Cronaca | News

Affitti: cosa sta cambiando con il Coronavirus

12 Maggio 2020
Affitti: cosa sta cambiando con il Coronavirus

Il mercato delle locazioni di case e negozi è in trasformazione: canoni e tipo di contratti si stanno modificando, mentre i provvedimenti del Governo tardano ad arrivare. 

Il mercato degli affitti, che comprende le locazioni abitative e quelle commerciali, ha subito grossi contraccolpi durante l’emergenza Coronavirus. Adesso lo scenario sta cambiando e si intravedono nuove tendenze, perché i fattori economici in gioco sono diversi e i movimenti del mercato si stanno manifestando a prescindere dagli interventi sinora annunciati, ma non ancora varati, dal Governo.

In un recente report, il Centro studi di Tecnocasa mette in evidenza che i canoni di locazione nelle grandi città erano in aumento nel secondo semestre 2019 rispetto al primo periodo dell’anno: +2,9% per i monolocali, +3,1% per bilocali e trilocali. Le realtà con l’aumento più importante sono state Bologna e Milano.

La discesa dei canoni di locazione

Ma ora la pandemia di Coronavirus potrebbe provocare diversi effetti sul trend delle locazioni. Il principale e più visibile è il calmieramento dei canoni, che avverrà “soprattutto se la crisi economica dovesse intaccare in modo importante i redditi delle persone che chiederebbero una revisione al ribasso”, sottolinea all’Adnkronos il Centro studi di Tecnocasa.

C’è da considerare che dal 2009 ad oggi i canoni di locazione si sono quasi riportati ai livelli pre-crisi, recuperando quanto avevano perso durante quest’ultima. Adesso il Coronavirus rimette in gioco tutte le dinamiche dei prezzi di affitto delle case e dei negozi.

Meno proprietari, più inquilini

Per Tecnocasa “il mercato della casa, ed in questo caso quello degli affitti, mette in luce dei risultati che rispecchiano i cambiamenti in atto nella società: sempre più persone (soprattutto giovani) scelgono volutamente la locazione per essere più liberi di cambiare e in molti casi perché non possono accedere al credito. Infatti, è elevata la percentuale di chi opta per la locazione come scelta abitativa (64,7%)”.

Il boom dei contratti a canone concordato

Così aumentano gli italiani che per vari motivi prendono casa in locazione anziché acquistarla. E cresce il numero dei contratti a canone concordato, che secondo l’indagine di Tecnocasa “rappresenta il 30%. La percentuale più elevata si registra a Genova (79,4%). Interessante il 61,4% rilevato a Roma, dove questa tipologia contrattuale è in aumento. Al capoluogo lombardo, invece, spetta la percentuale più alta di chi ricorre al canone libero (77,3%)”.

Più case in affitto

Un altro effetto della pandemia, oltre al calmieramento dei canoni di locazione, potrebbe riguardare l’incremento dell’offerta: “essendo stato colpito in particolare il segmento turistico, chi aveva comprato per mettere a reddito con affitti brevi potrebbe decidere di immettere questi immobili sul segmento residenziale, con il conseguente aumento di offerta, in particolare in quelle città e in quelle aree in cui il mercato delle locazioni turistiche era saturo”, spiega Tecnocasa.

Bonus affitti e rimborso canoni per imprese e negozi

Sul fronte delle misure che il Governo si accinge a varare con il Decreto Rilancio, intanto è in arrivo “il ristoro integrale del costo sopportato per tre mesi per l’affitto di tutte le imprese, di qualsiasi natura e dimensioni, che abbiano subito un calo del fatturato”, ha annunciato il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri.

Il Decreto Rilancio dovrebbe contenere anche il bonus affitti, un credito d’imposta del 60% dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo. Spetterà, stando all’ultima bozza, ai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 5 milioni di euro nel periodo d’imposta precedente. Solo alle strutture alberghiere, si legge, il credito di imposta spetta “indipendentemente dal volume di affari registrato nell’anno”.

La percentuale del credito riconosciuto scende invece 30% dei canoni in caso di contratti di servizi a prestazioni complesse o di affitto d’azienda, comprensivi di almeno un immobile a uso non abitativo destinato allo svolgimento dell’attività industriale, commerciale, artigianale, agricola, di interesse turistico o all’esercizio abituale e professionale dell’attività di lavoro autonomo.

Condizione necessaria per fruire delle agevolazioni è che i soggetti locatari abbiano subito una diminuzione del fatturato o dei corrispettivi di almeno il 50% nel mese di aprile 2020 rispetto allo stesso mese del periodo d’imposta precedente.



Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube