Coronavirus: come sarà garantita la sicurezza sulle spiagge

12 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: come sarà garantita la sicurezza sulle spiagge

I documenti tecnici sulla ristorazione e sulle attività ricreative di balneazione, realizzati dall’Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss).

Nell’ottica della possibile ripresa delle attività ricreative di balneazione e in spiaggia, che risultano al momento tra quelle sospese, l’Inail in collaborazione con l’Istituto Superiore di Sanità hanno realizzato due documenti al fine di fornire elementi tecnici di valutazione al decisore politico circa la possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2. L’obiettivo è garantire la salute e sicurezza sia degli operatori che dell’utenza.

I nuovi documenti tecnici, pubblicati oggi sul sito dell’Inail, riguardano i settori della ristorazione e delle attività ricreative di balneazione.

Le pubblicazioni, approvate dal Comitato tecnico scientifico istituito presso la Protezione civile nella seduta del 10 maggio, si articolano in due parti:

  • la prima dedicata all’analisi di scenario dei settori diriferimento;
  • la seconda dedicata alle ipotesi di misure di sistema, organizzative, di prevenzione e protezione.

Entrambi i documenti si soffermano anche sulle misure specifiche per i lavoratori, in linea con quanto riportato nel protocollo condiviso trale parti sociali dello scorso 24 aprile.

Oltre a un’informazione di carattere generale sul rischio da Sars-CoV-2, al personale devono essere impartite istruzioni mirate, con particolare riferimento alle specifiche norme igieniche da rispettare e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.

Va comunque ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, attraverso la messa a disposizione in punti facilmente accessibili di appositi dispenser con soluzione idroalcolica.

Settore della balneazione

L’Italia è il Paese europeo con il maggior numero di acque di balneazione, circa un quarto del totale di quelle europee (5.539 su 22.131 totali), di cui 4.871 marine e 668 interne, nonché l’unico Paese europeo che non pone un limite alle spiagge in concessione, lasciando alle Regioni queste scelte.

Per capire quanto delle coste italiane è occupato da stabilimenti balneari occorre incrociare fonti diverse. Secondo recenti stime di Legambiente, relative all’anno 2019, il 50% dei litorali italiani è caratterizzato da coste sabbiose (3.346 km), il 34% da tratti rocciosi, il 16% risulta trasformato da porti, aree industriali, banchine e insediamenti turistici.

Complessivamente si può stimare che oltre il 42% delle coste sabbiose è occupato da stabilimenti balneari. In alcune regioni, tale percentuale è ancora più alta: 69,8% in Liguria, 67,7% in Campania, 61,8% nelle Marche, 51,7% in Toscana.

Nelle 15 regioni bagnate dal mare, 644 comuni si collocano lungo la fascia costiera, ovvero l’8,1 % dei comuni italiani. La superficie complessiva di tali comuni è di 43.084 chilometri quadrati, il 14,3% della superficie italiana. La popolazione residente nei comuni litoranei rappresenta il 28,4% del totale. La regione con la maggiore popolazione litoranea è il Lazio (per la presenza del comune di Roma), seguita da Sicilia e Campania.

Nel Mezzogiorno la popolazione residente rappresenta il 55,6% di tutta la popolazione litoranea. Secondo i dati del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono 52.619 le concessioni demaniali marittime, di cui 11.104 sono per stabilimenti balneari, 1.231 per campeggi, circoli sportivi e complessi turistici, mentre le restanti sono distribuite su vari utilizzi, da pesca e acquacoltura a diporto e produttivo.

In alcuni Comuni si arriva addirittura al 90% di spiagge occupate da concessioni balneari (es. Forte dei Marmi), in alcune zone il continuum di stabilimenti assume vaste proporzioni (es. solo in Versilia sono presenti 683 stabilimenti sul totale di 1.291 dell’intera regione).

Secondo l’ISTAT, tra le vacanze di piacere e svago, il mare si conferma il luogo più scelto per ogni destinazione (47,5%). Le aree ad alta urbanizzazione costiera rappresentano un punto di maggiore attenzione in un’analisi di sistema sul fenomeno anche ai fini della prevenzione del rischio di aggregazione.

Strategia di gestione del rischio

Nell’affrontare una strategia di gestione del rischio vanno identificati alcuni aspetti che riguardano, sia per i litorali che per le acque interne:

  • il sistema integrato delle infrastrutture collegate con la meta di balneazione;
  • le strutture di stabilimenti balneari e i servizi collegati;
  • le spiagge libere.

Se, infatti, disciplinare lo spazio in uno stabilimento balneare e il rischio relativo risulta complesso per le specificità delle attività coinvolte, ancora più complesso è l’approccio alla disciplina delle spiagge libere. In generale, è necessario tenere conto dell’impatto complessivo di accoglienza delle strutture turistico-ricettive, delle residenze stagionali e la mobilità collegata al fenomeno della balneazione attraverso le principali vie di comunicazione, particolarmente nei mesi estivi e nei weekend.

Le infrastrutture turistiche e di mobilità possono essere altrettanto complesse da gestire nell’ottica della prevenzione del rischio di aggregazione. Inoltre, le strutture ricettive e di ristorazione situate nelle aree balneari saranno interessate dal fenomeno e necessitano di una complessiva azione integrata. Occorrono quindi misure differenziate per rischio e per contesto che si possono suddividere come segue.

Misure di sistema

Le aree costiere destinate alla balneazione sono molto differenti tra loro; in letteratura sono suddivise in urbane, semi-urbane e naturali; le singole spiagge possono essere rocciose, sabbiose o miste e attrezzate o libere, e determinare l’area utilizzabile dai bagnanti richiede valutazioni specifiche. Alcune spiagge inoltre si trovano in contesti naturalistici protetti.

Il tema dell’affollamento delle spiagge è stato affrontato in letteratura sotto diversi aspetti, per lo più legati alla sostenibilità ambientale. Alcuni studi internazionali effettuati su spiagge del Mediterraneo hanno proposto un indice di affollamento, espresso in termini di numero di persone per metro quadro di arenile, variabile tra 6 e 25 persone ogni 100 m².

La Regione Sardegna ha affrontato il tema nell’ambito delle Linee guida per la gestione integrata delle spiagge introducendo il concetto di superficie utile della spiaggia che è data dalla differenza tra la superficie totale (larghezza tra il limite di chiusura della spiaggia e la linea di riva, per la lunghezza della spiaggia) e gli spazi di arenile occupati da manufatti, passerelle, o comunque spazi non fruibili per la balneazione. Su tale superficie viene calcolato un coefficiente di carico massimo non inferiore a 3,8 m²/ persona, a cui poi viene applicato un fattore di correzione che aumenta i metri quadrati che devono essere lasciati a disposizione dell’utente in base ad alcune caratteristiche specifiche del contesto ambientale (quali presenza di sedimenti, fenomeni di erosione o specie animali/vegetali).

Uno spazio adeguato, comprese le superfici di transito, è stato stimato in 6 m²/ persona  dall’ISPRA in uno studio condotto sulla spiaggia de “La Pelosa” presso Stintino (Sassari). Tale studio è stato, ad esempio, il punto di partenza che ha portato le Istituzioni locali, già prima dell’inizio dell’emergenza sanitaria, a proporre una modifica del regolamento di accesso alla spiaggia contingentandone gli ingressi fino ad un numero massimo di 131.500 persone (per circa 8.100 m² di arenile).

È evidente che non è possibile definire un indicatore unico applicabile in ogni contesto ma la metodologia utilizzata nei contesti illustrati offre modo di determinare un numero di accoglienza ottimale per garantire l’applicazione delle misure specifiche organizzative e di prevenzione e protezione di seguito illustrate soprattutto nei contesti delle spiagge libere.

Sarebbe quindi opportuno per le aree balneabili l’adozione da parte delle autorità locali di specifici piani che permettano di prevenire l’affollamento delle spiagge, anche tramite l’utilizzo di tecnologie innovative, coinvolgendo tutti gli attori istituzionali e del mondo produttivo. L’accesso a spiagge libere di grande attrazione potrebbe essere organizzato adottando un piano integrato che tenga conto della determinazione del numero di accoglienza massima possibile e che preveda un accesso regolamentato tramite prenotazione online. Tale misura potrebbe essere integrata anche a beneficio del contact tracing.

Inoltre, la mobilità connessa dovrà essere efficacemente valutata e adattata ai flussi determinati.

Stabilimenti balneari o spiagge attrezzate: misure organizzative

Il layout complessivo della spiaggia dovrà tenere conto di alcuni criteri quali la determinazione dell’accoglienza massima dello stabilimento balneare in termini di sostenibilità, nell’ottica della prevenzione dell’affollamento, con la finalità di mantenere il distanziamento sociale in tutte le attività balneari sia in acqua che sull’arenile.

Accoglienza

Per favorire un accesso contingentato la prenotazione, anche per fasce orarie, preferibilmente obbligatoria, può essere uno strumento organizzativo utile anche al fine della sostenibilità e della prevenzione di assembramenti, favorendo altresì un’agevole registrazione degli utenti, anche allo scopo di rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi.

Al fine di evitare code o assembramenti alle casse, sarà favorito l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci (card contactless) o con carte prepagate o attraverso portali/app web in fase di prenotazione.

I percorsi di entrata e uscita dovrebbero, ove possibile, essere differenziati prevedendo chiara segnaletica nell’orientamento dell’utenza.

Zona ombreggio e solarium

La zona ombreggio andrà organizzata garantendo adeguati spazi per la battigia in modo da garantire agevole passaggio e distanziamento fra i bagnanti e i passanti e prevedendo percorsi/corridoi di transito differenziati per direzione e minimizzando gli incontri fra gli utenti. Il layout deve tenere in considerazione i seguenti criteri.

La distribuzione delle postazioni da assegnare ai bagnanti dovrà essere chiaramente organizzata prevedendo:

  • la numerazione delle postazioni/ombrelloni e la registrazione per ogni postazione
    degli utenti ivi allocati, stagionali e giornalieri, per quantificare la capacità dei servizi
    erogabili;
  • l’assegnazione degli ombrelloni e dell’attrezzatura a corredo dovrebbe privilegiare
    l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano
    per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima
    dell’assegnazione della stessa attrezzatura ad un altro utente anche nella stessa
    giornata;
  • l’individuazione di modalità di transito da e verso le postazioni/ombrelloni e stazionamento/movimento sulla battigia;
  • l’accompagnamento alla zona ombreggio da parte di personale dello stabilimento
    adeguatamente formato, che informi la clientela sulle misure da rispettare;
  • le zone dedicate ai servizi dovranno essere facilmente identificabili come anche le
    misure da seguire;
  • le procedure da seguire in caso di pioggia o cattivo tempo per evitare;
  • l’assembramento degli utenti presenti nei locali dello stabilimento;
  • aree delimitate per gli assistenti alla balneazione che garantiscano l’adeguato distanziamento.

Al fine di garantire il corretto distanziamento sociale nello stabilimento e un minor rischio, occorre definire misure di distanziamento minime tra le attrezzature di spiaggia che possano essere di riferimento, fermo restando che deve in ogni caso essere assicurato il distanziamento interpersonale di almeno un metro. Nella ridefinizione del layout degli spazi, bisogna rispettare le seguenti distanze:

  • la distanza minima tra le file degli ombrelloni pari a 5 metri;
  • la distanza minima tra gli ombrelloni della stessa fila pari a 4,5 metri;
  • le attrezzature complementari assegnate in dotazione all’ombrellone (ad es. lettino, sdraio, sedia) dovranno essere fornite in quantità limitata al fine di garantire un distanziamento rispetto alle attrezzature dell’ombrellone contiguo di almeno 2 metri;
  • le distanze interpersonali possono essere derogate per i soli membri del medesimo
    nucleo familiare o co-abitante.

Tra le attrezzature di spiaggia (lettini, sdraie, etc.) ove non allocate nel posto ombrellone, dovrà essere garantita la distanza minima di 2 metri l’una dall’altra.

Servizi e spazi complementari

Per le cabine, va vietato l’uso promiscuo ad eccezione dei membri del medesimo nucleo familiare o per soggetti che condividano la medesima unità abitativa o recettiva prevedendo un’adeguata igienizzazione fra un utente e il successivo.

È da vietare la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo (aree giochi, feste/eventi).

Per quanto concerne le piscine all’interno dello stabilimento balneare, occorrerà inibirne l’accesso e l’utilizzo.

Per le aree di ristorazione si rimanda alle indicazioni di cui allo specifico documento tecnico. Per la fruizione di servizi igienici e docce va rispettato il distanziamento sociale di almeno 2 metri, a meno che non siano previste barriere separatorie fra le postazioni.

Deve essere garantita vigilanza sulle norme di distanziamento sociale dei bambini in tutte le circostanze. Nel complesso, evitare promiscuità nell’uso di qualsiasi attrezzatura da spiaggia, possibilmente procedendo all’identificazione univoca di ogni attrezzatura.

In linea generale, le attività svolte in mare aperto (ad es. wind-surf, attività subacquea, balneazione da natanti) non presentano a priori rischi significativi rispetto a Covid-19, fermo restando il mantenimento del distanziamento sociale (e delle operazioni di vestizione/svestizione nel caso di attività subacquea), nonché la sanificazione delle attrezzature di uso promiscuo (es. erogatori subacquei, attrezzature quali boma e albero del windsurf, etc).

Misure igienico sanitarie

Gli utenti indossano la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento della postazione assegnata e analogamente all’uscita dallo stabilimento.

Vanno installati dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in luoghi facilmente accessibili nelle diverse aree dello stabilimento. Pulizia regolare almeno giornaliera, con i comuni detergenti delle varie superfici e arredi di cabine e aree comuni.

Sanificazione regolare e frequente di attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (es., cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra un utilizzo e l’altro.

Pulizia dei servizi igienici più volte durante la giornata e disinfezione a fine giornata, dopo la chiusura; all’interno del servizio dovranno essere disponibili, oltre al sapone per le mani, prodotti detergenti e strumenti usa e getta per la pulizia che ciascun cliente potrà fare in autonomia.

Per quanto concerne le docce esse devono essere previste all’aperto, con garanzia di una frequente pulizia e disinfezione a fine giornata.

In ogni caso, per le misure specifiche si rimanda al Rapporto ISS-COVID-19 n. 19/2020.

Spiagge libere

L’opportunità – offerta da tali spiagge ai fruitori – di poter utilizzare gratuitamente gli arenili, anche allestendo da sé le attrezzature (ombrellone, sdraio, lettini), se da un lato rappresenta un vantaggio per l’utenza, dall’altra può creare delle problematiche nell’attuale periodo emergenziale, in riferimento alla difficoltà nell’attuazione e controllo delle misure di contrasto del contagio, in particolare al fine di evitare assembramenti e rispettare il distanziamento sociale.

In ragione di ciò, è necessario attuare innanzitutto un’intensa attività di comunicazione e sensibilizzazione, oltre che con gli strumenti tradizionali, anche attraverso social media, volta a favorire un comportamento corretto e consapevole da parte dell’utenza. Tenendo conto delle specifiche caratteristiche delle spiagge, della loro localizzazione, dei flussi dei frequentatori nei diversi periodi della stagione balneare, dovranno essere localmente definite puntualmente le modalità di accesso e di fruizione delle spiagge stesse, individuando quelle più idonee ed efficaci. Di seguito si riportano alcune indicazioni di carattere generale.

Per favorire l’informativa all’utenza, è necessaria l’affissione nei punti di accesso – che dovranno essere puntualmente individuati – alle spiagge libere di cartelli in diverse lingue contenenti indicazioni chiare sui comportamenti da tenere, in particolare il distanziamento sociale di almeno un metro ed il divieto di assembramento.

Anche al fine di favorire il contingentamento degli spazi, va preliminarmente mappato e tracciato il perimetro di ogni allestimento (ombrellone/sdraio/sedia), – ad esempio con posizionamento di nastri (evitando comunque occasione di pericolo) – che sarà codificato rispettando le regole previste per gli stabilimenti balneari, per permettere agli utenti un corretto posizionamento delle attrezzature proprie nel rispetto del distanziamento ed al fine di evitare l’aggregazione.

Tale previsione permetterà di individuare il massimo di capienza della spiaggia anche definendo turnazioni orarie e di prenotare gli spazi codificati, anche attraverso utilizzo di app/piattaforme on line; al fine di favorire la prenotazione stessa potrà altresì essere valutata la possibilità di prenotare contestualmente anche il parcheggio, prevedendo anche tariffe agevolate, ove possibile.

Tale modalità favorirà anche il contact tracing nell’eventualità di un caso di contagio. Dovranno altresì essere valutate disposizioni volte a limitare lo stazionamento dei bagnanti sulla battigia per evitare assembramenti.

Devono essere assicurate opportune misure di pulizia della spiaggia e di igienizzazione delle attrezzature comuni, come ad esempio i servizi igienici, se presenti. È opportuno, ove possibile, affidare la gestione di tali spiagge ad enti/soggetti che possono utilizzare personale adeguatamente formato, valutando altresì la possibilità di coinvolgimento di associazioni di volontariato, soggetti del terzo settore, etc., anche al fine di informare gli utenti sui comportamenti da seguire, nonché per assicurare le misure di distanziamento interpersonale in tutte le attività sull’arenile ed in acqua.



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