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È vietato dare da mangiare ai gatti randagi?

9 Agosto 2020 | Autore:
È vietato dare da mangiare ai gatti randagi?

Nutrire animali randagi su suolo pubblico: è legale? Il Comune può vietare ai residenti di dare cibo ai felini in strada? Quando si integra il reato?

Chi di noi, guardando gli occhi tristi di un gatto randagio, mosso a compassione, non ha mai messo una scodella con del cibo e un po’ d’acqua per il felino sfortunato? Ebbene, sappi che questo comportamento potrebbe costituire un atto illegale. A dirlo è la legge e, talvolta, anche la giurisprudenza. Dare da mangiare ai gatti randagi è sicuramente un atto di magnanimità, che però talvolta può contrastare con le norme del nostro ordinamento. Ma perché? È vietato dare da mangiare ai gatti randagi?

In realtà, non esiste nessuna legge statale che, in maniera esplicita, faccia divieto di offrire del cibo agli animali che si trovano in strada. il problema di questa condotta è ciò che da essa deriva: e infatti, chi lascia degli alimenti in strada o per terra rischia di creare una colonia felina non sempre gradita. Inoltre, il medesimo comportamento potrebbe imbrattare o danneggiare beni pubblici o altrui. Se l’argomento ti interessa e vuoi sapere se è vietato dare da mangiare ai gatti randagi, allora prosegui nella lettura.

Quando è vietato nutrire gatti randagi?

Come anticipato in premessa, non esiste una legge che vieta di dare da mangiare ai gatti randagi. Dunque, nutrire gli animali randagi (non solo i felini) è perfettamente lecito. Il problema, però, è che da una condotta di per sé legale possono derivare conseguenze illegali.

Per la precisione, dare da mangiare agli animali randagi può far incorrere nelle seguenti problematiche:

  • violazione delle norme locali predisposte dai singoli Comuni;
  • reato di getto pericoloso di cose;
  • reato di disturbo della quiete pubblica.

Vediamo quando fare da mangiare ai gatti può far incorrere in queste conseguenze legali.

Il Comune può vietare di nutrire gli animali randagi?

Il Comune non può vietare in assoluto di nutrire gli animali randagi, ma può vietare di sfamarli ponendo del cibo nelle strade pubbliche. Dunque, se è vero che a nessuno può essere impedito di servire una ciotola ai gatti randagi attirandoli nella sua proprietà privata, può però essere fatto divieto di tenere questo comportamento in luogo pubblico.

Chi viola l’ordinanza comunale rischia di incorrere in una sanzione economica, il cui importo è determinato dall’ente locale che l’ha deliberata.

In realtà, esistono molte sentenze della giustizia amministrativa [1] che hanno stabilito l’illegittimità di tali provvedimenti. Secondo i giudici, non si può impedire di aiutare i gatti randagi, a condizione che ciò non danneggi i comproprietari della cosa comune e non crei problemi di igiene e di disturbo per il riposo delle persone.

Così, chi si occupa di ospitare una colonia felina nel cortile di casa, dovrà evitare il degrado del cortile, tenendo pulito il suolo, rimuovendo gli avanzi di cibo e dei relativi contenitori, limitando altresì al massimo anche i rumori e danneggiamenti.

Quando, invece, l’attività di dare da mangiare agli animali randagi si svolge in luogo pubblico, il provvedimento comunale che ne stabilisce il divieto è illegittimo, a meno che non sia dimostrata la pericolosità per l’igiene e la salute pubblica derivante da tale condotta: ciò può accadere, ad esempio, a causa dei miasmi che possono provenire dai numerosi felini che si avventano sul cibo.

Dare da mangiare agli animali randagi: quando è reato?

Dare da mangiare ai gatti randagi diventa reato quando la condotta è idonea a imbrattare il luogo ove gli animali vengono chiamati a raccolta per sfamarsi.

In pratica, è vietato gettare cibo in strada senza prima averlo raccolto in una ciotola, in una scodella o in un contenitore simile; il rischio è di incorrere nel reato di getto pericoloso di cose.

Inoltre, v’è il rischio che, dando costantemente del cibo agli animali randagi, la presenza di questi possa far scattare, in capo al responsabile, una responsabilità penale per disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone.

Il reato di getto pericoloso di cose

Secondo il codice penale [2], chiunque getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero, nei casi non consentiti dalla legge, provoca emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda fino a duecentosei euro.

È chiaro che colui che offre del cibo ai gatti randagi deve avere cura di non sporcare il luogo ove gli animali mangiano; questo vale sia se gli alimenti vengono posti in un luogo pubblico (una strada, una piazza, ecc.), sia nell’ipotesi in cui ciò avvenga in un ambiente comune (si pensi nel cortile del condominio).

Il reato di disturbo della quiete pubblica

Se viene dato da mangiare ai gatti randagi all’interno di una proprietà privata, allora anche in questo caso bisognerà prestare attenzione: la colonia felina che si viene a creare non deve arrecare disturbo ai vicini, pena la possibilità di integrare il reato di disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone [3].

Ciò perché, come ha sostenuto una sentenza della Corte di Cassazione [4], colui che offre cibo e riparo a un randagio risponde poi del suo comportamento come se ne fosse il proprietario.

La Suprema Corte ha ritenuto che colui che dà da mangiare a un randagio, anche se in maniera occasionale, ne diventa responsabile ed è tenuto a pagare i danni se l’animale morde un passante o disturba la quiete pubblica.


note

[1] Tar Campania, sent. n. 958/2018; Tar Sicilia, sent. n. 3 del 12.01.2016; Tar Ancona, sent. n. 753/2012; Tar Venezia, sent. n. 6045/2010.

[2] Art. 674 cod. pen.

[3] Art. 659 cod. pen.

[4] Cass., sent. n. 17145/2017.

Autore immagine: Canva.com


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