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Sfratto per morosità: tempi

12 Maggio 2020
Sfratto per morosità: tempi

Quanto tempo passa prima che l’ufficiale giudiziario con la polizia o i carabinieri possano sbattere fuori di casa l’inquilino moroso?

Quanto tempo passa prima che il padrone di casa, accertata la morosità dell’inquilino, possa sfrattarlo? 

Tutti sanno che la giustizia italiana non eccelle per efficienza e tempestività. Sicché, è proprio nelle pieghe di questa farraginosa macchina burocratica che è possibile difendersi da chi, invece, ha interesse a un immediato accertamento del proprio diritto. 

Immaginiamo allora un inquilino che abbia chiesto al locatore altri 3 mesi, dalla scadenza del contratto, per trovare un’abitazione alternativa e che questi non glieli voglia concedere. Cosa succede in questo caso? Se l’inquilino non andrà via “con le buone”, il locatore dovrà ricorrere al tribunale per sfrattarlo. Non potrà certo farlo da sé, ad esempio cambiando le chiavi della serratura. 

Di qui il quesito: quali sono i tempi di uno sfratto per morosità? È chiaro, infatti, che se la procedura dovesse durare più di tre mesi, per il locatore sarebbe certo più conveniente – ed economico – accettare a malincuore la proposta dell’inquilino. Dall’altro lato, l’inquilino potrà dormire sonni tranquilli ben sapendo che avrà tutto il tempo per fare il trasferimento prima che arrivi l’ufficiale giudiziario a mandarlo via. 

Per sapere i tempi di uno sfratto per morosità bisogna conoscere la procedura. Procedura che è influenzata innanzitutto dall’esistenza di un valido contratto scritto e registrato. 

Di tanto parleremo più nel dettaglio qui di seguito. 

Sfratto per morosità: come funziona?

Se il contratto di affitto è in nero, ossia anche se scritto non è stato registrato, il locatore non può agire con la procedura di sfratto ma deve azionare una regolare causa civile di occupazione senza titolo. I tempi si dilatano a dismisura. In tal caso, sarà infatti necessaria la notifica di una citazione a comparire in tribunale a non meno di 90 giorni con successive udienze e fase istruttoria: il tutto potrebbe durare anche 5 anni.

Nel caso invece in cui il contratto di locazione sia stato registrato, il locatore deposita un ricorso in tribunale per il tramite del proprio avvocato, dopo aver diffidato per iscritto l’inquilino. Dal deposito decorre qualche giorno prima che il giudice apponga il decreto di fissazione dell’udienza. Il ricorso viene notificato all’inquilino per il tramite dell’ufficiale giudiziario. Questa prima fase può richiedere almeno 1 mese.

L’udienza viene, di solito, fissata a non meno di 2 o 3 mesi dalla notifica dell’atto all’inquilino. Tutto dipende dal carico di lavoro del tribunale.

All’udienza, l’inquilino può chiedere un rinvio di 90 giorni. È il cosiddetto termine di grazia che consente di trovare le disponibilità per pagare il debito ed evitare lo sfratto.

Se, all’udienza successiva al rinvio, l’inquilino non paga, il giudice convalida l’ordinanza e dichiara esecutivo lo sfratto.

A quel punto, se l’inquilino non andrà via “con le buone”, il padrone di casa dovrà chiedere l’intervento dell’ufficiale giudiziario, intervento che, anche in questo caso, può essere differito a seconda del carico di lavoro dell’ufficio. A volte, il primo tentativo di sfratto richiede non meno di 2/4 mesi.

Se al primo tentativo l’ufficiale non trova la collaborazione dell’inquilino (magari assente), fa un secondo tentativo e, successivamente, si fa accompagnare dalla forza pubblica e da un fabbro per la sostituzione della serratura.

Sfratto per morosità: quanto tempo?

Alla luce di quanto appena detto è possibile farsi un’idea di quanto tempo passa per ottenere uno sfratto per morosità: si va dai 6 ai 12 mesi, a seconda del luogo e della cooperazione dell’inquilino.

Questo non toglie però che, in caso di sgombero successivo alla scadenza del contratto di locazione, l’inquilino non sia tenuto a versare i canoni che, nel frattempo, sono maturati. Anzi, con l’ordinanza di sfratto di solito il giudice emette anche un decreto ingiuntivo con cui comanda al conduttore il versamento di tutte le mensilità già scadute e a scadere fino all’effettivo sgombero dell’immobile. 

Risultato: l’inquilino a cui sia stato richiesto di lasciare l’appartamento può avere anche più di un anno di tempo per farlo comodamente, prima dell’arrivo dell’ufficiale giudiziario con la forza pubblica. Nel frattempo, però, deve sapere che il debito maturato andrà saldato se non vuole subire un pignoramento dei beni. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


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1 Commento

  1. Ho denunciato il locatore per truffa in quanto dopo avermi sottoposto il rinnovo del contratto scaduto che fino ad allora pensavo fosse esatto ed avergli fatto presente i tanti errori che conteneva e di cui prima della denuncia penale ho accertato l’esattezza, ha insistito perchè lo firmassi nonostante le svariate inesattezze al fine di non perdere la somma mensile che ho sempre pagato pensando che non mi sarei mai accorta degli errori. Ho smesso di pagarlo per non continuare a fare il suo gioco e l’ho anche denunciato alla GdF che ha avviato la procedura di accertamento. ho pagato l’affitto per l’immobile in cui abita e non per quello dove io abito che è molto più piccolo. Avrei anche molto altro da dire ma riassumo per brevità.

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