Ghebreyesus  – è stato identificato il primo cluster di casi Covid-19 da quando è stato revocato il lockdown. Anche la Germania ha segnalato un aumento dei casi dall’allentamento delle restrizioni. In Corea del Sud, bar e club sono stati chiusi perché un caso di Covid-19 è stato confermato e ha portato a rintracciare molti contatti. Fortunatamente tutti e tre i Paesi dispongono di sistemi per rilevare e rispondere a un aumento dei casi”.

Il Covid nel mondo e i presupposti per riaprire

Come di consueto, i numeri della pandemia. “Sono stati registrati più di quattro milioni di casi di Covid-19 in tutto il mondo – ha fatto presente il dg dell’Oms -. La scorsa settimana diversi Paesi hanno iniziato a revocare l’obbligo di stare in casa e altre restrizioni in modo graduale. Per proteggere vite e mezzi di sussistenza, una lenta riapertura è la chiave per stimolare le economie, tenendo anche un occhio vigile sul virus in modo che le misure di controllo possano essere rapidamente implementate se si registrasse una ripresa dei casi. I Paesi hanno messo in atto queste misure rigorose in risposta a un’intensa trasmissione del virus. Molti hanno usato questo tempo per aumentare la loro capacità di testare, rintracciare, isolare e curare i pazienti, che è il modo migliore per rintracciare il virus, rallentarne la diffusione e ridurre la pressione sui sistemi sanitari. La buona notizia è che c’è stato un grande successo nel rallentare il virus e nel salvare vite umane. Ma misure così forti hanno avuto un costo e riconosciamo il grave impatto socio-economico dei lockdown, che hanno avuto un effetto dannoso sulla vita di molte persone”.

“Ho già sottolineato i criteri che i Paesi devono considerare prima di revocare gli ordini di stare a casa e le altre restrizioni – ha aggiunto Ghebreyesus -. Tre sono le domande chiave che gli Stati dovrebbero porsi prima della revoca del lockdown: l’epidemia è sotto controllo? Il sistema sanitario è in grado di far fronte a una ripresa di casi che possono insorgere dopo l’allentamento di determinate misure? Il sistema di sorveglianza della salute pubblica è in grado di rilevare e gestire i casi e i loro contatti e identificare un aumento di casi? Queste tre domande possono aiutare a determinare se un lockdown può essere lentamente allentato o meno”.

Sicurezza a scuola e al lavoro

L’Oms si è anche soffermata sulla necessità di garantire sicurezza a scuola e negli ambienti di lavoro. Se non si riesce ad assolvere a questa esigenza primaria, meglio rinviare le riaperture degli istituti.

“Riflettendo sulla decisione di riaprire le scuole – ha affermato, in proposito, Ghebreyesus – i governi locali dovrebbero valutare la capacità degli istituti di mantenere le misure di prevenzione e di controllo dell’infezione. Pensando ai bambini che tornano a scuola i decisori dovrebbero riflettere su una serie di fattori chiave: occorre una chiara comprensione dell’attuale trasmissione di Covid-19 e della gravità della malattia nei bambini; deve essere presa in considerazione l’epidemiologia di Covid-19 nella zona in cui la scuola è geograficamente localizzata; deve essere valutata la capacità di mantenere le misure di prevenzione e controllo contro Covid-19 all’interno delle scuole”.

Quanto agli ambienti di lavoro, l’Organizzazione se n’è occupata specificamente. “L’Oms – afferma Ghebreyesus – ha pubblicato nuove linee guida dettagliate sui luoghi di lavoro, che raccomandano a tutti di effettuare una valutazione del rischio per l’esposizione potenziale dei lavoratori a Covid-19. Ciò include l’implementazione di misure per prevenire la diffusione del virus. Tutti i luoghi di lavoro dovrebbero sviluppare piani d’azione per la prevenzione e la mitigazione del rischio Covid-19 come parte del loro piano aziendale globale. Il piano dovrebbe includere anche misure a tutela della salute, della sicurezza e della protezione nella riapertura, chiusura e modifica dei luoghi di lavoro”.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube