HOME Articoli

Lo sai che? Sul confine di proprietà, dopo 20 anni, scatta l’usucapione

Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2013

Articolo di




> Lo sai che? Pubblicato il 23 ottobre 2013

Il catasto non ha valore di prova; per cui le linee di confine devono essere valutate in base agli atti o all’usucapione che, nel frattempo, è intervenuta.

Nel caso di terreni tra loro confinanti, capita a volte che il catasto riporti metrature diverse rispetto alle linee segnate da strade e muri di cinta. In questi casi, il vicino potrebbe richiedere la ridefinizione dei confini tra le proprietà; ma rimettere tutto in discussione, specie dopo tanti anni, potrebbe creare contrasti sfociabili in cause legali.

Un sistema per risolvere la questione è quello di rivendicare l’usucapione sul terreno. Vediamo come.

In generale, bisogna sapere che il catasto non ha alcun valore di prova per dimostrare la proprietà o i confini di un immobile. Al contrario esso è istituito solo per fini fiscali. Dunque, rivendicare la maggiore proprietà solo basandosi sui certificati catastali non è una pretesa che può essere accolta.

Il titolo di proprietà si dimostra, invece, sulla base di atti quali il rogito del notaio, cessioni testamentarie oppure tramite l’acquisto per usucapione.

Immaginiamo allora che l’atto di proprietà indichi effettivamente una linea di confine diversa rispetto al posizionamento del muro che divide le due proprietà.

In tali casi, chi voglia conservare lo stato attuale dei luoghi, ha la possibilità di aggrapparsi all’usucapione.

Infatti, se la linea di confine tra i terreni è rimasta inalterata da più di 20 anni, anche nell’ipotesi in cui le metrature effettive differiscano da quelle indicate nell’atto di acquisto, la pretesa del vicino di riconfinamento può essere contrastata facendo rilevare, a un giudice, l’usucapione.

Cercheremo di spiegare, innanzitutto, cosa sia l’usucapione.

Cos’è l’usucapione?

L’usucapione è un modo di acquisto della proprietà basato sul perdurare, per un determinato periodo di tempo, del possesso sul bene.

I requisiti essenziali per usucapire un bene immobile (senza che sia mai intervenuto un atto di trasferimento) sono:

1) il decorso di 20 anni;

2) il possesso continuato, non interrotto nel tempo;

3) il possesso pacifico e pubblico, cioè non acquisito tramite minaccia o violenza, ed esercitato in modo palese, “alla luce del sole”;

4) il possesso deve corrispondere in modo non dubbio all’esercizio del diritto di proprietà; in modo, cioè, da evidenziare una chiara volontà di possedere il bene in via esclusiva, impedendo agli altri ogni atto di godimento o di gestione su di esso [1]. In altre parole, bisogna manifestare a tutti – e in particolar modo al titolare formale dell’immobile – l’intenzione di comportarsi come proprietario del bene. Non rileva la buona o la mala fede del possessore: quel che rileva non è infatti la convinzione di esercitare un proprio diritto o l’ignoranza di ledere un diritto altrui, bensì la volontà di disporre del bene come se fosse proprio [2].

L’usucapione sulla linea di confine

Nel caso delle due proprietà confinanti, bisognerà chiedere al giudice di dichiarare l’acquisto della porzione eccedente di terreno per intervenuta usucapione, dimostrando l’esistenza di tutti i requisiti essenziali.

Solo dopo il riconoscimento giudiziale dell’acquisito diritto si dovrà provvedere a modificare quanto indicato al catasto.

La sentenza volta ad accertare la maturazione dell’acquisto per usucapione accerta uno stato di fatto già verificatosi a prescindere dalla pronuncia giudiziale; infatti, essa non è costitutiva del diritto, bensì lo dichiara soltanto come già esistente.

note

[1] Cass. sent. n. 9903/06, n. 16841/05, n. 5226/02.

[2] Cass. sent. n. 5964/96.


Per avere il pdf inserisci qui la tua email. Se non sei già iscritto, riceverai la nostra newsletter:
Informativa sulla privacy

ARTICOLI CORRELATI

1 Commento

  1. Ho abbandonato il muro in comune con altro fabbricato per costruire un immobile in cemento armato e ho lasciato un giunto fra i due fabbricati.
    La domanda è se adesso il fabbricato attiguo viene demolito e ricostruito a confine io posso rivendicare la proprietà della mettà del muro abbandonato? e dopo quanti anni decade la richiesta di indennizzo?

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema. Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI