Coronavirus, come scacciare tristezza e cattivi pensieri

12 Maggio 2020 | Autore:
Coronavirus, come scacciare tristezza e cattivi pensieri

Il consiglio dello psicologo Mario Amore per affrontare meglio l’isolamento cui ci condanna il Covid-19.

Si fa presto a dire Fase 2. In realtà, siamo ancora con un piede nella Fase 1, considerando che la nuova tappa della gestione dell’emergenza Coronavirus non è un “liberi tutti”, come si è affrettato a dichiarare il presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Gli spostamenti sono ancora limitati alle esigenze primarie. Tra gli affetti stabili non figurano gli amici. Insomma, anche i più solidi tra noi cominciano, forse, un po’ a sentire i morsi della solitudine e la mancanza del – prima – tanto vituperato tran tran. Che magari era noioso, ma almeno completamente libero. Siamo meno isolati di prima, ma siamo isolati comunque rispetto alle nostre vecchie abitudini. E allora, come scacciare quei momenti di malinconia che ci assalgono? Il consiglio del direttore della clinica psichiatrica dell’università di Genova Mario Amore è vecchio come il mondo e, per questo, dall’efficacia sperimentata: per scappare dalla tristezza dell’isolamento basta uscirne. Se non proprio fisicamente, almeno virtualmente.

Dalle colonne del Sole 24 Ore, che oggi dedica uno speciale al Covid-19 e alla sua gestione in Italia come altrove, Amore suggerisce il rimedio Whatsapp. Abbiamo già visto come, in mancanza di altro, l’aperitivo con gli amici abbia traslocato online, via conference call (leggi gli articoli: Coronavirus, l’aperitivo è in conference call; Coronavirus, le regole per una perfetta conference call).

Bene: coltivare le amicizie, benché a distanza, è un toccasana per l’umore, secondo lo psichiatra. Una buona parte di responsabilità nella nostra mestizia ce l’ha l’informazione, ovviamente suo malgrado: cronisti e inviati fanno il loro dovere, naturalmente, chi meglio e chi peggio, come in ogni categoria di professionisti. Il problema è nel sovraccarico di dati di cui molti di noi soffrono, in questo momento: tante notizie, ma al tempo stesso poco chiare, spesso discordanti e negative, perché il nemico invisibile che stiamo fronteggiando si lascia a stento conoscere dalla scienza. I più volenterosi si informano presso più fonti, ma il risultato è sempre quello di un’indeterminatezza che non è colpa dei giornalisti, né dei virologi: è che la vera fase in cui siamo, probabilmente, al di là delle numerazioni, è una fase di transizione, in cui ci sfuggono ancora molti aspetti del virus. Che è poi lo stesso motivo per cui non è immediato il reperimento di una cura o di un vaccino, oltre alle fisiologiche e lunghe tempistiche di sperimentazione.

«Nelle persone più fragili l’eccesso di informazioni spesso discordanti può creare una vera e propria “desincronizzazione” tra la persona e il mondo esterno, favorendo l’insorgenza di ansia e depressione, ampliando così la percezione di isolamento il vero nemico di chi si trova confinato a casa, anche se con il partner – dichiara l’esperto al Sole 24 Ore -. Occorre per questo curare più la qualità che la quantità dell’informazione medesima: è un errore rimanere per ore davanti alla televisione ascoltando cifre e notizie negative, mentre potrebbe essere molto più utile il social network “dedicato”, come Whatsapp, con piccoli gruppi di persone che possono parlare tra di loro. In questo modo si crea una rete di sostegno sociale che può aiutare chi è bloccato in casa a capire il valore di una scelta condivisa e a non sentirla come imposta».

Quello di Amore è un suggerimento che non ha la pretesa di valere per tutti, anzi: c’è chi, invece, magari, nella sua solitudine ci si sta sentendo così tanto bene che temeva quasi la Fase 2 con il suo ritorno a riaffrontare, seppur parzialmente, il mondo (leggi l’articolo: Coronavirus: scoppia la sindrome della capanna).

Magari per costoro la cura non sarà Whatsapp e il contatto – a distanza – con gli altri. Diciamo che l’invito alla ricerca della qualità, questo sì, vale certamente per tutti. E ognuno intende il tempo di qualità a modo suo. Perciò vada per Whatsapp, per un film, per un libro, per un po’ di attività sportiva che i dpcm non ostacolano. Vada per quello che volete, ma non lasciatevi abbattere.



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