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Quando è consentito filmare le forze dell’ordine?

11 Maggio 2020 | Autore:
Quando è consentito filmare le forze dell’ordine?

È possibile effettuare una ripresa video di polizia e carabinieri mentre sono in servizio? Quando viene violata la privacy? Quando la diffusione è lecita?

Le forze dell’ordine ci proteggono dalle azioni illegali degli altri: ci tutelano in caso di emergenza e fanno sì che tutti rispettino le leggi. Inutile negare, però, che l’autorità di cui sono rivestite le forze dell’ordine incute un po’ di timore; cosa succederebbe se qualcuno ne abusasse per i propri fini illeciti? Ecco perché sempre più persone si chiedono se è possibile filmare le forze dell’ordine mentre sono in servizio.

Lo scopo di tale condotta  è quella di tutelarsi da un eventuale abuso di potere da parte delle autorità; in pratica, il cittadino che intende filmare le forze dell’ordine vuole precostituirsi una prova da utilizzare eventualmente in tribunale. Ma il punto è proprio questo: è consentito filmare le forze dell’ordine? Non c’è il rischio di violare la privacy? Riprendere le forze dell’ordine può costituire reato? Se l’argomento ti incuriosisce, prosegui nella lettura: vedremo insieme se è permesso registrare le operazioni compiute dalle autorità.

È legale riprendere le forze dell’ordine?

È legale filmare le forze dell’ordine mentre sono in servizio? Come ha precisato una decisione del Garante della Privacy [1], non esiste un divieto di effettuare una ripresa video o fotografica delle operazioni delle forze dell’ordine.

Il Garante della Privacy ha anche specificato però che alle foto e ai video delle forze dell’ordine si applicano le norme del codice della privacy: valgono, cioè, i limiti imposti alla diffusione dei dati personali di un normale cittadino. Dunque, non è possibile riprendere il volto dei poliziotti o altri tratti che siano idonei a identificarli, per poi divulgare la ripresa.

Inoltre, in Italia è possibile filmare polizia e carabinieri mentre sono all’opera, purché non esista uno specifico divieto stabilito in maniera specifica dalla legge oppure dall’autorità giudiziaria: si pensi a un’attività d’indagine che deve rimanere segreta per espressa indicazione della Procura della Repubblica.

Filmare polizia e carabinieri: quali regole rispettare?

Nonostante l’assenza di una norma che vieti di riprendere polizia e carabinieri, colui che filma le forze dell’ordine è comunque tenuto a rispettare le regole generali stabilite per impedire la violazione del diritto alla riservatezza.

Dunque, al di là della presenza di un precetto che vieti in assoluto di poter filmare le forze dell’ordine, il cittadino che voglia effettuare una ripresa del genere, se intende poi diffondere il suo video, deve fare in modo che le persone coinvolte non siano identificabili.

In altre parole, mentre la ripresa per uso personale non soggiace a particolari regole, il filmato destinato alla diffusione non deve mostrare i volti degli individui (carabinieri, poliziotti, semplici cittadini, ecc.) che hanno preso parte o che comunque si sono trovati coinvolti nell’operazione.

Poco importa che le forze dell’ordine stessero operando in un luogo pubblico: non è possibile riprendere soggetti senza il loro consenso e poi divulgare le immagini. Nemmeno sarà possibile diffondere dettagli che, in qualche modo, rendano comunque identificabili i soggetti coinvolti (pensa a un numero di targa o a un particolare aspetto fisico, ad esempio).

I limiti imposti dal diritto alla privacy sopra esposti possono venir meno nel caso in cui la ripresa sia fatta in presenza di particolari circostanze, come ad esempio il filmato girato per motivi di cronaca oppure per tutelare un proprio diritto. Vediamo di cosa si tratta.

Video della polizia: quando c’è diritto di cronaca?

La persona che, pur non essendo giornalista, effettua una ripresa dell’attività delle forze dell’ordine per poi diffonderla al grande pubblico per motivi di cronaca, non soggiace ai limiti elencati nel paragrafo precedente.

La divulgazione del video delle forze dell’ordine è protetta dal diritto di cronaca quando essa serve a diffondere una notizia o un’informazione di interesse generale, senza ledere il decoro e la dignità degli interessati.

Si pensi a chi voglia denunciare un grave illecito compiuto dalle forze dell’ordine, oppure al contrario un atto di eroismo degno di essere portato all’attenzione generale.

Dunque, non è possibile diffondere riprese nelle quali siano identificabili i soggetti, a meno che i dati non siano necessari all’attività giornalistica ai fini di una corretta informazione, e solo se le immagini sono di interesse generale. Si deve sempre e comunque evitare di mostrare particolari che nulla aggiungono al senso della notizia.

Video della polizia: quando serve per tutelare un diritto?

È possibile riprendere le forze dell’ordine senza doversi preoccupare di oscurare/sfocare i volti per impedirne l’identificazione tutte le volte in cui il video sia stato girato per tutelare i propri diritti.

Pensa al conducente che sia stato fermato dalla polizia stradale e al quale sia stata imposta un’ingiusta perquisizione personale senza che ricorra alcun motivo che giustifichi l’operazione. Se la vittima del sopruso intende effettuare una ripresa, potrà poi utilizzarla per denunciare le eventuali violazioni.


note

[1] Garante della privacy, nota 14755 del 5 giugno 2012.

Autore immagine: Canva.com


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