Superbonus del 110%: garantito lo sconto in fattura

12 Maggio 2020 | Autore:
Superbonus del 110%: garantito lo sconto in fattura

Il Governo dovrebbe mantenere lo stesso impianto già previsto per fare i lavori di riqualificazione energetica gratis grazie al credito d’imposta.

Rischiava di essere modificato (e forse, in qualche modo, verrà ancora aggiustato) ma il superbonus del 110% per i lavori di riqualificazione energetica e antisismica degli edifici dovrebbe conservare l’impianto iniziale. E già questa è una notizia: rischiava, infatti, di saltare la norma che prevede lo sconto in fattura grazie al quale il beneficiario del bonus riceve «un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito di imposta, con facoltà di successiva cessione del credito». In pratica, grazie a quello sconto in fattura, si fa il lavoro di ristrutturazione che prevede la riqualificazione energetica e non si paga nulla, nemmeno un anticipo sul costo dei lavori.

Lo stesso meccanismo verrà applicato anche per tutti gli altri crediti di imposta al 50% e al 65% per interventi di ristrutturazioni semplici e per interventi di risparmio energetico minori, come gli infissi. Le famiglie potranno incassare subito il credito di imposta oppure farlo nei cinque anni successivi all’intervento presentandolo nella dichiarazione dei redditi o in compensazione.

Stando così le cose, il superbonus del 110% mantiene le sue caratteristiche più innovative, cioè: la percentuale dell’agevolazione, la possibilità di cedere a banche o assicurazioni il credito maturato con i lavori e lo sconto pari al credito d’imposta applicato dall’impresa che realizza i lavori direttamente in fattura.

Tutto questo, a patto che venga fatto almeno uno di questi tre tipi di intervento: il cappotto termico, la sostituzione di una caldaia a gasolio con impianti a pompa di calore o con una caldaia a condensazione e la prevenzione antisismica. Possono essere inseriti contestualmente nell’agevolazione anche l’installazione dei pannelli solari e dei rispettivi accumulatori ed il rifacimento delle facciate esterne.



5 Commenti

  1. Sara meglio aspettare x sicurezza, con questo governo non si può essere sicuri a niente, tutti i giorni ne esce una nuova e annulla o modifica la precedente

  2. Non si comprende come ancora non sia uscito questo DM per Ecobonus E Sismabonus
    come si fa per fare ripartire l’economia se non si fa veloci .
    Primo punto.
    Ecobonus 110 % da subito, non a Luglio sta bloccando la ripartenza dei lavori aspettare luglio.
    Per altri due mesi i lavori non ripartiranno e poi arriva Agosto le aziende chiudono per ferie e non si trovano materiali .
    Arriveremo a fine anno senza il recupero di fatturato.
    secondo punto , importantissimo la cessione del credito deve passare per aziende se vogliono oppure se di piccole dimensioni, poterlo cedere alle banche che verranno ripagate dallo stato compreso interessi oppure in compensazione con le tasse che devono pagare.

    1. La cessione del credito esiste dal 2018……sai perché non ha avuto successo? Perché banche ed istituti finanziari non hanno la convenienza visto che loro di tasse da pagare ne hanno molto poche e quindi non possono compensare e quei soldi rimangono immobilizzati visto che si possono usare solo in compensazioni.
      Che strano vero? Banche ed Istituti finanziari hanno poche tasse da pagare……e poi ci lamentiamo!

  3. Lo sconto del 110% è follia. Nessuno ha interesse a controllare le fatture di un’azienda edile che non deve pagare, ma avrà solo interesse a farsi realizzare, oltre al recupero termico che garantisce lo sconto, le finiture più costose,che pagherà lo stato: come un cappotto isolante per l’edificio realizzato in pelliccia d’ermellino e finitura in marmo cipollino.
    L’impresa poi se lo farebbe pagare dallo stato 6 volte, per la difficoltà di reperire tutto l’ermellino per la facciata condominiale, e per i costi di trasporto delle pietre dalla cava di marmo a spacco.
    Lo Stato infine, oberato da 2 milioni di pratiche di rimborso il primo anno , non sarebbe capace di controllare se non a campione, smenandoci 20 miliardi l’anno….

  4. Mi pare una barzelletta perchè inizialmente per casi simili lo sconto era del 36%, poi si è passati al 50%, poi al 65%, poi al 90% ed ora addirittura al 110%!!! E sempre con grande disturbo burocratico!!! E non so proprio come si dovrà fare in quest’ultimo caso!!!
    Troppa grazia San Antonio vien da dire per ridere anche perchè c’è molta gente che sta ancora aspettando il bonus coronavirus e soprattutto perchè lo Stato già diversi anni promette il credito d’imposta sui costi della mediazione civile ma poi questa normativa non viene mai applicata rivelandosi quindi come una enorme presa in giro!!!
    Meditate gente, meditate!!!
    Grazie e cordiali saluti.
    Rinaldin Francio

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