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Coronavirus, ora Usa incolpano Cina anche di attacchi hacker

11 Maggio 2020
Coronavirus, ora Usa incolpano Cina anche di attacchi hacker

Non bastava il complotto in laboratorio. Secondo il New York Times Washington è intenzionata a inasprire le tensioni con Pechino, spostando lo scontro anche su nuovi fronti.

Avevano appena finito di difendersi dalla accuse di aver partorito il Coronavirus in laboratorio, o comunque di esserselo fatto scappare per errore, provocando una catastrofe planetaria. Appena qualche giorno fa la Cnn parlava di dati di intelligence che davano per altamente improbabile una diffusione della pandemia da Coronavirus come conseguenza di un incidente di laboratorio dalla Cina. Più attendibile la pista del mercato cinese come possibile genesi.

Dell’origine naturale del virus resta peraltro convinto anche Antony Fauci, l’uomo al quale Trump e l’America tutta si stanno affidando per gestire l’emergenza. E proprio oggi l’Istituto di Virologia di Wuhan, da mesi sotto i riflettori, è tornato a rivendicare l’alto livello di sicurezza della propria struttura, rassicurando su un’impossibile fuga dei virus dall’edificio.

Ma a quanto pare non basta perché, sempre a quanto pare, Washington sembra intenzionata ad addebitare alla Cina più colpe possibili e non solo quella della pandemia. Secondo quanto riporta il New York Times, l’Fbi e il dipartimento per la sicurezza nazionale vorrebbero lanciare un avviso pubblico per accusare la Cina di tentare attacchi hacker contro laboratori Usa dove si stanno conducendo ricerche sul Coronavirus.

Il Nyt sostiene che nei prossimi giorni potrà essere diffuso un messaggio in cui Pechino verrà accusata di cercare di ottenere dati “con metodi illeciti” dati “su ricerche nel campo sanitario relativi a vaccini, cure e test“. Indice di una precisa volontà, qualora la notizia fosse confermata, da parte dell’amministrazione Trump di alzare ancora di più i toni nello scontro con la Cina di Xi Jin Ping creando ulteriori occasioni di contrasto.

La bozza dell’avviso, scrive invece il Wall Street Journal, non è stata finalizzata e i piani sulla pubblicazione potrebbero cambiare. Intanto il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, ha ribadito l’opposizione di Pechino a ogni forma di cyber attacchi. “La Cina è leader nella ricerca per il vaccino e la cura del Covid 19 – ha rivendicato – è immorale per chiunque diffondere voci senza presentare alcuna prova“.


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