Diritto e Fisco | Articoli

Come trattare con le banche

13 Maggio 2020
Come trattare con le banche

Come evitare di pagare la banca o pagare di meno del debito maturato.

In periodo di crisi, l’indebitamento con le banche è quasi all’ordine del giorno. Quando tuttavia non c’è la possibilità di pagare o di contestare la pretesa del creditore, la procedura di sovraindebitamento (meglio nota come “legge salva-suicidi”) è una delle soluzioni più adeguate. Ma, prima di avviare la carta giudiziale, è bene sempre tentare una soluzione bonaria, volta a verificare eventuali strade alternative: un saldo e stralcio, una ristrutturazione del debito, una semplice dilazione. 

In questa fase, diventa essenziale sapere come trattare con le banche, conoscere cioè i meccanismi interni agli istituti di credito che consentono di ottenere qualche concessione per una boccata d’ossigeno.

Non è del resto un luogo comune che, tra le varie tipologie di creditori, la banca è quella che incute maggiore timore: non solo per l’entità delle somme che, di solito, sono oggetto di contesa, ma perché la trattativa risulta difficile e “burocratizzata”. Il direttore di filiale ha spesso poteri limitati e ogni richiesta di dilazione o di “sconto” deve passare sempre per la direzione centrale. L’impossibilità di parlare con una persona fisica a cui rappresentare la propria vicenda umana, rende la trattativa fredda, distaccata e quindi anche più complicata.

A tutto ciò si aggiunge che, per la banca, non valgono i limiti al pignoramento della prima casa che invece sono previsti per i debiti con lo Stato e con le pubbliche amministrazioni. Anzi, al contrario, l’istituto di credito è quasi sempre assistito da un’ipoteca: ha, quindi, una forte arma di ricatto nei confronti del debitore, potendogli espropriare l’immobile. 

Non in ultimo, si consideri che, per tutti i debiti consolidati con gli intermediari finanziari, è prevista la segnalazione alla Centrale Rischi che comporta l’inclusione nelle liste dei cosiddetti “cattivi pagatori”, con impossibilità di accedere ad altre forme di credito. 

Esiste un modo certo per sapere come trattare con le banche? Sicuramente, ogni caso ha le sue particolarità, così come ogni istituto di credito ha le proprie prassi. Ciò nonostante è possibile declinare una sorta di decalogo comportamentale che serve per districarsi in questa delicata procedura. Di tanto parleremo meglio qui di seguito.

Debiti con la banca: mi devo preoccupare?

C’è un elemento costante che caratterizza coloro che hanno debiti verso la banca e che si rivolgono all’avvocato: la preoccupazione e l’ansia, palpabili già dallo sguardo. Eppure non dovrebbe essere così: mai infatti come in questi casi al debitore è concesso tutto il tempo per studiare soluzioni alternative. Questo perché le azioni esecutive intraprese dagli istituti di credito non avvengono nell’immediato. 

C’è innanzitutto da considerare l’invio della diffida da parte della banca a cui segue il trasferimento del “carteggio” allo studio legale. Di lì, poi, parte una seconda diffida e, infine, l’avvio dell’azione giudiziaria. Questi passaggi sono tanto più farraginosi quanto più è strutturata la banca.

Segue poi l’azione giudiziale che, il più delle volte, si risolve nel pignoramento immobiliare. In alcuni casi, prima ancora, la banca deve procurarsi un decreto ingiuntivo. Tutto ciò richiede svariati anni. Quando poi la casa viene messa all’asta, la procedura segue un iter lento durante il quale il debitore ha la possibilità di avviare trattative o di mettere i soldi da parte per una nuova sistemazione. Non poche volte i debitori riacquistano la propria casa per interposta persona. La legge, infatti, non vieta al coniuge o ai figli del debitore di partecipare all’asta. 

Insomma, ogni avvocato deve subito mettere a proprio agio il cliente e spiegargli che non sarà domani, né l’anno successivo che dovrà andare via da casa e che, nel frattempo, può succedere di tutto.

Debiti con la banca: cosa mi può succedere?

Bisogna partire da una constatazione pratica: a nessuno piace entrare in tribunale, men che meno a una banca che persegue logiche di bilancio matematiche e la cui azione giudiziale comporta un notevole aggravio di costi. Quindi, se il debitore ha valide alternative da proporre all’istituto di credito, quest’ultimo non avrà posizioni di principio da difendere solo magari per antipatia personale.

Detto ciò, la banca tende ad azionare il recupero del credito nei confronti del debitore ed eventuali garanti (fideiussori). Come? Con il pignoramento dell’immobile concesso in ipoteca o con il pignoramento dei beni del fideiussore (anche questi, di solito, proprietario di immobili).

In entrambi i casi, come anticipato, la procedura civile è molto lunga, farraginosa e complicata. In alcuni fori, prima di ricevere offerte di acquisto nella procedura di espropriazione forzata della casa è necessario attendere quattro o cinque anni.

Come trattare con la banca?

Il debitore che voglia tentare una soluzione con la banca ha diverse soluzioni.

Se la banca ha ceduto il credito a un’altra società – cosa che risulterà dalla lettera di diffida – la trattativa è più facile. Di solito, infatti, la cessione del credito avviene a un valore di gran lunga inferiore rispetto a quello nominale. Sicché, una proposta di transazione al 50% risulterà conveniente per la cessionaria. Un esempio renderà meglio l’idea.

La banca Alfa ha un credito verso Mirco di 100mila euro che non riesce a riscuotere. La banca cede il credito alla società Gamma al prezzo di 30mila euro. Gamma scrive a Mirco, presentandosi come cessionaria della banca Alfa, chiedendo 100mila euro più interessi. Mirco offre alla società Gamma un pagamento a saldo e stralcio di 50mila euro. La società Gamma accetterà perché, rispetto al prezzo pagato per il credito, avrà un utile di 20mila euro.

Fuori da questo caso, che non è tuttavia frequente, per trattare con una banca sarà sempre meglio avvalersi di un avvocato. Il legale infatti saprà mettere in risalto gli aspetti deboli del diritto di credito. Ad esempio, potrebbe minacciare la banca di un’azione giudiziaria per abuso di credito, interessi anatocistici, interessi usurari. Potrebbero anche essere azioni parzialmente infondate ma che metterebbero i bastoni tra le ruote al creditore, allentando i tempi di recupero.

Se anche la banca avesse un’ipoteca, non è detto che riesca a realizzare un utile dalla vendita del bene. Ci sono immobili che si vendono con difficoltà e, a volte, a un prezzo inferiore rispetto al credito e ai costi sopportati per la procedura. Offrire un pagamento pari a tale presumibile valore di realizzo, ma in tempi più brevi, potrebbe costituire un incentivo per la banca alla transazione. 

Luca ha un debito di 300mila euro con la banca che perciò ha pignorato la sua casa. Questa, al netto delle svalutazioni del mercato immobiliare, ne vale appena 250mila. La banca difficilmente venderà la casa al prezzo di mercato. Chi compra all’asta, infatti, cerca un affare e tende ad aspettare il ribasso del prezzo base. Così, verosimilmente, la casa sarà venduta a 100mila euro. 

Si tenga peraltro conto che, se il prezzo battuto dal tribunale per la vendita dell’immobile scende al di sotto del ragionevole soddisfacimento del creditore (ossia è di gran lunga inferiore al credito fatto valere, comprensivo di spese e interessi), il giudice, dopo la quarta asta, può estinguere la procedura per sempre.

In più, con una modifica recente al Codice di procedura, il debitore può restare a vivere nel proprio immobile pignorato fino alla data di vendita, cosa che rende ancora più difficile l’aggiudicazione. Leggi Come bloccare un pignoramento immobiliare.

Il debitore potrebbe poi paventare alla banca la possibilità di rivolgersi al giudice e chiedere un saldo e stralcio con la procedura di sovraindebitamento. Il tribunale, se ritiene che il debitore non abbia possibilità di estinguere l’obbligazione, autorizza una riduzione che può arrivare fino al 30%, a prescindere dal consenso della banca (che deve essere fornito solo per debiti di natura imprenditoriale o legati all’attività lavorativa). È il cosiddetto piano del consumatore. 

La banca, per non subire la falcidia del giudice, potrebbe quindi essere spinta ad accettare un’offerta più conveniente del debitore che, in tal modo, eviterebbe di spendere i costi della procedura sul sovraindebitamento.

In presenza di uno o più fideiussioni, è più facile trattare con la banca che tenderà a recuperare il proprio credito spalmandolo tra i diversi debitori. Così, ad esempio, il garante – che in teoria è tenuto a versare l’intero importo non corrisposto dal debitore – potrebbe cavarsela offrendo una percentuale di gran lunga inferiore (ad esempio, il 20%).

Leggi anche Come risolvere i debiti con le banche.

Quando lo scoperto con la banca non è particolarmente alto, potrebbe risultare convincente la minaccia di chiudere il conto e trasferirlo presso un altro istituto di credito insieme allo stesso mutuo. La legge, infatti, consente in qualsiasi momento, anche in presenza di debiti, la portabilità del mutuo e del c/c.

Le offerte alla banca

Le possibili soluzioni da offrire alla banca variano tra il:

  • saldo e stralcio: ossia l’offerta di pagamento di una somma ridotta rispetto a quella dovuta, in tempi relativamente brevi (di solito, in non più di tre rate);
  • una dilazione del pagamento dell’intero debito.

Alcune banche offrono la possibilità di aprire un nuovo mutuo per estinguere il precedente, affinché si possa gestire il secondo debito con maggiore elasticità, prevedendo un numero superiore di rate spalmate nel tempo. 


note

Autore immagine: it.depositphotos.com


1 Commento

  1. Complimenti per questo articolo attraverso cui date ottimi suggerimenti a tutti quelli che vanno in banca, chiedono i soldi in ginocchio, concedono volontariamente garanzie reali e fidejussioni, gli sta tutto bene, ti ringraziano, ti portano il pacco per Natale, poi non pagano e denunciano banca, direttore e compagnia cantante. Poi alla brava persona i soldi la banca non li può dare e giù, banche ladre e assassine. Mah…

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube