Coronavirus, la speranza nelle cellule del cuore

12 Maggio 2020
Coronavirus, la speranza nelle cellule del cuore

Allo studio una terapia che ha visto notevolmente migliorare alcuni pazienti, durante la sperimentazione.

La speranza viene dal cuore. Non è una frase retorica sui buoni sentimenti: è la nuova terapia che si sta sperimentando contro il Coronavirus e che, sfruttando cellule cardiache, ha dato buoni risultati su quattro pazienti. Lo studio è a cura del Cedars-Sinai Medical Center e di Capricor Therapeutics ed è stato pubblicato su Basic research in Cardiology. Ce ne parla una nota dell’agenzia di stampa Adnkronos, sempre molto attenta alle questioni riguardanti la salute. I quattro pazienti che hanno partecipato alla sperimentazione sono già stati dimessi dall’ospedale.

Il prodotto somministrato, noto come Cap-1002, contiene cellule derivate dalla cardiosfera (Cdc) che vengono coltivate in laboratorio a partire da tessuti del cuore umano. Precedenti ricerche precliniche e cliniche hanno mostrato che le Cdc, originariamente sviluppate per trattare l’insufficienza cardiaca, possono aiutare tutto l’organismo. I ricercatori, comunque, invitano alla cautela: i risultati, sebbene incoraggianti, non sono sufficienti per dimostrare che Cap-1002 è sicuro ed efficace per il trattamento di Covid-19, poiché non si trattava di una sperimentazione clinica con un gruppo di controllo. Secondo Eduardo Marbán, direttore dello Smidt Heart Institute del Cedars-Sinai, questo sarebbe il primo studio pubblicato sull’uso di una terapia cellulare in pazienti con Covid-19 in condizioni critiche.

Tutti e sei i pazienti convolti soffrivano di insufficienza respiratoria e cinque avevano bisogno dei ventilatori polmonari. Entro quattro giorni dall’infusione con Cap-1002, quattro pazienti sono stati in grado di respirare senza alcun supporto, e in meno di tre settimane stavano abbastanza bene per essere dimessi dall’ospedale. Al 28 aprile, gli altri due pazienti erano ricoverati in terapia intensiva. Nessuno ha mostrato effetti avversi dalle infusioni e nessuno è morto durante il periodo di studio. In confronto, sei pazienti sono morti in un gruppo di 34 ricoverati trattati nello stesso reparto di terapia intensiva di Cedars-Sinai e nello stesso periodo, che non hanno ricevuto la terapia cellulare.

Secondo Raj Makkar, autore principale dello studio, il team sta pianificando un lavoro randomizzato e controllato su un maggior numerodi pazienti. “L’unico modo per stabilire l’efficacia della nostra terapia è attraverso uno studio clinico randomizzato”, ha detto Makkar. “Questo perché alcuni pazienti con Coronavirus migliorano da soli con trattamenti standard”.

La sperimentazione è stata condotta in collaborazione con la società di biotecnologie Capricor Therapeutics di Los Angeles, che ha fornito supporto normativo e prodotto la terapia sperimentale.



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