Autocertificazione per contributi imprese e autonomi

11 Maggio 2020
Autocertificazione per contributi imprese e autonomi

Aziende e professionisti otterranno le erogazioni presentando in via telematica l’autodichiarazione sul possesso dei requisiti. Dichiarare il falso sarà reato.

Sarà certamente più veloce l’erogazione dei nuovi contributi a fondo perduto previsti dal Decreto Rilancio in favore di imprese e lavoratori autonomi, se verrà approvata la bozza in discussione oggi al Consiglio dei ministri.

Il provvedimento in arrivo prevede, infatti, che le aziende e i professionisti che vorranno ottenere i finanziamenti potranno presentare un’autocertificazione per dichiarare il possesso dei requisiti necessari e per attestare la regolarità ai fini antimafia.

La nuova norma – si legge nel testo della relazione illustrativa anticipato dall’Adnkronos – ”interviene per regolare alcuni aspetti procedimentali in relazione alle richieste di finanziamenti, in particolare specificando che le istanze debbono essere accompagnate da una dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà che dichiari la sussistenza di alcuni elementi rilevanti ai fini della concessione del beneficio“.

Evidentemente il Governo, memore dei ritardi avvenuti con l’erogazione dei prestiti alle imprese garantiti dal Decreto Liquidità, non vuole ripetere l’esperienza dei rallentamenti burocratici e cerca di far arrivare al più presto i contributi alle imprese, come hanno assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ed il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri. Il titolare del Mef ha aggiunto che i contributi saranno erogati con bonifico proprio per rendere la procedura più rapida.

Non sarà però un’autodichiarazione da poter rendere a cuor leggero: infatti sarà trasmessa insieme alla richiesta in via telematica all’Agenzia delle Entrate e da essa sarà inviata alla Guardia di Finanza, che procederà al riscontro della veridicità dei dati dichiarati dai richiedenti, anche incrociandoli con quelli in possesso del ministero dell’Interno.

E per coloro che non supereranno queste verifiche e controlli scatterà la denuncia per il reato di indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, che in questo caso di dichiarazione falsa prevederà la reclusione da 2 a 6 anni anziché da 6 mesi a 3 anni. Ovviamente, l’Agenzia delle Entrate procederà anche al recupero del contributo erogato ma non spettante.

Il provvedimento è atteso in Consiglio dei ministri in programma nelle prossime ore per l’approvazione. Il nuovo modulo di autocertificazione verrà adottato con un successivo “decreto del ministro dell’Interno, da adottarsi di concerto con il ministro della Giustizia e con il ministro dell’Economia e delle Finanze”, che stabilirà anche le altre misure di semplificazione e “gli ambiti economici da sottoporre a prioritaria verifica”, cioè le autocertificazioni che saranno controllate per prime in ragione della potenziale pericolosità del settore di appartenenza.



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