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Esenzione dal bollo per le auto d’epoca: fa fede l’accertamento ASI

21 ottobre 2013 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 21 ottobre 2013



Il bollo della auto d’epoca non è dovuto o è dovuto in misura ridotta in base all’accertamento ASI.

Le “auto d’epoca” non pagano il bollo o lo pagano in misura ridotta; esse godono, inoltre, di una serie di agevolazioni (ad esempio, nel caso di trasferimento di proprietà, esenzione dall’applicazione delle normative anti inquinamento, ecc.).

Ma quando una vettura può dirsi “d’epoca”? Questa qualità viene conferita mediante un accertamento dell’ASI [1] che rilascia un attestato di storicità ai veicoli che rivestono particolare interesse storico e collezionistico.  

 

Secondo Cassazione [2], per stabilire se competono i predetti benefici fiscali (ivi compresa l’esenzione del bollo), è necessario basarsi sugli accertamenti dell’ASI.

Esenzioni e pagamenti in forma ridotta [3]

Sono esentati dal pagamento del bollo le auto e le moto, esclusi quelli per uso professionale, dopo 30 anni dalla loro costruzione (ossia dall’anno di prima immatricolazione). A tal fine, l’ASI (il FMI per i motoveicoli) rilascia l’apposito elenco indicante i periodi di produzione dei veicoli.

L’esenzione scatta anche per gli autoveicoli e motoveicoli di particolare interesse storico e collezionistico dopo 20 anni dalla loro costruzione (ossia immatricolazione). Si considerano veicoli di particolare interesse storico e collezionistico:

– le auto da competizione;

– i prototipi costruiti per studiare nuove soluzioni tecniche o estetiche, a scopo di ricerca tecnica o estetica, anche in vista di partecipazione ad esposizioni o mostre;

– i veicoli che rivestono un particolare interesse storico o collezionistico in ragione del valore industriale, sportivo, estetico o di costume.

I veicoli che possiedano un tale interesse storico o collezionistico sono individuati dall’ASI e il certificato di storicità che consente l’esenzione è concesso se:

–  la carrozzeria, telaistica e/o allestimento sono conformi all’originale;

– il motore è tecnicamente dello stesso tipo montato in origine dal costruttore o annotato sui documenti del veicolo;

– gli interni sono in buono stato di conservazione.

Se i succitati mezzi sono, oltre che posseduti, anche utilizzati, cioè circolanti, dovrà essere pagato un bollo in misura fissa di 25,82 euro annui per le auto e di 10,33 euro per i motoveicoli.

note

[1] Acronimo di “Automobilclub Storico Italiano”, federazione che riunisce gli appassionati di veicoli storici in Italia e li rappresenta istituzionalmente presso tutti gli organismi nazionali e internazionali competenti.

[2] Cass., ord. n. 23624 del 17.10.2013.

[3] Art. 63, l. n. 342 del 21.09.2000.

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