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Polizia: cosa può fare se ti ferma in auto?

10 Agosto 2020 | Autore:
Polizia: cosa può fare se ti ferma in auto?

Vademecum dei diritti dei cittadini fermati dalle forze dell’ordine mentre sono alla guida della propria vettura.

A chi non è mai capitato di essere fermato dai carabinieri o dalla polizia mentre si è alla guida della propria auto? Alzi la mano chi, trovandosi in questa circostanza, pur sapendo di essere in regola e di non avere niente da nascondere, non ha avuto il timore che potesse comunque essere contestata qualche infrazione. Ma non solo: a volte, la paura principale è quella di non sapere quali sono i propri diritti nel caso di richieste illegittime da parte delle autorità. Cosa può fare la polizia se ti ferma in auto?

Con questo articolo analizzeremo scrupolosamente quali sono i diritti della persona fermata dalla polizia stradale mentre è alla guida della propria vettura; allo stesso tempo, vedremo cosa possono e cosa non possono fare le forze dell’ordine quando fermato un’auto per un controllo. Come ti spiegherò, i poteri dell’autorità sono molti, e si spingono perfino alla possibilità di effettuare una perquisizione nel caso di fondati sospetti sulla condotta dell’automobilista. Non voglio anticipare nulla; ciò che ti consiglio di fare è di prenderti dieci minuti di tempo da dedicare a questo articolo che, sono sicuro, troverai preziosissimo, in quanto ti spiegherò cosa può fare la polizia se ti ferma in auto.

Polizia in strada: quando ci si deve fermare?

Siamo al volante della nostra auto; d’un tratto, ci accorgiamo che, a un centinaio di metri, proprio all’incrocio, c’è una volante della polizia o una gazzella dei carabinieri ferma, come se attendesse proprio noi. Come dobbiamo comportarci? Quando ci si deve fermare in presenza della polizia?

Ebbene, è obbligatorio fermarsi solo su espresso invito delle autorità, quando siano in uniforme o muniti dell’apposito segnale distintivo.

Dunque, se i poliziotti o i carabinieri che sostano in strada non ci intimano espressamente (con la paletta, ad esempio) di arrestare il veicolo, non dobbiamo fermarci.

Non siamo tenuti a fermarci nemmeno se gli agenti si trovano sulla volante e hanno attivato le luci blu fisse: questo segnale visivo sta solo a segnalare la presenza delle forze dell’ordine che stanno vigilando.

È obbligatorio fermarsi se la polizia è in borghese?

Secondo la legge, agenti e ufficiali che si occupano dei servizi di polizia stradale, quando non sono in uniforme, per espletare i propri compiti devono fare uso di apposito segnale distintivo [1].

Gli organi di polizia stradale, quando non sono in uniforme, per l’intimazione dell’alt a coloro che circolano sulle aree soggette alla disciplina del codice della strada devono esibire in modo chiaramente visibile il segnale distintivo e successivamente, prima di qualsiasi accertamento o contestazione, esibiscono la speciale tessera rilasciata dalla competente amministrazione.

Dunque, non sussiste alcun obbligo di fermarsi se la polizia è in borghese e non si fa riconoscere.

Se la polizia ferma, è obbligatorio esibire patente e libretto?

Sì, è obbligatorio esibire il documento di circolazione e la patente di guida. La violazione di quest’obbligo è punita con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 87 a € 345 [2].

La polizia può chiedere documenti diversi dalla patente e dal libretto?

Secondo il codice della strada, è fatto obbligo di esibire, su richiesta, ogni documento che, ai sensi delle norme in materia di circolazione stradale, il conducente deve avere con sé. È il caso, ad esempio, del certificato di assicurazione obbligatoria. In caso di rifiuto, è prevista la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da € 87 a € 345.

La polizia può chiedere di mostrare la polizza Rca?

Molti ritengono che non sussista più l’obbligo di portare con sé il certificato assicurativo (la Rca, in pratica), a bordo del proprio veicolo, visto che la polizia può controllare la copertura assicurativa di ogni veicolo direttamente mediante ricerca telematica, accedendo a una banca dati centralizzata e continuamente aggiornata.

In realtà, il certificato di assicurazione obbligatoria è uno dei documenti che, per legge, il conducente deve avere con sé sul veicolo [3]. L’unico obbligo che è venuto meno è quello di esporre il tagliandino che attesta il pagamento della polizza in maniera visibile sul parabrezza.

Come chiarito da una circolare del ministero dell’Interno [4]il contrassegno di assicurazione, recante dati quali il numero di targa e l’indicazione di anno, mese e giorno di scadenza, dovrà comunque continuare ad essere presente a bordo del veicolo motorizzato, per poterlo esibire in sede di controllo.

Poiché oggi la trasmissione del certificato di assicurazione avviene su supporto cartaceo anche tramite posta elettronica, in sede di controllo può essere esibito agli organi di polizia stradale anche un certificato di assicurazione in formato digitale o una stampa non originale del formato digitale stesso, senza che il conducente possa essere sanzionato per il mancato possesso dell’originale del certificato di assicurazione [5].

Secondo la giurisprudenza [6], perfino possibile esibire il certificato di assicurazione in versione digitale dallo smartphone.

La polizia può chiedere la carta d’identità?

Nessuna legge stabilisce l’obbligo di avere con sé la carta d’identità, né di mostrarla. Pertanto, la polizia non può chiedere la carta d’identità, in quanto l’unico obbligo che grava in capo ai cittadini è quello di identificarsi, cioè di fornire le proprie generalità [7]. Peraltro, mostrando la patente il conducente verrebbe comunque già identificato.

La polizia può ispezionare l’auto?

Secondo la legge, la polizia può procedere ad ispezioni del veicolo al fine di verificare l’osservanza delle norme relative alle caratteristiche e all’equipaggiamento del veicolo medesimo [8].

Dunque, la polizia può chiedere di verificare, ad esempio, il motore o altri pezzi (meccanici o meno) dell’auto, al fine di controllare che essi siano conformi alle prescrizioni indicate nel libretto (siano omologati, in pratica).

È possibile inoltre procedere ad ispezione quando vi sia il fondato sospetto che sia stato commesso qualche reato e occorre procedere con particolare urgenza. Per un maggiore approfondimento sui poteri di controllo delle forze dell’ordine, ti invito a leggere il prossimo paragrafo.

La polizia può perquisire l’auto?

La polizia può procedere alla perquisizione dell’auto e degli eventuali bagagli presenti quando ha il fondato sospetto che vi sia della droga.

La legge [9] dice che gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, nel corso di operazioni di polizia per la prevenzione e la repressione del traffico illecito di sostanze stupefacenti, possono procedere in ogni luogo al controllo e all’ispezione dei mezzi di trasporto, dei bagagli e degli effetti personali quando hanno fondato motivo di ritenere che possano essere rinvenute sostanze stupefacenti o psicotrope.

Gli ufficiali di polizia giudiziaria, quando ricorrano motivi di particolare necessità ed urgenza che non consentano di richiedere l’autorizzazione telefonica del magistrato competente, possono altresì procedere a perquisizioni dandone notizia, senza ritardo e comunque entro quarantotto ore, al procuratore della Repubblica il quale, se ne ricorrono i presupposti, le convalida entro le successive quarantotto ore.

Gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria che hanno proceduto al controllo, alle ispezioni e alle perquisizioni di cui innanzi, sono tenuti a rilasciare immediatamente all’interessato copia del verbale di esito dell’atto compiuto.

È altresì possibile procedere a ispezione e perquisizione per ricercare armi [10], esplosivi e altri strumenti che possono essere utilizzati per fini terroristici. È sempre comunque necessario che vi siano fondati sospetti per procedere a tali operazioni (ad esempio, auto precedentemente segnalata che si aggira di notte), e che vi sia altresì particolare urgenza.

La polizia può controllare quello che c’è nei bagagli?

Quando procede ai controlli per i reati di cui al precedente paragrafo, la polizia può controllare sia il veicolo che quello che c’è all’interno (zaini, borse, bagagli, ecc.).

Non può procedere in tal senso, invece, quando l’ispezione è finalizzata solamente a verificare la regolarità della vettura.

Ispezioni e perquisizioni: ho diritto all’avvocato?

Nei casi indicati nei paragrafi di cui sopra, le operazioni possono cominciare anche senza l’avvocato, il quale però, se giunge tempestivamente, può assistervi. In pratica, trattandosi di controlli a sorpresa (o, comunque, da effettuarsi senza perdere tempo), l’avvocato non ha diritto al preavviso.

Si può chiedere alla polizia di identificarsi?

Non esiste in Italia una norma che imponga ai pubblici ufficiali di identificarsi; di conseguenza, essendo tali anche i poliziotti e i carabinieri e, più in generale, tutti gli appartenenti alle forze dell’ordine, neanche loro sono obbligati a identificarsi quando sono in servizio.

Per legge, esiste solamente un caso in cui gli appartenente alle forze dell’ordine devono identificarsi: si tratta dell’ipotesi in cui essi sono in borghese.

Secondo la legge [11], il personale delle forze armate autorizzato a svolgere il servizio d’istituto in abito civile (in pratica, in borghese), nel momento in cui debba far conoscere la propria qualità o allorché l’intervento assuma rilevanza esterna, ha l’obbligo di applicare sull’abito in modo visibile una placca di riconoscimento e di esibire la tessera di riconoscimento, ove richiesto.

Se la polizia trova armi/droga, può interrogarmi sul posto?

La legge [12] dice che sul luogo o nell’immediatezza del fatto, gli ufficiali di polizia giudiziaria possono, anche senza la presenza del difensore, assumere dalla persona nei cui confronti vengono svolte le indagini (anche se arrestata in flagranza o sottoposta a fermo d’indiziato di delitto), notizie e indicazioni utili ai fini della immediata prosecuzione delle indagini.

Delle notizie e delle indicazioni assunte senza l’assistenza del difensore sul luogo o nell’immediatezza del fatto è vietata ogni documentazione e utilizzazione.

Dunque, la polizia potrebbe chiedere alla persona (ad esempio trovata in possesso di droga o di armi) di fornire informazioni, se queste sono immediatamente necessarie per proseguire le operazioni. Tuttavia, non può mai obbligare alla collaborazione. Dunque, è diritto del cittadino non rispondere, in quanto ogni tipo di interrogatorio va fatto alla necessaria presenza dell’avvocato.

La polizia può costringere all’etilometro?

La polizia non può costringere il conducente a sottoporsi all’alcoltest. Tuttavia, L’automobilista, che rifiuta di sottoporsi all’alcoltest compie reato.

In particolare, il conducente viene considerato come se fosse stato trovato alla guida con il tasso di alcol più alto rispetto alle tre soglie previste dalla legge [13]. A lui, pertanto, si applicano le medesime sanzioni penali previste per la guida in stato di ebbrezza sopra la soglia massima.

Dunque, chi rifiuta l’alcotest rischia:

  • l’ammenda che va da un minimo di 1.500 a un massimo di 6.000 euro;
  • l’arresto da sei mesi a un anno;
  • la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a due anni, con l’obbligo di sottoporsi a visita medica;
  • la decurtazione di 10 punti dalla patente;
  • la confisca del veicolo, a meno che non sia di proprietà di un terzo;
  • la revoca della patente di guida in caso di recidiva.

Si applica la stessa sanzione nel caso in cui ci si rifiuti di firmare il modulo per il consenso informato per eseguire l’accertamento del livello alcolemico nel sangue tramite analisi in ospedale.

Si possono filmare le operazioni della polizia?

In linea di massima, gli agenti si possono fotografare e filmare mentre sono in servizio, mentre sono impegnati in operazioni, mentre presidiano manifestazioni pubbliche: insomma, generalmente quando stanno esercitando le loro funzioni.

Le uniche eccezioni, secondo il Garante della Privacy [14], sussistono nei singoli casi in cui l’autorità pubblica abbia posto espliciti divieti: il riferimento è a ordinanze specifiche che proibiscano la diffusione di immagini delle forze dell’ordine in un determinato luogo e in un determinato momento, per esempio per ragioni di sicurezza o perché c’è il segreto istruttorio.

Non va dimenticato, inoltre, che alle foto e ai video delle forze dell’ordine si applicano le norme del Codice della Privacy: valgono, cioè, come i dati personali di un normale cittadino. Dunque, non è possibile riprendere il volto dei poliziotti o altri tratti che siano idonei a identificarli, per poi divulgare la ripresa.

Per approfondire questo specifico argomento, ti rinvio alla lettura dell’articolo “Quando è consentito filmare le forze dell’ordine?“.


note

[1] Art. 12 cds.

[2] Art. 192 cds.

[3] Art. 180 cds.

[4] Ministero dell’interno, circolare emanata in data 15 ottobre 2015.

[5] Ministero dell’interno, circolare del 01/09/2016 – Prot. n. Prot. n. 300/A/5931/16/106/15.

[6] Giudice di Pace di Pontremoli, sentenza n. 168/2018.

[7] Art. 651 cod. pen.

[8] Art. 192 cds.

[9] Art. 103, d.p.r. n. 309/90.

[10] L. n. 152/75.

[11] Art. 20, D.P.R n. 782/85.

[12] Art. 350 c.p.p.

[13] Art. 186 cds.

[14] Garante della privacy, nota 14755 del 5 giugno 2012.

Autore immagine: Canva.com


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