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Documenti per dimissioni

11 Agosto 2020 | Autore:
Documenti per dimissioni

Quale documentazione deve essere prodotta dal dipendente che intende rassegnare le dimissioni?

Presentando le dimissioni il dipendente risolve unilateralmente il rapporto di lavoro, senza che il datore possa opporsi [1]: dal 12 marzo 2016, le dimissioni volontarie, salvo alcune specifiche eccezioni, vanno comunicate dal lavoratore, a pena di inefficacia, solo con modalità telematiche.

Le dimissioni, più precisamente, costituiscono l’atto unilaterale recettizio con cui il dipendente, di propria spontanea volontà, decide di interrompere il rapporto di lavoro dandone comunicazione al datore. L’atto produce i propri effetti dal momento in cui il datore di lavoro ne viene a conoscenza, senza che sia necessario il consenso da parte sua. In ogni caso, salvo diverso accordo e ad eccezione dell’ipotesi di dimissioni per giusta causa, il dipendente deve osservare il periodo di preavviso previsto dal contratto collettivo. In caso contrario, il datore è legittimato a operare, sulle spettanze del lavoratore, la trattenuta dell’importo corrispondente alla retribuzione del periodo non lavorato.

Ma è necessario presentare particolari documenti per dimissioni?

A questo proposito bisogna tener presente che, nella generalità dei casi, le dimissioni possono essere presentate, a pena di inefficacia, solo con modalità telematiche su appositi moduli disponibili sul sito del ministero del Lavoro; questi moduli sono trasmessi al datore di lavoro e alla sede territorialmente competente dell’Ispettorato del lavoro.

Il lavoratore può decidere di compilare in autonomia il modulo telematico di dimissioni, oppure di farsi assistere dagli intermediari abilitati a tale scopo.

Dimissioni telematiche presentate direttamente

Se il dipendente desidera rassegnare le dimissioni personalmente in via telematica, può farlo, accedendo al portale web del ministero del Lavoro, se possiede il Pin Inps dispositivo (che consente di compilare automaticamente la sezione con i dati identificativi del lavoratore rendendoli immodificabili) ed è già registrato.

La documentazione che deve dunque avere a disposizione è il codice Pin dispositivo.

Se il lavoratore non è già in possesso del Pin Inps deve prima farne richiesta.

Richiesta Pin Inps

Il codice pin per l’accesso ai servizi dell’Inps si può richiedere:

  • personalmente, presso le sedi Inps: in questo caso, il pin rilasciato è di tipo dispositivo, in quanto il funzionario allo sportello identifica il richiedente, che è tenuto a presentare l’apposito modulo di richiesta e un valido documento d’identità;
  • online, attraverso la procedura di richiesta pin all’interno del sito web dell’Inps;
  • tramite call center Inps, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa) oppure 06 164 164 da rete mobile (a pagamento, in base al piano tariffario del gestore telefonico).

Il pin ottenuto online o tramite il call center è di tipo ordinario: perché possano essere richiesti trattamenti e prestazioni, è necessario convertire il pin ordinario in pin dispositivo.

Il pin iniziale è composto da 16 caratteri: al primo accesso con questo pin, una procedura guidata assegna all’utente un pin di 8 caratteri, con il quale accedere successivamente ai servizi.

Compilazione dimissioni online

Per presentare le dimissioni online il lavoratore deve:

  • reperire il modulo di dimissioni, o di recesso dal rapporto di lavoro, all’interno del portale del Ministero del lavoro, all’indirizzo lavoro.gov.it, oppure reperire il form online alla voce dimissioni telematiche, direttamente sul portale Cliclavoro;
  • compilare le 5 sezioni da cui è composto:
  • le prime tre sezioni (lavoratore, datore di lavoro, inizio rapporto di lavoro) sono compilate in automatico, in quanto il sistema attinge alle informazioni relative al rapporto lavorativo direttamente dal portale delle comunicazioni obbligatorie (nel quale sono presenti i modelli Unilav, Uniurg, Vardatori, Unisomm), diverso a seconda della regione; può essere richiesta la compilazione solo se il rapporto di lavoro è iniziato prima del 2008;
  • la quarta sezione del modello deve essere obbligatoriamente compilata dal lavoratore;
  • la quinta sezione è aggiornata automaticamente dal sistema.

La data di decorrenza delle dimissioni da indicare è quella a partire dalla quale, decorso il periodo di preavviso, hanno efficacia le dimissioni: in pratica, bisogna indicare la data relativa al giorno successivo all’ultimo giorno di lavoro.

Terminata la compilazione di tutte le sezioni, il sistema attribuisce una data di trasmissione al modulo, tramite una marca temporale, contenente un codice identificativo.

Il datore riceve il modulo in sola lettura nella propria casella Pec o di posta non certificata; l’Ispettorato nazionale del lavoro riceve una notifica nel proprio cruscotto e può visionare il modulo.

Per approfondire: Come rassegnare le dimissioni.

Il lavoratore può revocare le dimissioni, con le stesse modalità telematiche, nei 7 giorni successivi

Comunicazione di cessazione per dimissioni

Il datore di lavoro, entro 5 giorni dal momento in cui il lavoratore intende cessare il contratto, deve comunicare ai servizi per l’impiego competenti la risoluzione del rapporto per dimissioni, tramite modello Unilav cessazione: la comunicazione obbligatoria è inefficace se non è preceduta dall’invio del modulo telematico di dimissioni.

Se la cessazione è stata comunicata in anticipo e in un secondo momento si verifica la revoca delle dimissioni, il datore deve inviare un’altra comunicazione.

Dimissioni telematiche tramite intermediari abilitati

Se le dimissioni sono rassegnate tramite un intermediario abilitato (consulenti del lavoro etc.), questi deve in primo luogo accertare l’identità del dipendente, che deve dunque esibire un documento d’identità in corso di validità ed un documento dal quale risulti il codice fiscale, come la tessera sanitaria.

Sono abilitati all’invio della pratica di dimissioni i patronati, le organizzazioni sindacali, i consulenti del lavoro, l’Ispettorato territoriale del lavoro, gli enti bilaterali e le commissioni di certificazione.

L’intermediario, per accedere al portale del ministero del Lavoro, deve registrarsi su Cliclavoro con il profilo di “Operatore” per ottenere le credenziali di accesso, senza che siano necessari il pin Inps dispositivo e la firma digitale: la compilazione del modulo avviene con la stessa procedura valida per il lavoratore.

Se la procedura è stata rispettata, le dimissioni presentate tramite gli appositi moduli sono efficaci salvo che il lavoratore non le revochi, con le stesse modalità telematiche, nei 7 giorni successivi.

Dimissioni tutelate

Per quanto riguarda le dimissioni o la risoluzione consensuale durante il periodo di gravidanza e nei primi 3 anni di vita del bambino (in questo caso per padre e madre), queste sono soggette al una speciale procedura di convalida presso l’Ispettorato territoriale del lavoro. Senza la convalida, la risoluzione del rapporto non è efficace.

Le dimissioni durante il primo anno di matrimonio, invece, vanno presentate online e successivamente convalidate entro un mese, a pena di nullità dell’atto, presso l’Ispettorato territoriale del lavoro.

Dimissioni in sede protetta

Qualora le dimissioni siano rassegnate in una sede protetta, quali sedi sindacali o commissioni di certificazione, la documentazione necessaria a formalizzare le dimissioni, oltre al documento d’identità in corso di validità, consiste in una lettera, spesso vertente su un accordo di risoluzione consensuale, alla cui redazione provvede direttamente la commissione, oppure il sindacalista o il legale che assistono il dipendente.

Le dimissioni presentate in sede protetta o presso le commissioni di certificazione non sono mai revocabili.


note

[1] Art.26 D.lgs. 151/2015.


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