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Documenti per divorzio

14 Maggio 2020 | Autore:
Documenti per divorzio

Documentazione necessaria per divorziare: atto di separazione, copia integrale atto matrimonio, certificato di residenza, dichiarazione redditi.

Divorziare in Italia non è così difficile: lo testimonia l’altissimo numero di coniugi che decide di sciogliere definitivamente il vincolo matrimoniale. La facilità con cui oggi si pone fine all’unione coniugale è resa possibile sia dalla maggiore celerità con cui si può giungere a questa decisione (è sufficiente che siano trascorsi solo sei mesi dalla separazione, quando consensuale; altrimenti, occorre attende un anno), sia dai molteplici strumenti messi a disposizione dalla legge per poter divorziare: si pensi alla possibilità di procedere con negoziazione assistita oppure di recarsi direttamente al Comune presso l’ufficiale di Stato civile. Con questo articolo ci soffermeremo su un particolare aspetto, e cioè sui documenti necessari per il divorzio.

In realtà, se ti rivolgi a un avvocato, sarà lui a chiederti quali sono i documenti utili affinché si possa procedere con la richiesta di divorzio. Ad ogni buon conto, è sempre opportuno essere preparati e sapere di cosa ha bisogno l’autorità competente per decretare lo scioglimento del vincolo matrimoniale. Rinviandoti alla lettura dell’articolo dedicato a cosa prevede la legge sul divorzio, vediamo ora quali sono i documenti per lo scioglimento del matrimonio, cioè tutte quelle carte che devi procurarti per poter chiedere la fine definitiva dell’unione coniugale.

Cos’è il divorzio?

Prima di illustrarti quali documenti occorrono per il divorzio, mi sembra opportuno spendere due parole su questo istituto giuridico, forse il più noto in assoluto anche tra i non addetti ai lavori.

La legge [1] non parla mai di divorzio, bensì di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio. Nello specifico:

  • per scioglimento del matrimonio si intende il divorzio che interviene tra due coniugi sposati civilmente;
  • per cessazione degli effetti civili del matrimonio si intende il divorzio intervenuto tra due persone sposate con rito concordatario, cioè con celebrazione innanzi al ministro di culto cattolico con successiva trascrizione dell’atto nei registri dello stato civile del comune.

In ogni caso, il divorzio comporta la fine del rapporto matrimoniale e lo scioglimento definitivo del vincolo di coniugio, con conseguente restituzione della libertà di stato in capo agli ex coniugi, i quali saranno pertanto liberi di contrarre nuove nozze.

Quando si può divorziare?

La legge non consente di divorziare quando pare e piace: affinché si possa porre fine a un matrimonio occorre che si siano verificate alcune cause tassativamente previste dalla legge.

La causa più nota di divorzio in Italia è sicuramente la separazione personale: trascorso un determinato lasso di tempo dalla separazione, la legge consente ai coniugi di poter divorziare definitivamente.

In altre parole, in Italia non esiste il divorzio diretto, a meno che non ricorrano alcune gravi condizioni previste dalla legge, come ad esempio: la condanna del coniuge all’ergastolo oppure a pena superiore ai quindici anni; il tentato omicidio del coniuge o del figlio; il matrimonio non consumato; il cambio di sesso di uno dei coniugi; ecc.

Insomma: si può divorziare per molte ragioni, ma la quasi totalità delle sentenze di divorzio in Italia fa seguito a una precedente separazione.

Quali documenti per divorziare?

Veniamo ora al punto fondamentale di questo articolo: quali documenti occorrono per divorziare?

In linea di massima, possiamo dire che, se intendi divorziare, devi procurarti la seguente documentazione:

  • l’atto (provvedimento del giudice, accordo, ecc.) da cui risulta la precedente separazione;
  • l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio (si richiede presso lo Stato civile del Comune ove è stato celebrato il Matrimonio) o la copia integrale dell’atto di matrimonio;
  • certificato di residenza;
  • stato di famiglia;
  • dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni;
  • copia di un documento di identità e del codice fiscale.

Questa documentazione deve essere presentata da entrambi i coniugi: ciò significa, dunque, che ognuno di essi dovrà depositare i documenti sopra indicati inerenti alla propria situazione personale.

L’atto di separazione

Il primo documento di cui bisogna avere disponibilità è l’atto di separazione: si tratta, a seconda del tipo di separazione che è avvenuta, della sentenza del giudice (nel caso di separazione giudiziale), del provvedimento di omologa (nel caso di separazione consensuale), della convenzione scritta (nel caso di separazione mediante negoziazione assistita) o dell’accordo di separazione (se la separazione è avvenuta davanti dall’ufficiale dello stato civile).

Nel caso di provvedimenti giudiziari (sentenza passata in giudicato, provvedimento di omologa), occorre che l’atto sia una copia autentica rilasciata dalla cancelleria del tribunale.

A seguito dell’introduzione del processo civile telematico, questo adempimento sarà facilmente assolvibile dall’avvocato accedendo al fascicolo telematico e autenticando di suo pugno l’atto.

L’atto di matrimonio o l’estratto riassunto

Altro documento fondamentale per il divorzio è l’atto di matrimonio, cioè quel documento rilasciato dal Comune nel quale è stato celebrata l’unione e dal quale si desumono i dati fondamentali del matrimonio stesso. Bisogna però fare delle distinzioni:

  • il certificato di matrimonio riporta i dati minimi essenziali per descrivere l’avvenimento: attesta il matrimonio specificando i dati anagrafici dei coniugi, data e luogo;
  • l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio riporta, oltre ai dati del certificato, anche altri dati significativi (ad esempio il nominativo del coniuge) che accompagnano o incidono sulle circostanze dell’atto (annotazioni riguardanti l’avvenuta separazione o la modifica del regime patrimoniale dei coniugi, ad esempio);
  • la copia integrale dell’atto di matrimonio è la fotocopia autenticata dell’atto originale dove viene riportata qualsiasi circostanza e annotazione iscritta nella pagina del registro di stato civile sulla quale è stato steso l’atto stesso. Tale documento, munito di specifica certificazione di conformità dell’atto all’originale, contiene tutte le informazioni relative al matrimonio, oltre alle altre eventuali annotazioni, come ad esempio il nome del parroco celebrante, il nome della chiesa, la residenza dei coniugi e la loro cittadinanza, il regime patrimoniale adottato, eventuale divorzio successivamente intervenuto.

In genere, i tribunali accettano indifferentemente l’estratto per riassunto dell’atto di matrimonio o la copia integrale dell’atto di matrimonio (che, in effetti, è in assoluto il documento più completo e incontestabile, in quanto rilasciato con certificazione di conformità all’atto originale conservato negli uffici del Comune). È sconsigliabile il certificato di matrimonio semplice, il quale potrebbe essere rifiutato dal giudice.

Certificato di residenza per divorzio

Il certificato di residenza è altro documento essenziale per il divorzio: da esso risulta la residenza del coniuge ricorrente.

Il certificato di residenza serve a dimostrare (fino a prova contraria) il luogo ove vive la persona che intende divorziare; ciò è molto utile per stabilire la competenza territoriale del giudice che dovrà esprimersi sul divorzio ed è anche una prova (indiretta) della cessata convivenza con il coniuge, visto che quest’ultimo potrebbe produrre un analogo certificato che provi una diversa residenza.

Secondo la giurisprudenza [2], il certificato anagrafico ha un valore meramente presuntivo in ordine al luogo di dimora abituale, non sufficiente a dimostrare l’effettiva residenza di uno dei coniugi e può essere superato da atti o dichiarazioni che evidenziano in concreto la diversa ubicazione di detta dimora.

Stato di famiglia per divorzio

Altro documento fondamentale è lo stato di famiglia, dal quale dovrebbe emergere che i coniugi non vivono più sotto lo stesso tetto. Dallo stato di famiglia risulta anche con chi vivono i figli (se ve ne sono).

La dichiarazione dei redditi dei coniugi

La dichiarazione dei redditi non è un documento fondamentale ai fini del divorzio; esso diventa importantissimo nel caso in cui ci sia la richiesta del mantenimento per i figli (minorenni oppure maggiorenni ma non economicamente autosufficienti) e dell’assegno divorzile per sé.

In pratica, al giudice serve verificare la dichiarazione dei redditi solamente se deve decidere sulle richieste economiche di un coniuge nei riguardi dell’altro.


note

[1] Legge n. 898 del 01.12.1970.

[2] Cass., ordinanza n. 17294/2018.

Autore immagine: Canva.com


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