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Lo sai che? Se il cane del vicino abbaia forte: esiste la tutela del silenzio?

Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2013

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2013

Il latrato del cane, quando provochi disturbo nelle ore del riposo, può essere una fonte di problemi per il proprietario: scatta infatti sia il penale che l’azione civile di risarcimento del danno.

Quali azioni si possono intraprendere se il cane del vicino disturba, abbaiando fastidiosamente e di frequente?

Ormai gli animali sono “entrati” a pieno titolo nelle case degli italiani.

La recente riforma del condominio, per esempio, ha escluso la possibilità che i regolamenti condominiali possano vietare la presenza di animali negli appartamenti dei proprietari.

Inoltre, la Cassazione ha ormai riconosciuto il “diritto di abbaiare” del cane. Si tratta – secondo la Suprema Corte – di un diritto esistenziale [1] (ne abbiamo già parlato abbondantemente in questo articolo “Quando il proprietario è responsabile dei latrati del cane” e in quest’altro “Se il cane abbaia di notte“).

Ma anche il riposo è un bene tutelato dalla legge e, in particolare, dalle norme del codice penale [2]. Che fare, dunque, se i due interessi vengono tra loro in contrasto?

Ebbene, secondo la Cassazione, il proprietario dell’animale ha comunque l’obbligo di impedire che quest’ultimo disturbi il riposo delle altre persone. Altrimenti scatta il reato per il proprietario.

Dunque, qualora gli inviti al vicino affinché si prenda adeguata cura dell’animale rimangano privi di riscontro, è possibile querelare il proprietario del cane ai sensi del codice penale [2], che sanziona chi disturba le occupazioni o il riposo delle persone, anche suscitando o non impedendo gli strepiti di animali.

Se poi non si è contenti di vedere la fedina penale del vicino “macchiata”, ma si vuole anche ottenere un risarcimento del danno,  è anche possibile agire con una azione civile di indennizzo [3] (oppure, per la medesima finalità, costituirsi “parte civile” nel relativo processo penale). La legge, infatti, stabilisce che l’inquinamento acustico provocato dal latrato insistente del cane può configurare un fatto illecito che giustifica la richiesta di risarcimento del danno.

note

[1] Cass. sent. n. 3348 del 28.03.1995; n. 5578 del 4.06.1996; n. 3000 del 28.03.1997.

[2] Art. 659 cod. pen.

[3] Ai sensi dell’art. 2052 cod. civ.


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2 Commenti

  1. Chiedo se est possibile esercitare l azione civile , almeno nella fase istruttoria , senza l ausilio dello avvocato. Grazie.

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