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Reddito basso e tenore di vita alto: quali rischi

11 Maggio 2020
Reddito basso e tenore di vita alto: quali rischi

Redditometro: come difendersi dagli accertamenti fiscali basati sulle spese del contribuente. 

A quali conseguenze andresti incontro se dovessi spendere più di quanto guadagni? Cosa potrebbe dirti l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui, pur disoccupato, dovessi intestarti sul più bello una casa o un’auto di lusso? 

Bisogna sempre valutare quali rischi si corrono con un reddito basso e un tenore di vita alto. Basterebbe leggere alcune pronunce della giurisprudenza per rendersi conto del rigore con cui il fisco italiano giudica le anomalie nella dichiarazione dei redditi dei contribuenti. 

Cerchiamo di fare il punto della situazione in modo da spiegare come comportarsi per non rischiare e come eventualmente difendersi nel caso in cui dovesse sopraggiungere un accertamento fiscale.

Lo faremo tenendo conto di una recente pronuncia della Cassazione che sembra aprire uno spiraglio di tutela contro le sanzioni dell’ufficio delle imposte. Ma procediamo con ordine.

Accertamento fiscale per eccesso di spese

Non puoi pensare di spendere più di quello che dichiari al Fisco. Non puoi neanche pensare che l’Agenzia delle Entrate non sappia quanto guadagni, visto che proprio al suo ufficio invii la dichiarazione dei redditi.

Nello stesso tempo, l’ufficio delle imposte ha una visione quasi completa dei beni di lusso che acquisti. Lo sa perché, se compri una casa, risulta dai registri immobiliari; se compri un’auto, appare al Pra. Se firmi un affitto con un canone elevato o un mutuo ipotecario con una rata troppo alta, il relativo contratto viene registrato. 

Ebbene, il Fisco prende tutti questi dati e li confronta tra loro. A farlo è un software dedicato che si chiama Redditometro. E se si accorge che stai spedendo più del 20% di quello che guadagni, ti arriva un invito a spiegare da dove hai preso questi soldi “in più”. A questa lettera devi rispondere, eventualmente presentandoti con il tuo commercialista presso l’ufficio delle imposte, e dare spiegazioni. Spiegazioni valide e supportate da prove documentali, non generiche.

Se rimani in silenzio o se non hai come dimostrare la provenienza del denaro, verrai considerato evasore fiscale e subirai delle sanzioni economiche rapportate al reddito che, così ricostruito, si presume tu abbia incassato.   

Insomma, i rischi di un reddito basso e un tenore di vita alto si riassumono in una sola parola: accertamento fiscale col Redditometro.

Come difendersi dal Redditometro

A questo punto, vorrai anche sapere come difenderti dal Redditometro. Ne avevamo parlato in una precedente guida: leggi Come difendersi dal Redditometro.

L’unica difesa si deve basare su una prova scritta avente data certa. Con essa dovrai dare dimostrazione che la disponibilità del maggior reddito deriva ad esempio da:

  • vendita di beni usati;
  • donazioni ricevute ed esenti (come tali, da non riportare sulla dichiarazione dei redditi);
  • redditi già tassati alla fonte e perciò da non dichiarare una seconda volta: ad esempio, una vincita al gioco;
  • eredità, prestiti, finanziamenti;
  • disponibilità economiche di un familiare convivente. 

Reddito del coniuge elevato: legittimo il tenore di vita alto

Chi sposa una persona benestante ha meno possibilità di ricevere un accertamento fiscale. Potrebbe sintetizzarsi così la recente pronuncia con cui la Suprema Corte [1] ha analizzato il caso di un uomo incappato nel Redditometro per aver speso più di quanto aveva denunciato al Fisco. Il contribuente aveva dedotto, in sede di difesa, che le maggiori risorse derivavano dal reddito della moglie benestante, ma le sue motivazioni non sono state accolte. Solo in ultimo grado i giudici hanno ripristinato la corretta interpretazione della normativa in merito agli accertamenti sintetici.

Nel momento in cui arriva un accertamento con il Redditometro, il contribuente che, nel difendersi, asserisca di aver ricevuto le maggiori somme di denaro a titolo di regalo da familiari, dovrà dare prova, con bonifici, degli accrediti ricevuti. Impossibile dimostrare la donazione con testimonianze. Ma questa regola non vale per il coniuge convivente, per il quale, come detto, la liberalità si presume insita nel vincolo del matrimonio. Sicché, nel momento in cui l’Agenzia delle Entrate effettua un accertamento tramite Redditometro, non deve tenere conto solo del reddito dichiarato dal contribuente ma di tutto il nucleo familiare.


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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