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Con i debiti posso lasciare l’eredità ai miei figli?

13 Maggio 2020
Con i debiti posso lasciare l’eredità ai miei figli?

Cosa succede se una persona ha molti debiti ma vuole lasciare una casa, del denaro o altri beni ai familiari: come si tutelano i figli dai debiti dei genitori. 

Chi ha condotto un’attività imprenditoriale senza successo o chi ha accumulato cartelle esattoriali, chi non è riuscito a pagare il condominio, l’affitto o altre obbligazioni, potrebbe chiedersi cosa succederà alla sua morte, quali conseguenze potrebbero subire i propri familiari e quali azioni potrebbero intraprendere nei loro confronti i creditori. Nello stesso tempo, vorrebbe salvaguardare quel piccolo patrimonio messo da parte in modo da lasciare qualcosa ai figli: una casa, un piccolo appezzamento di terreno, un conto in banca, i risparmi della pensione. Così, in età avanzata, capita di andare dall’avvocato e di chiedere: «Con i debiti posso lasciare l’eredità ai miei figli?».

La risposta è abbastanza semplice, ed è chiaro che sia positiva, tuttavia sarà bene conoscere alcune accortezze che potrebbero evitare alcuni tipici problemi in materia di successione. Di tanto parleremo più diffusamente qui di seguito.

Si può lasciare un’eredità con debiti?

Come appena detto, si può lasciare la propria eredità ai familiari e a chiunque altro, nonostante i debiti accumulati in vita e non saldati prima della morte. Anzi, in verità, la trasmissione del patrimonio è un fenomeno che si verifica a prescindere dalla volontà del defunto, ma per espressa previsione della legge che prevede la cosiddetta successione “necessaria” ossia anche in assenza di testamento. Il patrimonio del defunto, infatti, va ai suoi parenti più stretti secondo un ordine prestabilito dal Codice civile. Al primo posto, ci sono coniuge e figli; poi, i genitori e i fratelli, e così via.

L’ultima parola spetta comunque agli eredi che possono decidere se accettare o meno l’eredità e, con essa, tanto l’attivo quanto il passivo. In buona sostanza, nel momento della morte, con o senza testamento, coloro che possono divenire eredi sono chiamati a scegliere se accettare tale stato o meno. Nel primo caso, si effettua l’accettazione dell’eredità, mentre nel secondo caso si effettua la rinuncia all’eredità.

Con l’accettazione, l’erede acquista una quota percentuale del patrimonio del defunto e risponde, in proporzione alla stessa percentuale, dei suoi debiti. 

Marco è erede del 33% del padre il quale lascia una casa e un debito di 100mila euro con la banca. Marco avrà solo un terzo dell’immobile e dovrà dare alla banca non più di 33.333 euro. 

Come non lasciare i debiti agli eredi?

In realtà, l’unico modo per non lasciare i debiti agli eredi è sperare che questi non accettino l’eredità. Solo in questo modo, infatti, non potranno subire le aggressioni dei creditori. Tuttavia, esistono dei sistemi intermedi volti a limitare i danni.

Il primo di questi è l’accettazione dell’eredità con beneficio di inventario. L’erede, in particolare, può optare per tale forma di accettazione dell’eredità determinando così una limitazione della propria responsabilità verso i creditori: questi ultimi, infatti, potranno pignorare solo i beni ereditari e non quelli personali dell’erede, ossia di cui questi era proprietario già prima della successione.

L’accettazione con beneficio di inventario evita così che, dinanzi a un patrimonio minimo, si possa subire una grossa perdita e rischiare di perdere magari la casa o il quinto dello stipendio.

Il secondo sistema per tutelare gli eredi potrebbe essere quello di eseguire delle donazioni del proprio patrimonio quando si è ancora in vita. Si pensi al padre che dona la casa al proprio figlio. In tal modo, il donatario non deve rispondere dei debiti del donante alla sua morte. Tuttavia, è bene sapere che la donazione potrebbe essere revocata dai creditori che, nell’arco dei successivi cinque anni, potrebbero impugnare l’atto in tribunale rendendolo inefficace. 

Da un punto di vista fiscale, non c’è alcuna differenza tra una donazione e una successione ereditaria: le imposte infatti sono le stesse.

Il terzo sistema per tutelare gli eredi sarebbe quello di prevedere dei semplici legati. Il legato è quella disposizione del testamento con cui si lascia un bene specifico a un erede. È molto simile a una donazione, fatta però dopo la morte. Il legatario così non subentra in una percentuale del patrimonio del defunto ma solo nella titolarità del bene oggetto del legato stesso. Risultato: il legatario non risponde dei debiti del defunto.

Gli eredi rispondono sempre dei debiti del defunto?

Se, in linea di massima, gli eredi rispondono dei debiti del defunto solo a partire dall’accettazione dell’eredità, è anche vero che alcuni debiti non si trasferiscono. Questi sono quelli caduti in prescrizione e quelli dovuti a sanzioni amministrative o penali (si pensi alle multe stradali).

Chi rinuncia all’eredità non risponde dei debiti ma potrebbe, in un successivo momento, revocare la rinuncia e accettare l’eredità, magari dopo che i debiti si sono prescritti. Si tratta di un espediente possibile solo se non sono decorsi più di 10 anni dall’inizio della successione e a patto che il patrimonio non sia già stato diviso tra gli altri eredi. In questo modo, si tende a “ripulire” il patrimonio del defunto dai debiti lasciati.

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