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Risarcimento diretto: cos’è?

9 Agosto 2020 | Autore:
Risarcimento diretto: cos’è?

Assicurazioni auto e differenti procedure di liquidazioni danni da sinistro stradale. L’indennizzo diretto e i possibili esiti.

Il mondo delle assicurazioni auto è in continua evoluzione. Le compagnie assicurative tradizionali e online tendono a praticare tariffe e a offrire garanzie sempre diverse per adattarsi alle crescenti esigenze degli automobilisti. Tuttavia, nella maggior parte dei casi le polizze per Rca (responsabilità civile auto) sia se stipulate con una compagnia “fisica” sia telematicamente, contemplano due diverse opzioni: il risarcimento o indennizzo diretto e il risarcimento o indennizzo indiretto.

Il risarcimento diretto cos’è? Come si differenzia da quello indiretto e come lo si può ottenere? Per conoscere le risposte, leggi questo articolo. E’ comunque fin d’ora possibile anticipare che la relativa richiesta va indirizzata direttamente alla propria compagnia assicuratrice solo se la stessa ha aderito alla Convenzione tra assicuratori per il risarcimento diretto (Card) e in determinate ipotesi di sinistro senza colpa. Fuori dai casi di applicabilità o nell’ipotesi di compagnia non aderente alla Card, è necessario rivolgersi alla compagnia della controparte.

Cos’è il risarcimento diretto

Il risarcimento diretto è una speciale procedura di liquidazione dei danni che derivano da un sinistro stradale, introdotta da un DPR del 2006 [1] e disciplinata anche dal Codice delle assicurazioni private [2].

E’ possibile attivarla unicamente in presenza di determinate condizioni e consente al danneggiato che si è trovato coinvolto in un incidente in cui non ha colpa o è colpevole solo in parte, di richiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia assicuratrice anziché a quella dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro.

Il risarcimento diretto è comunque facoltativo per il danneggiato, il quale anche in caso di incidente che possiede tutti i requisiti per poterlo utilizzare, può decidere di ricorrere all’indennizzo ordinario o indiretto.

Perché è stato previsto il risarcimento diretto

Gli obiettivi perseguiti attraverso la previsione legislativa del risarcimento diretto sono di:

  1. realizzare una maggiore tutela del danneggiato, consentendogli di ottenere un indennizzo senza attendere troppo tempo;
  2. indurre le compagnie a formulare un’offerta, rispettando le tempistiche proprie di tale tipo di procedura di liquidazione così da evitare il ricorso all’autorità giudiziaria.

Prima della sua introduzione l’assicurato doveva rivolgersi alla compagnia di controparte per ottenere il risarcimento dei danni subiti a meno che non fosse stato compilato un Cid, un modulo cioè per la constatazione amichevole d’incidente.

Inoltrata la richiesta, iniziava l’iter previsto per la verifica dei danni, la perizia del veicolo, l’identificazione di eventuali testimoni, ecc. prima di arrivare alla eventuale proposta di risarcimento.

L’indennizzo diretto, invece, permette di saltare tutti questi passaggi intermedi in quanto l’assicurato si rivolge direttamente alla propria compagnia di assicurazione. Da ciò deriva, quindi, una semplificazione delle modalità e una riduzione dei tempi di liquidazione del sinistro.

Quali sono i requisiti per il risarcimento diretto

Il risarcimento diretto può essere applicato solo in presenza di determinati requisiti.

Più precisamente, quando:

  • il sinistro si è verificato soltanto tra due veicoli a motore (esclusi i mezzi agricoli o speciali), entrambi identificati e immatricolati in Italia, nella Repubblica di San Marino o nello Stato del Vaticano, a prescindere dal fatto che dallo stesso siano derivati danni ai veicoli, ai conducenti coinvolti o ed entrambi;
  • i veicoli devono essere regolarmente assicurati;
  • in caso di feriti, le lesioni riportate devono essere considerate di lieve entità, cioè non devono superare la soglia del 9% di invalidità permanente;
  • se nell’incidente è rimasto coinvolto un ciclomotore o un quadriciclo leggero, è consentito il ricorso alla procedura di risarcimento diretto solo se tale mezzo è stato immatricolato dopo il 14.06.2006;
  • il sinistro deve essersi verificato a seguito di un urto (ad esempio, non è possibile avviare la procedura se l’incidente è stato provocato dalla caduta di un carico sporgente);
  • i veicoli devono essere entrambi assicurati con compagnie aderenti alla convenzione Card. Questo è un requisito essenziale in quanto il risarcimento diretto è per la compagnia assicurativa un semplice anticipo della cifra dovuta all’assicurato: a risarcire a sua volta la compagnia interessata sarà l’agenzia presso cui il responsabile ha sottoscritto la sua polizza, secondo i termini stabiliti dalla suddetta convenzione.

Quando non si applica il risarcimento diretto

La procedura per il risarcimento diretto non è operativa nell’ipotesi in cui:

  • dall’incidente sono derivate gravi lesioni tali da comportare una invalidità permanente superiore al 9% (si parla in questo caso di macrolesioni);
  • nel sinistro sono rimasti coinvolti più di due veicoli a motore come succede ad esempio nei tamponamenti a catena;
  • un veicolo non è regolarmente assicurato;
  • oppure non è immatricolato in Italia;
  • il sinistro si è verificato all’estero. In tal caso è regolamentato da apposite norme;
  • il sinistro vede coinvolti veicoli speciali, macchine agricole o ciclomotori muniti della vecchia targa a 5 caratteri;
  • non c’è stato impatto tra i due veicoli.

Se l’incidente non rientra nei casi in cui è consentito l’indennizzo diretto, il danneggiato deve formulare la richiesta di risarcimento danni alla assicurazione del veicolo ritenuto responsabile. Pertanto, si applica la procedura ordinaria [3].

Quali sono i danni risarcibili con l’indennizzo diretto

I danni per i quali è possibile chiedere il risarcimento diretto sono quelli riportati:

  1. dal veicolo di proprietà del soggetto assicurato;
  2. dalle cose trasportate di proprietà dell’assicurato e del conducente.

Inoltre, l’indennizzo diretto può essere richiesto per le lesioni personali subite dal conducente inferiori o pari al 9% di invalidità biologica permanente.

Cosa deve contenere la richiesta di risarcimento diretto

La richiesta di risarcimento diretto deve contenere:

  • il nominativo del o dei soggetti che hanno diritto al risarcimento con l’indicazione del codice fiscale;
  • le targhe dei veicoli coinvolti;
  • la denominazione delle rispettive compagnie assicuratrici;
  • la descrizione delle circostanze e della dinamica del sinistro;
  • le generalità di eventuali testimoni;
  • l’indicazione dell’eventuale intervento delle autorità (ad esempio i vigili urbani, la polizia stradale, ecc.) e se è stato redatto un verbale;
  • l’indicazione dei luoghi, dei giorni (almeno 5 lavorativi) e delle ore in cui l’esperto nominato dalla compagnia assicurativa può effettuare la perizia sulle cose danneggiate.

Nell’ipotesi di lesioni personali la richiesta deve, altresì, riportare:

  • l’età, l’attività svolta ed il reddito del o dei danneggiati;
  • l’indicazione dell’eventuale intervento di medici e sanitari e della struttura sanitaria alla quale appartenevano;
  • l’entità delle lesioni subite;
  • l’attestazione medica comprovante l’avvenuta guarigione con o senza postumi permanenti.

Inoltre, il danneggiato deve:

  • rilasciare una dichiarazione nella quale attesta di non avere diritto a prestazioni gestite da assicurazioni sociali obbligatorie (Inail) o nella quale specifica di quali prestazioni può beneficiare.
  • produrre l’eventuale consulenza medico-legale di parte, corredata dall’indicazione del compenso spettante al professionista.

In caso di incidente mortale occorre allegare uno stato di famiglia della vittima.

Qual è la modalità per la richiesta di risarcimento diretto

La richiesta di risarcimento diretto deve essere inviata alla propria compagnia assicuratrice con lettera raccomandata a/r. E’ consigliato inviare una copia della richiesta, per conoscenza, anche alla compagnia di assicurazione dell’altro veicolo coinvolto nel sinistro.

Quali sono i tempi del risarcimento diretto

Una volta ricevuta la richiesta di indennizzo diretto la compagnia assicurativa apre il sinistro, dandone comunicazione al danneggiato con l’indicazione del numero dello stesso, dell’ufficio incaricato della trattazione, dei recapiti telefonici e degli orari nei quali può contattare il liquidatore.

La compagnia deve rispettare determinati termini per dare riscontro alla richiesta, formulando la propria offerta di risarcimento ovvero comunicando i motivi per i quali non intende provvedervi.

Più precisamente il termine è:

  • di 90 giorni dal ricevimento della documentazione, in caso di lesioni personali;
  • di 60 giorni, in caso di danni solo a cose.

Tali termini rimangono sospesi se il danneggiato rifiuta di sottoporsi a visita medico-legale oppure non mette il proprio veicolo a disposizione del perito. Allo stesso modo i termini per l’offerta rimangono sospesi se la documentazione fornita dal danneggiato è incompleta e questi non provvede ad integrarla nonostante la compagnia assicurativa ne abbia fatto richiesta entro 30 giorni dall’invio. Detti termini inizieranno a decorrere nuovamente quando saranno disponibili tutti i documenti necessari.

Come avviene la liquidazione del danno per risarcimento diretto  

Terminata l’istruttoria la compagnia di assicurazione formula la propria offerta di liquidazione al danneggiato.

Può, quindi, accadere che questi:

  1. accetti l’offerta. In tal caso, la compagnia procede al pagamento della somma concordata entro 15 giorni dalla ricezione della relativa comunicazione;
  2. non accetti l’offerta o non fa pervenire alcuna risposta. In questa ipotesi la compagnia effettua il pagamento della somma proposta entro 15 giorni e la stessa viene considerata quale anticipo rispetto all’eventuale liquidazione definitiva del danno.

Se la compagnia assicurativa comunica i motivi per i quali non intende procedere al risarcimento diretto oppure non formula alcuna offerta nei termini o anche in caso di mancato accordo, il danneggiato può agire in giudizio dinanzi l’autorità giudiziaria (il giudice di pace o il tribunale a seconda dell’importo del danno). Prima, però, deve tentare di trovare una soluzione amichevole con la compagnia assicuratrice mediante il procedimento di negoziazione assistita [4].

In cosa consiste la negoziazione assistita

Il procedimento di negoziazione assistita è obbligatoria per le azioni riguardanti il risarcimento danni da circolazione stradale. Il danneggiato deve invitare la controparte a tentare la conciliazione sottoscrivendo una convenzione con la quale le parti stesse concordano nel cooperare in buona fede e lealtà per risolvere la controversia facendosi assistere ciascuna dal proprio legale di fiducia.

La parte che riceve l’invito ha tempo 30 giorni per dare una risposta. Se in questo termine non fornisce un riscontro oppure offre una risposta negativa, la controparte può ricorrere all’autorità giudiziaria.

Se, invece, accoglie l’invito e si accorda con la controparte, i legali redigono la convenzione. Viceversa, se l’accordo non è raggiunto, gli avvocati redigono la dichiarazione di mancato accordo. Anche in tal caso, è possibile rivolgersi all’autorità giudiziaria competente.


note

[1] D.P.R. n. 254/2006.

[2] Art. 149 D.Lgs. n. 209/2005.

[3] Art. 148 D. Lgs. n. 209/2005.

[4] D.L. n. 132/2014.


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