Coronavirus: il farmaco anti-artrite funziona

12 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus: il farmaco anti-artrite funziona

Conferme sull’azione e la sicurezza di anakinra usato precocemente.

L’Anakinra è un farmaco antinfiammatorio normalmente indicato nel trattamento dell’artrite reumatoide. Si tratta di un inibitore di interleuchina-1 (Il-1), una delle molecole più dannose per i tessuti, prodotte nel corso della risposta infiammatoria. Novità incorragianti sull’efficacia del farmaco per il Covid-19 arrivano da uno studio condotto dall’équipe degli infettivologi del Galliera diretti da Giovanni Cassola e da Emanuele Pontali, insieme al gruppo di ricerca guidato da Marco Gattorno, direttore del Centro per le Malattie autoinfiammatorie e le Immunodeficienze del Gaslini, coadiuvato da Stefano Volpi.

Dai primi risultati della collaborazione tra l’Irccs Giannina Gaslini e l’Ente ospedaliero Ospedali Galliera di Genova nella lotta a Sars-CoV-2, pubblicati sul ‘Journal of Allergology and Clinical Immunology’, emergono le conferme sulla “sicurezza ed efficacia dell’uso precoce di anakinra” per il trattamento del Coronavirus.

Secondo lo studio, l’Anakinra “può rappresentare una valida alternativa a tocilzumab”, sempre un’anti-artrite, “da utilizzare nei primi giorni dalla comparsa della severa polmonite da Covid-19“.

Nel lavoro – riferisce una nota congiunta riportata dall’Adnkronos – si descrive in modo dettagliato l’effetto del farmaco in 5 dei primi pazienti trattati. In tutti la terapia ha determinato “la scomparsa della febbre, una drastica riduzione dei parametri infiammatori e un netto miglioramento del quadro respiratorio severo con cui i pazienti si erano presentati, liberandoli rapidamente dalla ventilazione assistita. Nelle settimane che hanno preceduto l’introduzione di questo trattamento – si sottolinea – la maggior parte dei pazienti che arrivavano in ospedale in condizioni analoghe erano destinati al ricovero in rianimazione e all’intubazione. I pazienti descritti in questo primo studio sono stati invece dimessi dopo 7-13 giorni, senza presentare effetti collaterali di rilievo, soprattutto altre infezioni batteriche sovrapposte”.

L’analisi più completa e approfondita dell’efficacia del farmaco, in tutti i pazienti trattati al Galliera durante la pandemia, è in corso e in attesa di pubblicazione.

“Ci sono sempre maggiori evidenze che la complicanza più severa dell’infezione da Covid-19 è legata a una esagerata risposta infiammatoria a livello polmonare, e che i farmaci anti-infiammatori utilizzati nelle malattie reumatiche hanno un ruolo cruciale nel ridurre l’impatto di questa terribile complicanza”, evidenzia Gattorno. “Il primo farmaco di questo tipo a essere utilizzato – ricorda Pontali – è stato un inibitore di interleuchina-6 (Il-6), il tocilizumab, sulla base dell’evidenza di più elevati
livelli circolanti di Il-6 nel sangue dei pazienti affetti da polmonite. Nel corso delle prime settimane di pandemia questo farmaco è stato ampiamente utilizzato”, e “l’enorme afflusso di pazienti nel mese di marzo ha determinato una drammatica riduzione della sua disponibilità”.

“Su queste basi in diversi ospedali si è valutato l’impiego di farmaci antinfiammatori con caratteristiche simili al tocilizumab, già ampiamente utilizzati in situazioni infiammatorie analoghe osservabiliin Reumatologia”, aggiunge Gattorno. L’esperienza nata dall’alleanza Galliera-Gaslini sottolinea “l’utilità di un trattamento precoce, da effettuare nei primi giorni dalla comparsa della severa polmonite da Covi-19“.

I direttori generali di Gaslini, Paolo Petralia, e Galliera,Adriano Lagostena, si dicono “soddisfatti dei risultati di questo studio che si riferisce a una prima esperienza pilota, mirata a verificare la sicurezza e a ottenere i primi dati di efficacia dell’uso precoce di alte dosi di anakinra nei pazienti appena giunti in ospedale con un grave quadro respiratorio associato a infiammazionesevera. Attraverso questo studio, si consolida ancora di più la collaborazione scientifica tra l’Istituto Gaslini e l’ospedale Galliera”.

Sonia Viale, vicepresidente e assessore alla Sanità della Regione Liguria, rivolge “sinceri complimenti agli specialisti che hanno elaborato questo studio, con risultati positivi e incoraggianti tra i pazienti affetti da Covid. Un ulteriore esempio di collaborazione tra le aziende del sistema sanitario regionale, fondamentale nella lotta a questa pandemia”.



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